Tracheobronchite del cane: sintomi, cause e trattamenti

Fido ha la tosse? Potrebbe trattarsi di tracheobronchite del cane, una malattia contagiosa ma che si può curare

La tracheobronchite del cane è una malattia respiratoria altamente contagiosa causata da diversi agenti infettivi (virus e batteri). La malattia può avere un decorso lieve ma in alcuni casi le condizioni di Fido possono aggravarsi molto. Il cane con la tracheobronchite manifesta una brutta tosse, persistente e accompagnata da conati di vomito, che nello specifico viene chiamata tosse dei canili. Ciò si deve al fatto che questa malattia è maggiormente diffusa nelle strutture che accolgono tanti quattrozampe, come i canili appunto. Vediamo nel dettaglio cos’è la tracheobronchite del cane, quali sono i sintomi e come possiamo curarla e prevenirla.

Tracheobronchite del cane: sintomi

Tracheobronchite del cane: sintomi, cause e trattamenti

Un cane affetto da tracheobronchite infettiva manifesta come sintomo più evidente una tosse secca che a volte è accompagnata da conati di vomito. È come se il cane avesse qualcosa bloccato nella gola che gli dà fastidio e della quale cerca di liberarsi. In molti casi il cane con la tracheobronchite ha il naso che cola e che secerne una sorta di muco trasparente e acquoso. Questo accade nei casi più lievi, ma quando il cane ha una forma più grave della malattia i sintomi peggiorano.

I problemi alle vie respiratorie sono accompagnati da congiuntivite e starnuti, la tosse si aggrava visibilmente e persiste più a lungo. Al punto che il cane ha potenti attacchi di tosse ogni volte che compie anche solo il minimo sforzo fisico. E quando tossisce così tanto, purtroppo, vomita anche se non ha nulla nello stomaco.

La tracheobronchite del cane può far sì che l’animale sviluppi anche una forma di polmonite batterica e in questo caso i sintomi peggiorano ulteriormente. Fido appare letargico e non vuole muoversi né giocare, in più gli sale la febbre e non si rifiuta di mangiare la sua pappa.

I casi gravi si riscontrano in genere nei cani con un sistema immunitario compromesso oppure nei cuccioli che non sono stati ancora vaccinati. La gravità dei sintomi diminuisce tendenzialmente entro i primi cinque giorni della malattia, che tuttavia può persistere fino a 20 giorni.

Cause di tracheobronchite infettiva del cane

Tracheobronchite del cane: sintomi, cause e trattamenti

Molti agenti infettivi possono causare tracheobronchite infettiva del cane. I colpevoli più probabili sono il virus della parainfluenza, la Bordetella brochiseptica e il micoplasma. Ma c’è la possibilità che la malattia si sviluppi a causa di altri agenti infettivi come l’adenovirus canino di tipo 2, il reovirus e il virus dell’herpes canino.

Nella maggior parte dei casi la malattia colpisce il cane per azione di più agenti patogeni contemporaneamente. I sintomi dell’infezione si manifestano in genere tra i 2 e i 14 giorni dall’esposizione del cane ai patogeni. Facciamo attenzione perché una volta che l’infezione è stata curata, il cane resta contagioso per almeno sei settimane. Quindi può diffondere la malattia ad altri animali con i quali entra a contatto durante questo periodo di tempo.

Diagnosi del veterinario

Quando il cane sviluppa una tosse secca o altri sintomi (come quelli che abbiamo visto in precedenza) è opportuno portarlo dal veterinario per capire di che si tratta e come risolvere il problema con il trattamento più adeguato. Il veterinario effettuerà prima di tutto un esame fisico del cane, chiedendo informazioni sui sintomi che abbiamo notato e da quanto tempo sono presenti. Inoltre, il veterinario probabilmente chiederà informazioni su eventuali esposizioni recenti ad altri cani che potrebbero aver avuto tracheobronchite infettiva.

In base all’esito di questo primo controllo, il veterinario può scegliere di condurre colture batteriche e analisi del sangue che aiuteranno a confermare la diagnosi della malattia ma anche il tipo di patogeni coinvolti. Tendenzialmente si consigliano esami come l’RX al torace, per verificare che il cane non abbia sviluppato anche polmonite, gli esami del sangue e delle feci (questi ultimi per controllare se vi siano infestazioni parassitarie in corso) e anche un esame oculistico, qualora siano coinvolti anche gli occhi.

La tracheobronchite del cane si può curare?

Tracheobronchite del cane: sintomi, cause e trattamenti

Ma ecco il punto centrale della questione: la tracheobronchite del cane si può curare? Sì, la malattia è debilitante ma esistono trattamenti per ripristinare la salute del nostro amato quattrozampe. La tracheobronchite del cane è una malattia auto-limitante, significa cioè che nei casi lievi e in soggetti con buone difese immunitarie si risolve da sé, senza usare medicine. Un po’ come il nostro raffreddore, per intenderci.

Ovviamente tutto dipende dalla diagnosi del veterinario, dalla gravità delle condizioni di salute di Fido e soprattutto dal tipo di patogeno (o patogeni) all’origine della malattia. Gli antibiotici in genere non vengono prescritti quando il cane ha una forma lieve di tracheobronchite, perché questi servono a uccidere i batteri e non i virus. Gli antibiotici come la tetraciclina si prescrivono in caso in caso di infezione da Bordetella o quando il cane ha un’infezione secondaria batterica, la febbre e mostra chiari sintomi di polmonite. Il veterinario può prescrivere anche dei farmaci appositi per placare la tosse di Fido.

Prevenzione e cura in casa

Tracheobronchite del cane: sintomi, cause e trattamenti

Come diciamo sempre: prevenire è meglio che curare. Quindi sì, anche se la tracheobronchite del cane si può curare o addirittura passa da sola, dobbiamo sempre cercare di evitare le situazioni di contagio. Innanzi tutto se al cane è stata diagnosticata questa malattia dobbiamo assicurarci di tenerlo lontano da altri quattrozampe per almeno una settimana. Non dimentichiamo che i patogeni potrebbero persistere per un po’ di giorni nell’organismo di Fido, anche se non manifesta più alcun sintomo.

Durante la terapia facciamo in modo che il cane stia a riposo, proprio come quando anche noi abbiamo il raffreddore e la tosse. Questa aumenta quando il cane sta in movimento, perciò evitiamo che vada sotto sforzo. Mettiamo sempre a disposizione di Fido una bella ciotola piena di acqua fresca e pulita, ma soprattutto assicuriamoci che la beva e si idrati a dovere. L’acqua allevia il fastidio alla gola. Se non ne vuole sapere di bere un pochino di più, diamogli la pappa umida anziché le crocchette, che sono più secche e possono irritarlo ulteriormente. Infine cerchiamo di tenere Fido alla larga da vapori, fumo, polvere e sostanze che potrebbero invadere le vie respiratorie e peggiorare il loro funzionamento, compromettendo la guarigione.

Tosse dei canili: vaccino

Non smetteremo mai di ripetere quanto sia importante fare le vaccinazioni al cane. Anche in questo caso svolgono un ruolo importante e spesso possono fare la differenza. Nella maggior parte dei casi il veterinario vaccina il cane contro l’adenovirus e i virus parainfluenzali, ma esiste anche il vaccino contro la Bordetella. La tosse dei canili non è una malattia mortale e come abbiamo visto spesso passa da sé, senza neanche usare medicine. Perciò questo vaccino non è obbligatorio in qualsiasi circostanza. È il veterinario a valutare se sia il caso o meno di somministrarlo a Fido.

Da cosa dipende questa scelta? Essenzialmente dall’ambiente in cui il cane vive. Questa vaccinazione è raccomandata per i cani che vivono a stretto contatto con altri esemplari, quindi in posti come i canili o i rifugi ma anche pensioni. Serve per contenere il contagio in situazioni di sovraffollamento, dove è facile che i cani si passino virus e batteri a vicenda.

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