Kokos, il carlino salvato dalle bombe russe che ora vive a Roma

La storia di Kokos si prospetta come una speranza in un contesto tragico. La guerra in Ucraina continua tragicamente a mietere vittime ma questo cagnolino è riuscito a ricominciare in un'altra Nazione. Sì, proprio qui in Italia

L’Odissea del piccolo Kokos è iniziata un anno fa, con l’inizio della guerra in Ucraina. Si tratta della storia di un cucciolo partito da lontano che ha sfidato ogni tipo di avversità insieme alla famiglia per trovare condizioni migliori. All’epoca il nostro dolce Carlino aveva solamente sei mesi, era poco più che un cucciolo. Il suo proprietario è un bimbo di otto anni, Mykhailo che viveva a Kharkiv insieme a suo fratello e ai genitori. Questa città con l’arrivo della guerra ha subito numerosi bombardamenti e questo ha stravolto tragicamente le vite dei suoi abitanti. Ovviamente questa famiglia non ha fatto eccezioni e sono passati dal condurre un’esistenza normale ad essere intrappolati in un vero e proprio incubo.

carlino guarda la telecamera

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Mentre la famiglia si trovava catapultata in questo incomprensibile inferno arrivò la prima telefonata dall’Italia. Si trattava di alcuni zii che si erano trasferiti nel nostro Paese anni prima. Si cercò di organizzare la fuga a Roma di tutta la famiglia, passarono 10 lunghi giorni. Quando fu tutto pronto arrivò una notizia che fu come un fulmine a cielo aperto per il piccolo Mykhailo: Kokos non poteva partire con loro, il treno non accettava animali a bordo. Nella disperazione più totale la famiglia affidò il cane ai nonni che scelsero di rimanere in Ucraina e al padre del ragazzo che doveva arruolarsi nell’esercito. Fu così che la famiglia partì ma scesero al confine. Non ne volevano sapere di lasciare il paese senza il loro amico a quattro zampe.

carlino seduto

Dopo solo due giorni la bella notizia: una donna si rese disponibile a trasportare Kokos fino al luogo dove si trovava al momento la famiglia. In questo modo avvenne il ricongiungimento e cominciò il lungo viaggio che li portò in salvo fino all’Italia. Certo, la situazione resta drammatica. Ma almeno c’è ora una piccola grande consolazione per loro: la presenza e l’affetto del loro amato carlino.

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