Ecco cosa pensa realmente di te il tuo cane. Attenzione, queste parole potrebbero commuovervi fino alle lacrime.

I cani parlano a chi sa ascoltarli. I loro occhioni immensi dicono le parole più sincere al mondo. Chi li ama è in grado di ascoltarle e di capirle, ma oggi abbiamo voluto provare a rendere quelle meravigliose parole realtà, proponendovi questa splendida lettera “scritta” da un cane al suo umano per dirgli quanto lo ama…

Parole così belle che commuovono chiunque abbia avuto l’onore e il privilegio di amare e lasciarsi amare da un cane.

Buona Lettura.

Ecco cosa pensa realmente di te il tuo cane. Attenzione, queste parole potrebbero commuovervi fino alle lacrime.

 

Sono il tuo cane, e c’è una cosa che vorrei sussurrarti all’orecchio.

So che voi umani conducete una vita molto piena. Alcuni devono lavorare, altri hanno bambini da crescere. Correte sempre di qui e di là, spesso troppo velocemente, spesso senza notare le cose davvero importanti nella vita.

Guarda in basso verso di me ora, mentre sei seduto lì con il tuo computer. Vedi come i miei profondi occhi marroni guardano nei tuoi? Sono un po’ annebbiati ora. Questo è quello che succede con l’età.

I peli grigi hanno cominciato a circondare il mio soffice muso. Tu mi sorridi; posso vedere l’amore nei tuoi occhi. Cosa vedi nei miei? Vedi un’anima? Un’anima che ti ama più di qualsiasi altro al mondo possa fare? Un’anima che perdonerebbe qualsiasi errore del passato per un solo momento del tuo tempo? Questo è tutto ciò che chiedo. Di rallentare, anche solo per pochi minuti, per stare insieme a me.

Ecco cosa pensa realmente di te il tuo cane. Attenzione, queste parole potrebbero commuovervi fino alle lacrime.

Tante volte ti ho visto triste di fronte alle parole presenti su quello schermo, per altri della mia specie che sono morti. A volte, moriamo giovani e così velocemente, a volte così improvvisamente che il vostro cuore si spezza. A volte invecchiamo così velocemente di fronte ai vostri occhi che non ve ne accorgete fino all’ultimo, quando vi guardiamo con il muso ingrigito e gli occhi annebbiati dalla cataratta.