Nutrizione parenterale nel cane: cos’è, a cosa serve e cosa sapere

La nutrizione parenterale è quel tipo di alimentazione che viene somministrata al cane malato per consetirgli di recuperare le forze.

Nutrizione parenterale nel cane

Il benessere dei nostri amici a quattro zampe è la cosa più importante di ogni genitore canino, ecco perché, nel caso di una malattia o di una patologia da combattere, forse vi sarà utile sapere cos’è la nutrizione parenterale nel cane.

Si tratta di una speciale nutrizione che viene scelta per alimentare un cane malato, un aspetto molto importante, quello della somministrazione del cibo, che si accompagna alla terapia farmacologica e chirurgica di un cucciolo peloso che non è proprio in forma.

Nutrizione parenterale nel cane: cos'è, a cosa serve e cosa sapere

Cane e alimentazione

Come sappiamo bene, il benessere dei nostri amici a quattro zampe passa per l’alimentazione; un aspetto questo fondamentale per per l’equilibrio fisico e mentale dei nostri cuccioli pelosi. L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale sin dalla nascita del nostro cane, non a caso dobbiamo organizzare dei regimi alimentari equilibrati e completi per fido in ogni fase della sua età.

Capita, purtroppo, che a volte ci troviamo a combattere insieme al nostro cucciolo, una grande battaglia contro qualche malattia che ha colpito l’animale. Anche in questi casi l’alimentazione è importante, alla pari della terapia farmacologica e chirurgica.

Nei cani malati, l’aspetto dell’alimentazione non va assolutamente trascurato, anche perché di qualsiasi patologia si tratta, inevitabilmente fido avrà delle carenze alimentari o delle esigenze più o meno importanti, che potranno essere soddisfatte solo con un regime alimentario appositamente creato.

Nutrizione parenterale nel cane: cos'è, a cosa serve e cosa sapere

 

Alimentazione per un cane malato

 

Un veterinario esperto potrà confermarvelo: grazie all’alimentazione mirata, il processo di guarigione di una malattia o una patologia potrebbe subire un acceleramento, aspetto questo sicuramente molto gratificante per un proprietario che si trova ad affrontare una malattia imprevista.

Una dieta creata oppostamente, infatti, può accelerare il processo di guarigione di organi e tessuti, supportare e potenziare l’effetto dei farmaci fino a stimolare il sistema immunitario del cane delimitato. Come è intuibile quindi, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale fornendo all’animale la giusta energia e una serie di fattori nutritivi utili per la sua guarigione. Il cibo, se somministrato nelle giuste quantità, può scatenare un effetto positivo e supportare efficientemente il percorso di guarigione contro la malattia.

Nutrizione e dieta mirata: quando intervenire

Se è il caso di cambiare l’alimentazione nel cane per optare una terapia nutrizionale mirata, è il caso di scoprire cos’è la nutrizione parenterale nel cane e quando scegliere di introdurla nella vita del vostro cucciolo.

In questi casi, è importante sempre seguire il consiglio di medici e infermieri che vi seguiranno nella creazione e nella somministrazione di una terapia nutrizionale mirata. In genere, si introduce una dieta specifica quando l’animale domestico mangia pochissimo o non mangia per oltre 3 giorni.

Gli altri parametri che il vostro veterinario dovrà valutare, con il vostro aiuto e l’osservazione diretta sul comportamento dell’animale, riguardano la perdita di peso dell’animale, che non deve mai superare il 5-10%; le costole e le sporgenze ossee non dovrebbero essere mai visibili, così come il muscolo dovrebbe sempre conservare il suo tono e il vigore che hanno sempre caratterizzato l’animale.

Prima di intervenire con una terapia nutrizionale, importante potrebbe essere un’analisi del sangue, il veterinario così, attraverso i dati forniti dalle analisi potrà capire lo stato di nutrizione dell’animale e scegliere se intervenire con la nutrizione parenterale del cane.

Nutrizione parenterale nel cane: cos'è, a cosa serve e cosa sapere

Cane che non ha appetito: cosa fare?

Può accadere che un cane debilitato o stressato a seguito di una malattia o di un operazione possa non avere appetito, o mangiare sotto sforzo il minimo indispensabile. Quando anche quella poca voglia sparisce è il caso di intervenire. Prima di intervenire con una nutrizione parenterale o enterale, è opportuno provare dei metodi casalinghi.

Il metodo più semplice e immediato consiste nell’incoraggiare il cucciolo a mangiare spontaneamente. In questo modo, provocherete il minor stress possibile all’animale, già probabilmente stressato dall’intera situazione.

Ci vuole pazienza e diversi tentativi per stimolare la fame di un cane malato o debilitato. Potrete provare a mettere un po’ di cibo davanti alla bocca del vostro cucciolo a quattro zampe, così da incentivarlo a compiere quell’azione. Se questi tentativi dovessero rivelarsi fallimentari, potrete provare inserendo il cibo liquido in una siringa e somministrarlo al cane inserendo la siringa nell’angolo della bocca.

Anche in questo caso, dovrete prestare attenzione a non forzare troppo l’animale, perché, nel ribellarsi, oltre a stressarsi, potrebbe aspirare il cibo con conseguenze di respirazione. Se riscontrate difficoltà nel far assumere gli alimenti di cui fido ha bisogno, è il caso di ricorrere alla nutrizione parenterale nel cane, oppure a quella enterale.

Nutrizione parenterale nel cane: cos'è, a cosa serve e cosa sapere

La nutrizione parenterale nel cane

Questo tipo di nutrizione richiede il parere e l’intervento di un esperto, nella maggior parte dei casi dovrete rivolgervi a una clinica esperta che si prenderà cura del vostro cucciolo a quattro zampe e della sua corretta alimentazione. Una terapia nutrizionale è necessaria, come abbiamo visto, per la guarigione totale del cane dopo un periodo di malattia.

La nutrizione parenterale nel cane, consiste nel somministrare tramite un catetere i fattori nutritivi direttamente nel circolo sanguigno dell’animale, bypassando, quindi, l’apparato digerente. Bisogna intervenire tempestivamente, nel caso il cane non voglia più mangiare, per incorrere in conseguenze spiacevoli.

Il rischio più grande è che l’intestino, messo a riposo, vada in un vero e proprio “letargo”, lasciando poi passare in circolo tutti i batteri presenti al suo interno, condizione questa assolutamente da evitare, soprattutto nei casi di un organismo animale già debilitato o comunque debole.

Grazie alla nutrizione parenterale, procedura, è molto dispendiosa che deve essere effettuata solo ed esclusivamente da un team di veterinari specializzati, il cane può essere nutrito. Questo tipo di operazione si sceglie soprattutto nei cani che hanno necessità di lasciare a riposo l’apparato digerente per ragioni mediche.

L’alternativa alla nutrizione parenterale

Qualora la situazione non richiedesse la nutrizione parenterale nel caso, è possibile optare per un’alternativa meno invasiva, stiamo parlando della nutrizione enterale. Questo tipo di operazione consiste nel fare arrivare l’alimento all’apparato digerente attraverso un tubo inserito nel naso, nell’esofago, nello stomaco o nell’intestino, a seconda dei casi. Il tubo nasofaringeo utilizzato per la nutrizione entrale è lo strumento meno invasivo per intervenire e somministrare un’alimentazione terapeutica nel cane malato.

Ha dei limiti però, può essere utilizzato al massimo per sette giorni ed è molto piccolo, ecco perché possono passare attraverso il tubo soltanto i liquidi. Per le terapie dietetiche più lunghe vengono utilizzati altri tubi che consentono la somministrazione di cibi di consistenza maggiore.  Tuttavia, la loro applicazione richiede l’anestesia e l’incisione della cute, per far arrivare iltubo direttamente all’apparato digerente. La ferita nella quale viene inserito il tubo va controllata con accuratezza ogni giorno, per evitare che si infetti e va pulita con soluzioni antisettiche.

Come anticipato, qualora l’animale necessitasse di cibo per recuperare il peso forma e le forze dopo una malattia o un operazione, ma il sistema digerente deve essere lasciato a riposo, la soluzione da optare riguarda la nutrizione parenterale del cane. In ogni caso la scelta sarà fatta da un veterinario esperto che vi dirà cosa fare solo dopo aver esaminato il quadro clinico dell’animale.

La nutrizione nel cane malato

Qualora il vostro veterinario vi abbia indirizzato verso la terapia che prevede la nutrizione parenterale, forse vi interessa sapere di cosa si nutrirà il cane. Questo tipo di alimentazione, fatta attraverso il catetere, è volta a dare all’animale tutto ciò di cui ha bisogno senza fare affaticare l’apparato digerente.

Gli alimenti che vengono somministrati al nostro cucciolo a quattro zampe, per recuperare le forze e rimettersi in forma, sono generalmente composti da tutti i nutrienti di cui ha bisogno il cane. Considerate che, in generale, il cibo destinato agli animali domestici deve essere molto ricco di grassi che sono la principale fonte energetica dei carnivori e contengono il doppio delle calorie di proteine e carboidrati.

I grassi degli alimenti messi in commercio dalle aziende, e appositamente dedicati al recupero degli animali malati possono apportare fino al 30% dell’energia; solitamente questi  non hanno controindicazioni se vengono somministrati per brevi periodi e se l’animale non soffre di problemi al pancreas. In ogni caso, i consigli del vostro veterinario vi indirizzeranno verso la scelta migliore.

Come abbiamo anticipato nel primo paragrafo, tentare una nutrizione casalinga, può essere la scelta meno invasiva e meno stressante per un animale debole o malato. In questo caso il consiglio è quello di optare per una pappa casalinga preparata con pollo senza pelle e riso bollito e successivamente frullata, un composto che risulta essere molto digeribile e gradito all’animale. Ovviamente il cibo non dovrà essere condito né salato.

Un altro fattore nutritivo molto utile per ridare forza ed energia a un organismo malato sono gli aminoacidi, la materia prima per la sintesi delle proteine, che in caso di malattie negli animali, vengono largamente consumate.

L’aminoacido più importante è la glutammina, indispensabile per il buon funzionamento del sistema immunitario e per proteggere l’intestino dall’attacco dei batteri. Anche l’arginina è un aminoacido importante per il cane, utile soprattutto nella lotta alle infezioni. Le proteine e gli aminoacidi dovrebbero apportare dal 30 al 50% dell’energia, per evitare che le masse muscolari del vostro animale perdano forza e tono. Anche le vitamine che appartengono al gruppo B sono molto importanti e non devono mai mancare nel regime alimentare di un cane, tantomeno in quello di un animale malato.

E ancora, particolare attenzione ai sali minerali: zinco, rame, selenio, cromo e manganese sono indispensabili per gli animali malati perché guariscono i tessuti e aiutano la sintesi delle proteine.

Le vitamine del gruppo B sono importantissime per il metabolismo degli altri fattori nutritivi e non devono mai mancare nella dieta dell’animale malato. Molti veterinari consigliano ai genitori canini di far assumere al loro cuccioli degli omogeneizzati per bambini, il contenuto di questi alimenti infatti contiene molte proteine e grassi e, il loro gusto, può far tornare l’appetito anche ai cani che non hanno più voglia di mangiare.

Sono però assolutamente sconsigliati nel lungo periodo, perché sono formulati per rispondere alle esigenze nutritive di un neonato e non di un animale. Ma anche in questo caso, il parere del veterinario esperto saprà suggerirvi la strada migliore, a livello medico, chirurgico e nutritivo per far tornare il vostro cane più forte di prima.