Il cane Angelo: un sacrificio da non dimenticare (VIDEO)

Torturato e ucciso da ragazzini crudeli nel 2016 oggi Angelo è diventato uno dei simboli della politica di sensibilizzazione verso i diritti degli animali

Era un caldo pomeriggio del giugno del 2016 quando, nel Cosentino, un gruppo di ragazzini crudeli e senza cuore, si imbatterono in un povero cane randagio dal manto bianco. Questo quattro zampe si chiamava Angelo.

Questi adolescenti cattivi, per puro divertimento, catturarono il povero cagnolino e lo torturarono con una malvagità inaudita. Poi, non contenti, lo uccisero impiccandolo a un albero.

Le risate di questi assassini e i guaiti disperati del povero cucciolo condannato a morte sono stati tutti ripresi in un video pubblicato nei vari canali social dagli stessi insensibili ragazzini, che dimostrando oltre a tanta cattiveria anche altrettanta stupidità non compresero che pubblicando quelle terribili immagini sul web, sarebbero andati incontro a guai molto seri.

cortometraggio in memoria di un cane ucciso

I quattro minorenni furono infatti condannati dal tribunale di Paola a scontare una pena in carcere.

Oggi, dopo cinque anni dal quel terribile pomeriggio estivo nel quale è stata spenta una vita innocente e pura, sono ancora tanti che non dimenticano il sacrificio di questo povero cucciolo bianco e indifeso.

Nel nome di Angelo, infatti sono state create tante iniziative volte a sensibilizzare la gente sulla tutela dei diritti degli animali e a promuovere il rispetto nei loro confronti.

Per Angelo è stata scritta una canzone ed è stata eretta una statua, poi collocata nel parco Ravizza di Roma. È stato anche realizzato un cortometraggio, “Angelo, vita di un cane di strada” , scritto dal regista italo-americano Angelo Dalfino e patrocinato dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane.

Sono stati gli studenti dell’Accademia di Belle Arti Europea dei Media ACME di Milano, a lavorare duro per realizzare questo cortometraggio, volto a stimolare l’empatia nei confronti degli animali. Budget Zero ma livelli di pathos altissimi grazie anche alla magistrale attuazione di un attore d’eccellenza: il cane Lapo, bianco come Angelo.

Sapete cosa fa ora, Lapo? Beh, dopo averlo scritturato in un canile, al termine delle riprese il regista Dalfino non ha potuto fare a meno di adottarlo per la vita.

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