Leishmaniosi cani: scoperta una nuova cura meno tossica

Finalmente vi parliamo di una buona notizia per i nostri amici a quattro zampe, con un team di ricercatori che ha messo a punto un nuovo farmaco per la cura della Leishmaniosi nei cani e negli animali in generale.

Un grande passo avanti per la scienza, per la medicina e soprattutto per la salute dei nostri animali domestici. E, visto che questa malattia colpisce anche noi, anche per gli umani.

Cane dal veterinario

A realizzare il nuovo efficace farmaco è stato un team di ricercatori provenienti da 9 Stati diversi del mondo.

La coordinatrice dello studio era Maria Paola Costi, ricercatrice del Dipartimento di Scienza della Vita di UniMoRe.

I risultati ottenuti fanno parte del “New Medicines For Trypanosomatidic Infections“, un progetto da 6 milioni di Euro finanziato dalla Commissione Europea.

un cane malato

E, come detto, i risultati sono straordinari. Perché il nuovo farmaco, chiamato NMT-A02, ha dimostrato un’efficacia davvero alta contro la Leishmaniosi nei cani e negli animali.

Il farmaco è stato testato su 3 specie di animali diverse. In particolare i topi, i criceti e i cani e, come detto, ha risposto sempre bene ai test.

I risultati della ricerca scientifica parlano di un farmaco non solo più efficace della cura attuale, ma anche meno tossico rispetto all’attuale medicinale utilizzato, il Milteforan.

cane in visita dal veterinario (1)

I cani che hanno sperimentato sulla propria pelle il nuovo farmaco hanno dato esiti negativi al test diagnostico per la Leishmaniosi e, essendo in salute, sono pronti per essere adottati.

Secondo i dati statistici la Leishmaniosi ha colpito solo in Europa 2.5 milioni di cani. Si tratta di una malattia che il cane contrae dalla puntura di un insetto e che, purtroppo, è cronica.

Attualmente, infatti, non esistono cure che riescono ad eliminarla completamente. Anche l’uomo può contrarre questa malattia anche se nel suo caso esiste una cura definitiva.

Cane dal veterinario

Una cura che, però, ha tantissimi effetti collaterali. La nuova interessante scoperta apre dunque le porte a numerose possibilità.

La speranza è che il nuovo farmaco entri presto in commercio e che, in futuro, si riesca a sviluppare un farmaco simile anche per noi umani.

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