Quanto coccolare il cane per farlo stare bene senza però viziarlo?

C'è un limite che dobbiamo conoscere su quanto coccolare il cane? Cerchiamo di far chiarezza, come sempre, per il bene di Fido

Fare le coccole a Fido è uno dei piaceri più belli della vita, non possiamo negarlo. Ma c’è un limite da considerare su quanto coccolare il cane? Troppe coccole gli fanno male o è soltanto una diceria?

A tal proposito, come sempre, si sono mossi fior di studiosi che si occupano proprio dei nostri amatissimi amici a quattro zampe. Le coccole sono una dolce forma di interazione con il nostro compagno di viaggio e dire che debbano essere completamente evitate sarebbe un’assurdità.

Ma non dobbiamo dimenticare che il cane è un animale con una sua storia, un linguaggio ben preciso e bisogna comportarsi con lui nel rispetto della sua natura. Allora quanto dovremmo coccolare il cane per farlo stare davvero bene?

Quanto coccolare il cane?

Quanto coccolare il cane per farlo stare bene senza però viziarlo?

Le coccole per come le intendiamo noi umani sono un modo per legare con l’amico a quattro zampe, lo strumento più efficace (e bello) per trasmettergli tutto l’amore che proviamo nei suoi confronti. Dal punto di vista del cane, però, la coccola ha tutto un altro aspetto. Come ci insegna l’etologia, nel linguaggio e nel comportamento canino fare le coccole è un’azione strettamente legata alla gerarchia e ai ruoli sin da quando i cani sono cuccioli.

Se vogliamo rispondere alla domanda “quanto coccolare il cane?” dobbiamo affidarci a una disciplina chiamata etologia. Introdotta da Konrad Lorenz nel primo Novecento, l’etologia studia proprio il comportamento, il linguaggio e le abitudini degli animali, cani inclusi.

Non si dovrebbe mai esagerare con le coccole perché tecnicamente un eccesso in tal senso potrebbe influire negativamente sull’equilibrio psico-emotivo del cane. Attenzione, non significa che non dobbiamo voler bene a Fido e che non dobbiamo dimostrargli il nostro affetto. Solo che dobbiamo farlo nel modo giusto.

Quando una mamma partorisce i suoi piccoli, da subito stabilisce una linea gerarchica e i cuccioli imparano a riconoscerla non solo come fonte di nutrimento (vedi l’allattamento), ma anche come leader, come punto di riferimento. Ma come ci riesce?

È molto semplice. La mamma assume un comportamento spesso brusco, almeno ai nostri occhi da umani. Ma non lo fa per cattiveria o perché odia i suoi cuccioli (salvo eccezioni, come le anomalie del comportamento materno del cane). La mamma deve insegnare i ruoli ai piccoli, deve fargli capire come devono comportarsi e come distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. E per farlo li prende dal collo, spesso li spinge o li “ignora” quando si lamentano. Tutto questo non è frutto di disinteresse o di cattiveria, i cani non sono cattivi non dimentichiamolo!

In sostanza la mamma stabilisce la gerarchia, imponendosi come “capo” della cucciolata. In questo modo i piccoli la percepiscono come punto di riferimento da rispettare e ascoltare. E, di conseguenza, sono loro che cercano la sua vicinanza, facendole appunto le coccole.

Sotto questa nuova luce inizia ad apparire più chiaro perché dobbiamo sapere quanto coccolare il cane e che troppe coccole potrebbero avere effetti negativi sulla sua mente e sul suo comportamento. In sostanza quando un cane viene troppo coccolato dal capobranco (quindi il padroncino) rischia di confondersi, perché appunto vede che il suo leader si comporta in modo diverso rispetto a quanto ha imparato sin da cucciolo. E questa confusione potrebbe avere dei risvolti sul suo benessere, provocandogli stress e generando nel tempo comportamenti anomali.

Ma allora non devo coccolare il mio cane?

Quanto coccolare il cane per farlo stare bene senza però viziarlo?

No, questa sarebbe una cosa del tutto sbagliata. I cani hanno bisogno del contatto con il proprio padroncino, quello che vedono come mamma, papà e leader allo stesso tempo. Non dimentichiamo che siamo il punto di riferimento per il nostro amico a quattro zampe e l’indifferenza, ai suoi occhi, sarebbe come una condanna e una punizione crudele.

Tuttavia, come abbiamo visto, fare troppe coccole al cane potrebbe avere nel lungo termine dei risvolti negativi. Dobbiamo fare le coccole a Fido, su questo non c’è alcun dubbio. Ma non dobbiamo dimenticare che i ruoli nella gerarchia della famiglia devono restare chiari e ben definiti.

Avete presente quando si introduce il cane a una nuova persona? Pensiamo ad esempio alla situazione che capita spesso durante la passeggiata quotidiana. Qualcuno si avvicina perché trova il nostro Fido adorabile e vuole fargli una coccola. Il principio, in questi casi, è sempre uno e molto semplice: la persona, che sia estranea o meno, non dovrebbe mai avventarsi sul cane per abbracciarlo o toccarlo. Dovrebbe essere il cane ad avvicinarsi, avere il tempo di osservarla e annusarla e a quel punto decidere se avere o meno un contatto.

Le coccole, dal punto di vista di un cane, potrebbero risultare come un’imposizione non gradita. Per tale motivo dobbiamo sempre andarci piano, agire con cautela e guidare gli altri nel modo appropriato. Quindi sì alle coccole per Fido, ma sempre con criterio.

Dove piacciono le coccole ai cani?

Quanto coccolare il cane per farlo stare bene senza però viziarlo?

C’è un altro punto fondamentale della questione, che non ha a che fare solo con quanto dovremmo coccolare il cane. Conta anche il modo in cui lo facciamo, quindi conoscere i punti giusti in cui toccare Fido e quelli che al contrario potrebbero causare in lui reazioni negative e non proprio piacevoli.

Fare le coccole al cane, come a qualsiasi altro animale, dal punto di vista di noi umani è spesso un atto egoistico, che tiene conto soltanto del nostro bisogno di esprimere amore. Ma se davvero vogliamo dire a Fido che proviamo per lui un grandissimo affetto, dobbiamo rispettare la sua natura e il suo linguaggio.

Alla maggior parte dei cani piacciono le coccole e i grattini dietro le orecchie, ma anche sotto il musetto (nel mento) e sul petto. Non è raro vedere un tenero cagnolino che si mette a pancia in su per una bella mangiata di grattini. È una scena esilarante e che farebbe sciogliere il cuore di chiunque!

Naturalmente ogni quattro zampe è un mondo a sé e, proprio come accade a noi bipedi, ciascun cane può avere le sue personalissime preferenze. Cosa che in larga parte dipende anche da come abituiamo Fido sin da cucciolo. Ci sono cani che non amano essere toccati o coccolati, perché magari da piccoli non sono stati abituati al contatto con le persone. Altri, al contrario, cercano sempre le coccole e amano in particolare ricevere carezze e grattini in alcuni punti specifici.

Perché non si accarezza il cane sulla testa?

Quanto coccolare il cane per farlo stare bene senza però viziarlo?

Che non si debba eccedere con le coccole ormai è chiaro, così come il fatto che ci siano dei punti preferiti dai nostri adorabili quattro zampe. C’è però una questione che ogni volta ci sentiamo ripetere fino allo sfinimento, che i cani non si devono mai accarezzare sulla testa. Ma perché si dice così? C’è un fondo di verità?

Ebbene sì, anzi per rispondere a questa domanda dobbiamo tornare all’etologia e al linguaggio dei cani. Per noi accarezzare un cane sulla testolina è un segno di grande affetto, un modo tenero e dolce per esprimere amore nei confronti del quattro zampe.

Dal punto di vista del cane questo gesto non esprime affatto amore, anzi è piuttosto fastidioso. Solo che i cani ormai hanno imparato a conoscerci e sanno che per noi è motivo di gratificazione. Perciò ce lo lasciano fare. Nel linguaggio del cane aprire la mano e porla sopra la testa è un segno di dominanza, non di affetto.

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