I cani possono vivere in due case diverse, o è stressante?

Quando si parla di divorzio, non sono solo i bambini a cui bisogna pensare. I cani possono vivere in due case diverse? Dipende dal carattere di Fido

I cani possono vivere in due case diverse? Purtroppo capita che una coppia felice per anni si debba separare; ma, in questo caso, è solo a eventuali bambini che si deve pensare – sicuramente al primo posto – o anche il nostro amico a quattro zampe ne può risentire?

ragazzo con cane fa selfie

Una ‘custodia condivisa’ come incide sul benessere psicofisico di Fido? Molto dipende dalla capacità di adattamento del singolo quattro zampe, non c’è infatti una risposta univoca. Ma vediamo nel dettaglio.

Segni di sofferenza

cani beagle piccoli

I cani possono vivere in due case diverse o ne soffrirebbero? Non per tutti è la soluzione migliore. Lo stress del cane può dipendere anche da fattori del genere. L’abitudine è una componente importante per uno sviluppo sano, infatti.

Preoccupiamoci se il nostro amico a quattro zampe, normalmente obbediente ed euforico, diventa apatico e con scarsa voglia di divertirsi. Anche il comportamento può subire dei cambiamenti: distruggere casa, fare i bisogni al chiuso sono solo alcuni episodi a cui dobbiamo prestare attenzione, oltre a:

  • Pianti e tremori;
  • Distrazione;
  • Orecchie abbassate;
  • Coda tra le gambe;
  • Indifferenza.

Se dubitiamo che il nostro Fido stia affrontando bene il distacco tra mamma e papà umani, chiediamo il supporto del veterinario o di un etologo esperto. Si può arrivare a parlare di ansia da separazione.

Perché possono stare male?

La difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti, quindi anche a cambiare casa, dipende dal fatto che muta lo schema emotivo legato a un determinato ambiente. Fido sente molto la mancanza di chi reputa parte della famiglia e, quando finisce una storia, è inevitabile che – seppur a turno – debba fare a meno di una delle due figure più importanti della sua vita.

È probabile che in casi come questo il cane impiegherà un po’ di tempo per adattarsi alle nuove condizioni di vita, ma se resta insieme a chi vuole bene l’impatto con una nuova abitazione è superabile molto più facilmente. Alcuni studi, infatti, dimostrano che il legame bipede-quadrupede somiglia per molti versi a quello genitore-figlio. Di conseguenza noi influenziamo gli stati d’animo e gli atteggiamenti del nostro amato peloso.

L’addestramento

ragazza dà un bacio in fronte al cane

I cani possono vivere in due case per molte ragioni, se necessario quindi è bene che si abituino a situazioni del genere; questo è possibile con l’addestramento. L’importante è che tutto avvenga seguendo uno schema coerente e all’insegna del relax e del divertimento.

Se abbiamo una casa al mare per le vacanze estive possiamo aiutare il nostro amico a quattro zampe a non vivere negativamente il trasferimento momentaneo e mantenere una certa routine. Ecco come:

  • Non cambiamo il cibo in maniera repentina;
  • Manteniamo orari e durata delle passeggiate quotidiane;
  • Esponiamolo a entrambe le condizioni di vita (meglio visite lunghe che brevi).

La cosa più importante da ricordare è che dobbiamo pensare a ciò che è meglio per i nostri pet, anche se questo rende a noi la vita un po’ più difficile. Se ci rendiamo conto che Fido non riesce ad adattarsi in nessun modo, la scelta migliore è elaborare un altro piano che tenga conto del suo benessere.

Cosa fare se Fido non si adatta a due case

Dobbiamo rispettare il suo equilibrio psicofisico. Se abbiamo delle difficoltà iniziali, possiamo provare a studiare dei soggiorni alternati di una settimana ciascuno, cosicché Fido abbia il tempo di ambientarsi.

Facciamogli sentire che ci siamo con coccole e carezze extra, soprattutto se lo vediamo triste e abbattuto. Se notiamo comportamenti negativi possiamo reagire con tecniche di condizionamento per interromperli. Gli esperti parlano di controcondizionamento o di desensibilizzazione del cane.

Consigli utili

cane distesa tra due cani

Tra i suggerimenti utili che possiamo darvi c’è quello di stabilire chi è il proprietario di Fido, poi una transazione graduale può essere d’aiuto (soprattutto se all’insegna delle sane abitudini e della coerenza).

Concordiamo un calendario con il secondo proprietario. Per fare in modo che non ci siano cambiamenti improvvisi e per rispettare una certa regolarità. Se tutto questo non basta, forse è il caso di discutere soluzioni alternative per avere una ‘custodia condivisa’ senza che a pagarne le conseguenze sia Fido.

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