Come si riconosce l’ansia da separazione nei cani?

Perché il cane non vuole stare da solo e si comporta in modo strano e preoccupante? Potrebbe trattarsi di vera e propria ansia da separazione

Il tuo cane si innervosisce quando vede che ti stai preparando per uscire di casa? Quando torni è talmente eccitato da sembrare impazzito? E ti ha lasciato qualche “regalino” come scarpe distrutte, porte graffiate e oggetti masticati? Probabilmente sei di fronte alla tipica ansia da separazione dei cani.

È del tutto normale trascorrere del tempo lontano dai propri amici a quattro zampe. Non possiamo sempre portarli con noi ed è per questo che è giusto abituarli a stare da soli per quelle poche ore giornaliere. Se il cane va in ansia, evidentemente non riesce a superare con calma e lucidità questa lontananza.

Ma da cosa dipende l’ansia da separazione nei cani? E come si manifesta? Cerchiamo di capire meglio come funziona e soprattutto come aiutare Fido a superarla, per vivere meglio.

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Perché il cane non vuole stare da solo

cane attaccato al padrone

Un cane che non vuole e non riesce a stare da solo incappa nella cosiddetta ansia da separazione, un problema non da poco considerata la necessità (per lavoro, studio o altri impegni) di doversi allontanare dal proprio quattro zampe durante la giornata. È bellissimo stare insieme ma ci sono cause di forza maggiore che ci costringono a lasciarlo da solo anche per qualche ora.

Fido non dovrebbe mai soffrire per la separazione dal proprio padroncino arrivando al punto di stare male, mentalmente e fisicamente. È naturale che si affezioni alla persona che lo ha adottato, che lo ha cresciuto e coccolato, facendolo crescere felice e in salute. Si sente amato e vuole in ogni modo dimostrare che ricambia questo amore, con fiducia e devozione.

Per un cane non siamo “il padrone”, siamo una parte del branco. È il suo senso della famiglia, quello che rende il legame cane-uomo talmente profondo da superare le barriere di specie. Perché per Fido siamo uguali a lui e meritiamo lo stesso rispetto che gli viene riconosciuto.

Se il quattro zampe, però, non riesce a staccarsi da noi e a stare da solo – anche solo per poco tempo – c’è qualcosa che non va. Può dipendere da diversi fattori, in primis dal suo passato. Quando adottiamo un cane è importante (se possibile) avere informazioni circa la sua storia, se sia caratterizzata da abbandono, da cose che possono influenzarlo negativamente. Le crisi di ansia potrebbero dipendere proprio da questo, così come dal prematuro allontanamento dalla mamma.

Nel caso di un cane adottato in età adulta, invece, con molta probabilità le crisi si devono a esperienze negative con le persone. Non tutti i quattro zampe hanno la fortuna di incontrare gente che li tratti con amore e rispetto e, purtroppo, certi traumi possono influenzarli per tutta la vita.

La solitudine è una delle principali cause di ansia da separazione nei cani. La vita frenetica ci costringe lontano da casa tante ore al giorno, e il conseguente calo di attenzioni lo porta a soffrire. Qualsiasi sia il motivo che ci spinga a cambiare orari, teniamo bene a mente che questo potrebbe essere causa di stress. Il migliore amico dell’uomo è infatti molto abitudinario e, quando avverte un cambio repentino della routine giornaliera, fa fatica a capirne le ragioni e quindi ad accettarlo.

I comportamenti ansiosi non sono direttamente legati al carattere, alla disobbedienza e ai dispetti. La punizione quindi spesso può essere deleteria e portare a un vero e proprio attacco di panico.

Ansia da separazione nei cani, come riconoscerla

cane triste

L’ansia da separazione nei cani può manifestarsi in diversi modi ed è importante imparare a riconoscerla. Come fare? Beh, ci sono dei comportamenti ben precisi che sono un vero e proprio campanello d’allarme e dovrebbero farci comprendere che Fido sta provando un senso di disagio. Che il cane è infelice, insomma.

Innanzitutto cambia il suo comportamento rispetto alla nostra presenza. Comincia a seguirci ovunque quando siamo in casa, come se temesse la nostra sparizione da un momento all’altro. Allo stesso modo ogni volta che ci apprestiamo a uscire, cerca di venire con noi e non vuole restare a casa da solo. Fin qui si tratta di comportamenti apparentemente normali, ma guardiamo sempre il quadro d’insieme: il cane piagnucola e abbaia quando ce ne andiamo, resta fisso davanti alla porta finché non ritorniamo a casa e trascorre tutto il tempo in nostra assenza camminando avanti e indietro in modo irrequieto.

A questi comportamenti dobbiamo aggiungerne altri, sicuramente preoccupanti. Ci sono ad esempio le azioni distruttive, per cui il quattro zampe morde e distrugge oggetti di vario tipo (specialmente i nostri) quando è da solo, oppure la marcatura compulsiva del territorio, per cui schizza pipì ovunque e ci fa trovare la casa come un campo di battaglia. I comportamenti compulsivi e ossessivi possono anche essere rivolti verso se stesso, vedi l’auto-toelettatura eccessiva.

E se Fido non è felice come al solito, diventa meno attivo e tende a essere più letargico. Potrebbe anche emettere guaiti particolarmente rumorosi, rifiutarsi di mangiare o bere e perfino ansimare e sbavare eccessivamente. Sono tutti campanelli d’allarme.

Come aiutare un cane con l’ansia

cane che guarda dentro casa

Se vogliamo davvero aiutare il cane a superare questa tremenda condizione di ansia, che non lo lascia vivere sereno come dovrebbe, innanzitutto dobbiamo consultare il nostro veterinario di fiducia. Come sempre è importante escludere eventuali cause mediche e per farlo dobbiamo essere precisi, elencando al veterinario tutti i comportamenti insoliti e preoccupanti che abbiamo registrato negli ultimi giorni.

Soltanto a questo punto, con il suo aiuto, possiamo determinare le cause di ansia da separazione nel cane e capire qual è il miglior modo di agire per risolvere il problema. Nel caso di una crisi da abbandono, ad esempio, il modo migliore per superarla è cambiare almeno un po’ le proprie abitudini, così da dedicare più tempo al quattro zampe. Ricevere coccole e attenzioni è sempre la miglior medicina, ma attenzione: potrebbe essere necessario associare a questa “cura delle coccole” una riabilitazione specifica. Tutto dipende sempre dal caso specifico.

La solitudine, che come abbiamo già detto è il nemico numero uno del cane, può essere vissuta senza timore. Un ambiente studiato ad hoc (un luogo che il cane senta familiare anche senza la nostra presenza costante) può aiutarlo a stare qualche ora da solo in tranquillità.

Metodi per contrastare l’ansia da separazione nei cani

cane con la pallina

Esistono dei piccoli esercizi, dei trucchetti per aiutare il cane a superare la paura dell’abbandono. Abituarlo a stare da solo in casa è uno di questi ed è qualcosa che in verità dovremmo fare sin da quando è cucciolo, nell’ottica di una lunga convivenza insieme. Quando adottiamo un cane dobbiamo essere consapevoli del tempo che possiamo dedicargli e delle nostre possibilità, per questo è una decisione che va ponderata con molta attenzione.

La primissima cosa da fare è stabilire una routine coerente e precisa. Senza questo “programma giornaliero” è naturale che il cane si senta spiazzato, perché non ha dei punti di riferimento, essenziali per vivere bene in casa. E se siamo costretti ad un cambiamento in questa routine, dobbiamo abituarlo gradualmente e non all’improvviso. Anche questo potrebbe metterlo in ansia e fargli subire la nostra lontananza come trauma da separazione.

Un’altra accortezza potrebbe essere quella di minimizzare – fino a normalizzare – gli arrivederci e i bentornato: così si riduce la dipendenza dal proprio padrone. Per farlo bisogna assicurarsi che si sia stancato prima di lasciarlo solo, regalargli degli oggetti di conforto o mettere una musica rilassante sono altri possibili rimedi.

Infine si può ricorrere a una gabbia da addestramento, importante però è stabilire se il cane la percepisca come un’ulteriore fonte di stress o come una comfort zone, o a prodotti calmanti, come integratori specifici per cani che contengono camomilla e lavanda.

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