Perché i cani fanno la pipì a rate e non in una volta sola?

Fare una passeggiata con loro può essere davvero divertente. Perché i cani fanno la pipì a rate? Al di là della scena buffa, c'è una ragione

Sembra una scelta studiata a tavolino, fatta con precisione scientifica, e in realtà è un po’ così. Perché i cani fanno la pipì a rate? Per far sapere che sono passati da lì, per segnare il proprio territorio di appartenenza, per coprire gli odori altrui, per proteggersi e per proteggerci.

cucciolo di cane fa i bisogni

Oltre a scegliere accuratamente dove farla – e poco alla volta – la coprono con le zampe posteriori, indipendentemente che si trovino su della terra da sollevare o nel bel mezzo del marciapiede.

Codice Morse? Meglio, la pipì

Perché i cani fanno la pipì a rate? Per comunicare tra loro, e lo fanno come dei veri e propri 007. Attraverso i bisogni e le ghiandole delle zampe, infatti, Fido libera dei feromoni.

A seconda della razza, i nostri amici a quattro zampe hanno dai 125 ai 300 milioni di ghiandole odorifere, e un olfatto superiore a quello umano da 25 a 60 volte. Il profumo dei feromoni viene così raccolto da altri cani che sapranno chi è il cane alfa della zona.

cane che annusa

A proposito dell’olfatto, potrebbe essere interessante saperne di più sul perché i cani annusano tutto e su un amico a quattro zampe davvero fuori dal comune, il cane molecolare.

Istinto e sopravvivenza

In natura, poi, dove il cibo e la sopravvivenza sono il prezzo in palio, questa tecnica torna particolarmente utile e non si tratta più di mero istinto da sfoggiare tra le vie del quartiere di appartenenza.

Che si tratti del bosco e di esemplari ancora allo stato brado o del parco dietro casa, Fido resta sempre un animale territoriale e rivendica la propria area. Ecco perché i cani fanno la pipì a rate.

Quando il cane è più di uno

può esserci una leggera differenza tra maschi e femmine e tra cani alfa e non: questo aspetto è facilmente verificabile se per casa gira più di un peloso a quattro zampe. Il cane alfa, anche se non si tratta di una regola fissa, è quello dominante ed è generalmente maschio; tra due maschietti è quindi probabile che ci sia una gerarchia.

cani a passeggio

Queste differenze spiegano perché i cani fanno la pipì a rate, anzi chi la fa e chi no. In genere le femminucce preferiscono farla una volta sola, e il cane dominante è certamente più scientifico nella distribuzione delle urine rispetto al suo compagno di giochi.

Tutto nella norma

Perché i cani fanno la pipì a rate? Una cosa è certa: tutti gli amici a quattro zampe – indipendentemente da sesso e razza – possono farlo, è un istinto naturale.

Ecco allora che non va scoraggiato o limitato. Bisogna chiedere un parere al veterinario o a un etologo esperto solo se notiamo segni di ansia o il tentativo di coprire le tracce prima di aver finito di urinare.

Niente fretta

Ora che sappiamo perché i cani fanno la pipì a rate, è bene avere un po’ più di pazienza durante le passeggiate giornaliere: non cerchiamo di velocizzare questi riti, a meno che non notiamo rallentamenti strategici per evitare il rientro a casa.

cane carlino

Lasciamo che facciano i loro bisogni secondo le loro necessità e non impediamo loro di rilasciare i feromoni dalle zampe. Questi comportamenti sono necessari a proteggere il territorio, a tenere lontano il nemico (che noi non vediamo ma che certamente il nostro amico a quattro zampe avrà annusato a chilometri di distanza).

Cosa succede se si interferisce

Perché i cani fanno la pipì a rate e cosa succede se glielo impediamo? Alla prima domanda abbiamo già risposto. Alla seconda no. Ecco che interferire può rivelarsi una mossa poco furba e dannosa per la salute psicofisica di Fido. Strattonarlo nel mezzo del processo può aumentare l’ansia relativa a un’ipotetica ‘invasione’ da parte di altri animali. Così, infatti, lo lasciamo in balìa di altri cani che non riceveranno correttamente il messaggio di appartenenza.

cani al guinzaglio

Se vogliamo salvaguardare il prato all’inglese del giardino di casa, la soluzione è semplice: portiamolo al parco pubblico. Lì sarà libero di assecondare i propri istinti, e di crescere sano e forte. Eventuali comportamenti poco disciplinati o che interferiscono con l’addestramento e l’educazione del nostro fedele amico vanno rilevati – ed eventualmente corretti – da personale qualificato. Non lasciamo che le nostre paure ci facciano commettere degli errori difficilmente recuperabili.

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