Amstaff, storia e origini della razza: l’evoluzione dalla nascita ai giorno d’oggi

la storia del cane amstaff

Amstaff, storia e origini: qual è la vicenda della nascita di tale esemplare? Cosa sappiamo riguardo la sua prima comparsa? Ecco quello che bisogna sapere.

Informazioni generali sulla razza

Amstaff, storia e origini della razza: l'evoluzione dalla nascita ai giorno d'oggi

Prima di andare a scoprire quello che c’è da sapere riguardo la storia della razza Amstaff, vediamo qualche dettaglio generale su tale esemplare.

L’Amstaff è una razza utilizzata fin da subito come cane da guardia. La sua stazza di taglia grande, il suo corpo possente e la muscolatura tonica e resistente lo rendono un ottimo compagno di vita e protettore della famiglia e della casa.

La sua spiccata intelligenza gli permette di percepire al volo se la persona che gli si trova davanti è affidabile oppure no. Riesce a capire il pericolo ancora prima che questo si presenti effettivamente nel concreto.

Adora socializzare con le persone ma deve farlo prendendo confidenza passo dopo passo. Questa sua indole lo rende amichevole e disponibile anche all’addestramento e all’instaurazione di una buona amicizia, ma sempre e soltanto se viene preso in tempo fin da piccolissimo.

Infatti, inutile sarebbe negare che il suo temperamento è forte, testardo e il suo atteggiamento lo rende una personalità dominante e superba.

Essendo un cane che può arrivare a pesare anche fra i 40 e i 50 kg circa, è importante provvedere al suo addestramento fin dalla tenera età. Questo aiuterà lui a socializzare meglio non solo con la famiglia, ma anche con eventuali altri animali presenti in casa. Inoltre, tutto ciò sarà utile per noi perché ci aiuterà a gestire al meglio ogni suo passo.

Anche se è sempre pronto a seguire delle regole, di indole rimane un cane molto ostinato e, all’occorrenza o allo scatto di nervi, un po’ aggressivo.

È bene allora avere polso, pazienza, ma anche un po’ di esperienza per fare in modo che possa prendere alla lettera ogni comando. Non sbagliare neanche un colpo è quello che serve per rendere l’educazione ideale!

L’uomo che andrà ad addestrarlo deve essere in grado di farlo: è fondamentale che si instauri la giusta gerarchia! Se l’Amstaff dovesse percepire debolezza o poco convinzione da parte nostra, si sentirà giustificato a non darci ascolto e continuare a fare di testa sua.

Questo è assolutamente da evitare! Se non ci sentissimo abbastanza all’altezza di educarlo, rivolgiamoci a chi è più esperto di noi e ci sa fare! Tutto ciò sarà funzionale a far diventare l’Amstaff uno di famiglia, uno dei nostri migliori amici.

Amstaff, storia e origini

Amstaff, storia e origini della razza: l'evoluzione dalla nascita ai giorno d'oggi

Ma qual è la storia dell’Amstaff? Da dove proviene questo splendido esemplare di cane da guardia? Il luogo che gli diede i natali è riconducibile agli Stati Uniti.

Cosa sappiamo della sua vicenda? Vediamo nel dettaglio. Le primissime documentazioni riguardo un esemplare di tale razza sembrano risalire al 1885 circa. A questa data, probabilmente, risale il primo Amstaff puro.

A quanto si sa, l’American Staffordshire Terrier derivò dall’incrocio di due cani abbastanza grandi, ormai estinti da secoli: il blue paul terrier e il bull and terrier.

Il suo primissimo impiego non fu molto nobile. Raccontano che inizialmente venisse addestrato per i combattimenti nelle arene, esattamente come avveniva (e purtroppo come spesso ancora avviene in modo clandestino) con un suo lontano parente, il Pit Bull Terrier. Questo spiegherebbe anche la sua latente aggressività, che a volte viene fuori evidentemente in modo istintivo e naturale

Più tardi, fortunatamente, si decise di cambiare rotta. Il focus dell’attenzione non si concentrò più sul fatto di sviluppare la sua forza fisica, quanto su quello di curarne l’aspetto estetico.

Il problema però rimase. Molti studiosi, appassionati ma soprattutto le istituzioni non furono sempre entusiaste della diffusione di tale cane. La sua indole rimaneva comunque un po’ impetuosa e violenta, a causa di come era sempre stato abituato.

Tutt’oggi, infatti, ci sono alcuni paesi come il Regno Unito e lo Francia che rispettivamente ne vietano il possesso o mettono alcune restrizioni sulla vendita o sulla procreazione della specie.

Il carattere dell’Amstaff è sì superbo e dominante, ma quello che in realtà conta, e quello di cui molto spesso ci si dimentica, è l’approccio che si utilizza per l’addestramento.

Non dovrebbe servire specificare che nessun cane per sua natura è cattivo. La maggior parte delle volte, l’aggressività istintiva non è altro che un meccanismo di difesa messo in atto in natura per proteggersi.

Se fosse l’uomo a incentivare questo aspetto per propri fini puramente futili e sicuramente non giustificabili in alcun modo, è chiaro che anche lo stesso cane ne risentirebbe.

L’Amstaff, non vedendo placata la sua aggressività, anzi al contrario rendendosi conto che non c’è alcun vincolo al suo libero sfogo, potrebbe lasciarsi andare e non controllarsi.

Vogliamo saperne di più riguardo l’atteggiamento troppo irruente dei cani? Ecco, ad esempio, 9 miti sull’aggressività del cane assolutamente da sfatare.

Il segreto, quindi, sta nell’addestramento. Polso, costanza, ma anche amore e dedizione possono rendere davvero la vita migliore sia a noi, sia ai nostri amici a 4 zampe.