I cani percepiscono gli incendi e il fuoco?

I cani percepiscono gli incendi, anche quelli dolosi, per via del loro straordinario olfatto e per questo lavorano al fianco dei pompieri

Per via dell’istinto ereditato dai lupi, loro antenati, i cani percepiscono gli incendi e hanno la capacità di percepire il fuoco anche a distanza.

Avendo un olfatto molto sviluppato e un eccellente udito, i cani sono in grado di annusare il fumo e sentire le fiamme quando un incendio avanza verso la loro casa.

cane davanti al fuoco

E alcuni di loro sono talmente consapevoli del fuoco e del pericolo che incombe da essere utilizzati come veri e propri rilevatori di incendi e possono perfino imparare a riconoscere i segni di un incendio doloso.

D’altronde sono tante le storie provenienti da ogni parte del mondo che ci raccontano come con prontezza di riflessi e grande coraggio i cani siano riusciti a salvare i loro amati umani.

Segni che il cane percepisce un incendio

Quando il cane avverte che un incendio è alle porte in genere inizia ad annusare l’aria tutt’intorno.

Insegnare al cane

Per via del suo incredibile olfatto, infatti, può ricreare con il suo naso una vera e propria immagine mentale di ciò che sta accadendo anche a distanza.

Il naso del cane è stereoscopico, cioè le due singole narici riescono a raccogliere e percepire contemporaneamente diversi odori.

All’estremità del naso, poi, c’è il cosiddetto epitelio olfattivo pieno di cellule recettoriali che rilevano l’odore e inviano un segnale al cervello del cane, per decifrarlo e capire di che si tratta.

cane che ringhia

Per questo non solo Fido è in grado di percepire l’odore di qualcosa che è già accaduto, ma può anche percepire cosa accadrà attraverso l’aroma che sente nell’aria, come l’arrivo di una tempesta ad esempio.

Quando i cani percepiscono gli incendi avvertono prima di tutto una catastrofica sensazione di pericolo, e si mettono in guardia.

Per questo motivo se il fuoco è vicino Fido potrebbe iniziare a ringhiare per avvisarci del pericolo incombente.

Allo stesso modo potrebbe iniziare a leccarsi nervosamente le labbra e a cercare un posto in cui nascondersi e mettersi al riparo.

I Dalmata e i vigili del fuoco

Se consideriamo che i cani possono percepire gli incendi non deve sembrarci poi così strano che proprio un cane sia la mascotte dei vigili del fuoco.

cane dalmata

Parliamo dei Dalmata, tra le pochissime razze di cani a non avere per niente paura del fuoco e i primi a essere impiegati dai vigili del fuoco proprio per sventare gli incendi, già nell’Ottocento.

I Dalmata in origine venivano utilizzati per scortare le carrozze trainate dai cavalli. Quando i camion dei pompieri venivano trainati dai cavalli erano presenti anche loro nella “squadra”.

E per il lavoro dei vigili del fuoco questi cani speciali si sono rivelati davvero importanti per via della loro forza, vitalità e dimensioni che gli consentivano di tenere a bada i cavalli tra le fiamme.

mascotte dei vigili del fuoco

Così anche quando in tempi più moderni i camion dei pompieri furono motorizzati, i Dalmata continuarono a essere i loro fidati compagni.

Oggi i Dalmata accompagnano i pompieri per educare i bambini alla sicurezza antincendio nei vari corsi organizzati nelle scuole.

Addestramento

I vigili del fuoco, ma anche i detective che lavorano sulle scene del crimine, addestrano i cani per rilevare la causa degli incendi.

Questi speciali cani lavorano per trovare indizi sulle sostanze chimiche utilizzate per appiccare il fuoco, nel caso di incendi dolosi.

cane labrador

Si tratta di un addestramento molto particolare e difficile che non è adatto a tutti i cani e tra le razze più propense a questo tipo di lavoro troviamo i Labrador.

In questo tipo di addestramento il cane impara a rilevare tutti i tipi di odori e sostanze chimiche anche attraverso il pungente odore del fuoco.

Inoltre impara a osservare e socializzare con le persone presenti nella scena del crimine, per capire se c’è qualcuno che fissa il fuoco e potrebbe essere coinvolto nell’incendio.

La formazione prevede, inoltre, che il cane non inquini le prove e che si sieda puntando la zampa o il naso sull’area rilevata.

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