Placca virale pigmentata nel cane: tutto quello che bisogna sapere

La placca virale pigmentata nel cane è segno della presenza del papilloma virus canino: come riconoscerla e cosa fare

verruca nella bocca del cane

La placca virale pigmentata nel cane non è altro che quell’insieme di escrescenze, comunemente chiamate verruche, che insorge a causa del papilloma virus canino.

Le verruche non sono tutte pericolose e spesso si tratta di semplici problemi della pelle facilmente risolvibili con una terapia prescritta dal veterinario.

Il problema nasce quando sono provocate da un’infezione virale, quella da papilloma in questo caso, e non sempre si sviluppano non appena il cane contrae il virus, bensì molto tempo dopo.

La tempestività è tutto per curare un’infezione del genere ma il papilloma è un virus silente che spesso tarda a mostrare i primi evidenti sintomi.

La placca virale pigmentata indica che l’infezione da papilloma virus è già ben radicata nel cane e ha avuto tutto il tempo per diffondersi e svilupparsi.

Papilloma virus nel cane: cosa sapere

Placca virale pigmentata nel cane: tutto quello che bisogna sapere

Il papilloma virus è un microscopico organismo che provoca la cosiddetta papillomatosi, ovvero una malattia infettiva tra le più gravi che un cane possa contrarre.

L’infezione virale si manifesta proprio con la crescita della placca virale pigmentata nel cane, cioè con una serie di piccole escrescenze nella pelle e nelle mucose.

Nella maggior parte dei casi queste escrescenze, chiamate anche verruche, non rappresentano niente di grave perché sono benigne e non hanno conseguenze sulla salute di Fido.

Ma a volte da queste semplici verruche possono nascere dei tumori maligni e a quel punto le condizioni del nostro amato cane possono aggravarsi e portare perfino alla morte.

Il papilloma virus colpisce in genere i cani molto giovani ma può colpire anche cani anziani con un sistema immunitario compromesso.

In generale ogni infezione virale ha maggiore possibilità di attecchire e svilupparsi in soggetti che hanno difese immunitarie molto deboli. Per questo dobbiamo sempre tenere sotto controllo i cuccioli, i cani anziani ma anche quelli che già soffrono di gravi malattie.

La malattia provocata da papilloma canino non si può trasmettere dai cani all’uomo. Il virus di cui stiamo parlando non ha nulla a che vedere con quello che colpisce noi esseri umani!

Tuttavia si può trasmettere da cane a cane, cosa molto pericolosa perché nella maggior parte dei casi Fido resta asintomatico per diverso tempo.

Di solito il cane contrae il virus entrando a contatto diretto con altri cani infetti oppure con la saliva e il sangue di cani infetti. Basta anche soltanto che bevano dalla stessa ciotola.

I sintomi non compaiono prima dell’incubazione del virus, cioè deve trascorrere almeno un periodo di uno o due mesi in cui il cane resta asintomatico e solo dopo con i dovuti test risulta positivo.

Placca virale pigmentata nel cane: come riconoscerla

Placca virale pigmentata nel cane: tutto quello che bisogna sapere

Le verruche, o meglio i papillomi, che formano la placca virale pigmentata nel cane sono delle escrescenze con delle caratteristiche ben precise che possiamo facilmente riconoscere.

In genere queste verruche compaiono sulla pelle che ricopre muso, labbra, vicino agli occhi ma anche tra le dita e tra i cuscinetti delle zampe.

Possono crescere, però, anche nelle mucose della bocca del cane e nella faringe. In ogni caso possiedono queste peculiarità:

  • Possono essere di dimensioni diverse;
  • Hanno un colore che varia dal rosa al grigio, ma possono essere anche nere;
  • La loro forma è sempre irregolare;
  • Hanno una superficie rugosa.

Teniamo sempre questo a mente: le semplici verruche non trasmettono alcuna infezione mentre i papillomi provocano il contagio della malattia.

In alcuni casi i papillomi possono regredire spontaneamente nell’arco di settimane o mesi e non si trasformano in tumori maligni.

Spesso, però, la malattia virale non regredisce e anzi si diffonde con tutti i sintomi e le conseguenze del caso.

Sintomi del papilloma canino

Come abbiamo visto la formazione di placca pigmentata virale è il primo sintomo della presenza di papilloma virus nel cane.

Ma i sintomi associati a questa malattia virale sono anche altri e variano a seconda della zona in cui crescono i papillomi.

Quando il papilloma colpisce le mucose della bocca il cane può manifestare:

  • Inappetenza, a causa del dolore provocato dalle verruche;
  • Eccesso di salivazione;
  • Ulcere infette;
  • Emorragie;
  • Difficoltà a masticare e ingerire il cibo;
  • Ostruzione della faringe.

Nel caso in cui, invece, i papillomi crescano nell’area intorno agli occhi i sintomi sono completamente diversi:

  • Il cane vede male;
  • Sbatte continuamente le palpebre, come quando siamo in presenza di corpi estranei negli occhi;
  • Si sfrega gli occhi per via del dolore;
  • Lacrima copiosamente;
  • Sviluppa congiuntivite.

Ecco perché è importante imparare a osservare attentamente il nostro cane e cercare di capire quale sia l’origine del problema.

Con il papilloma virus non si scherza e quando la placca virale pigmentata inizia a crescere sempre più vuol dire che l’infezione da papilloma virus si sta diffondendo.

Placca virale pigmentata nel cane: diagnosi

Placca virale pigmentata nel cane: tutto quello che bisogna sapere

Quando notiamo la presenza di queste piccole o grandi verruche che formano la placca virale pigmentata nel cane dobbiamo immediatamente correre dal veterinario.

La diagnosi di papilloma virus non è difficile perché, appunto, le verruche o papillomi sono il sintomo più evidente della presenza della malattia.

Tuttavia per avere la conferma il veterinario deve praticare prima di tutto una biopsia, ovvero prelevare un campione di tessuto dalla verruca e farlo analizzare in laboratorio.

L’esame che deve effettuare è l’analisi istopatologica, che richiede più tempo rispetto ai comuni esami di laboratorio ma che ci dice con certezza se vi sia la presenza del papilloma virus.

Come abbiamo visto, il papilloma canino di solito regredisce spontaneamente nel giro di un paio di mesi. Le verruche cadono da sole ma ritornano ciclicamente ogni quattro mesi circa, finché non scompaiono del tutto e a quel punto il cane è diventato immune alla malattia.

Quindi nella maggior parte dei casi non occorre l’intervento chirurgico da parte del veterinario. Non preoccupatevi se vi dirà di attendere con pazienza il naturale decorso della malattia.

Nei casi più gravi, quando cioè il cane è cucciolo oppure è immunodepresso, la presenza del papilloma canino è un vero problema perché parliamo di animali che hanno un organismo molto debole e che rischiano di stare molto male e perfino morire.

Cura del papilloma canino: opzioni di trattamento

Placca virale pigmentata nel cane: tutto quello che bisogna sapere

La brutta notizia è che non esiste una cura vera e propria per il papilloma canino, ma solo dei trattamenti che il veterinario può scegliere a seconda della situazione specifica.

L’opzione dell’intervento chirurgico viene presa in considerazione di solito quando i papillomi che formano la placca virale pigmentata nel cane si gonfiano e formano ulcere.

Si valuta l’intervento, cioè, quando le verruche non consentono al cane di svolgere normalmente le sue attività.

Se i papillomi crescono vicino agli occhi vanno rimossi per consentirgli di vedere bene così come se sono nella bocca o nelle mucose l’intervento permette al cane di tornare a deglutire il cibo senza problemi.

Un’alternativa alla chirurgia è la cosiddetta crioterapia, ovvero un particolare trattamento che sfrutta bassissime temperature per rimuovere i papillomi senza ricorrere al bisturi.

Nel caso di cani molto giovani o di cani che hanno malattie che ne inficiano le difese immunitarie il veterinario può prescrivere anche dei farmaci immunoterapici.

Significa, cioè, che il cane deve assumere particolari sostanze che rinforzano il suo sistema immunitario ed evitano che il papilloma virus si diffonda anche in altre parti del corpo.

Nel caso in cui i papillomi siano diventati dei veri e propri tumori maligni l’unica opzione di trattamento possibile è la chemioterapia.