Sindrome della coda morta: come si riconosce?

Se il nostro Fido ha problemi a muovere la coda, potrebbe essere affetto da una patologia. Come riconoscere la sindrome della coda morta. I dettagli

cane nel bosco

Cos’è la sindrome della coda morta? Chi ha un amico a quattro zampe in giro per casa deve avere l’abitudine di monitorare il suo comportamento e di rilevare eventuali anomalie o atteggiamenti mai visti prima. Con il corpo, infatti, esprime tutti i suoi stati d’animo – positivi e negativi – e le sue condizioni di salute: buone o malconce. La salute del nostro amato Fido è una priorità, una precisa responsabilità e va tutelata.

Se qualcosa non dovesse convincerci, possiamo sempre contattare il nostro veterinario di fiducia, che conosce anche eventuali pregressi clinici e caratteristiche di razza, per farci togliere ogni dubbio sul benessere (o malessere) della nostra piccola palla di pelo. Il mancato movimento della coda, generalmente un mezzo di comunicazione e di comprensione non indifferente, le cause possono essere più o meno gravi. Vale la pena indagare e, se è il caso, intervenire tempestivamente per alleviare le sofferenze di Fido.

Il cane non muove la coda per niente

Sindrome della coda morta: come si riconosce?

La sindrome della coda morta viene intesa in maniera molto più diretta se pensiamo a come viene chiamata in inglese. La “cold tail”, letteralmente “coda fredda”, altro non è una malattia molto comune tra le nostre piccole e indifese palle di pelo. Non fa distinzione di razza ed età, può venire a prescindere da questi specifici fattori. All’inizio a incidere era lo stile di vita condotto da Bau, gli esemplari maggiormente colpiti erano quelli impiegati in contesti lavorativi infatti. I Labrador, i Beagle e i Golden Retriever erano i più soggetti, ma adesso questa distinzione non si riscontra più.

Fondamentale, come sempre, ancor prima di avere la conferma della diagnosi, dobbiamo capire che qualcosa non va per il verso giusto e che il nostro amico a quattro zampe ha bisogno di un controllo da parte dello specialista. Contattiamolo se notiamo uno o più tra i seguenti sintomi:

  • Coda immobile: Fido non riesce a sollevarla, al massimo fa un lieve movimento alla base;
  • Dolore acuto, che non va sollecitato toccandola;
  • Assenza di scodinzolio e posizione verso il basso. A tal proposito, può tornare utile sapere perché il cane scodinzola.

In presenza di uno solo di questi segnali che persistono per diversi giorni, non perdiamo altro tempo e contattiamo lo specialista perché possa indagare in maniera approfondita e confermare o smentire i nostri dubbi. Vale sempre la pena precisare che non è assolutamente il caso di ricorrere al fai da te o ai consigli dispensati da amici appassionati. Potremmo correre il rischio di non centrare il problema e peggiorarlo. A tal proposito, potrebbe essere interessante un focus sulle varie posizioni della coda del cane.

Coda fredda del cane, le cause

Sindrome della coda morta: come si riconosce?

Allo stato attuale della malattia, le cause specifiche che la determinano con sono ancora del tutto chiare. Tra quelle maggiormente accreditate dagli addetti ai lavori c’è sicuramente l’esposizione prolungata a delle temperature parecchio basse. Non è raro infatti che si verifichi dopo aver portato il nostro amico a quattro zampe a fare un bel tuffo a mare, al lago o una bella passeggiata nel bosco con capatina in un ruscello con l’acqua particolarmente fredda. Anche una sessione di gioco in mezzo alla neve, per quanto divertente e stimolante dal punto di vista psicologico, potrebbe riportare degli effetti collaterali da non sottovalutare.

Di contro, però, può svilupparsi anche in seguito a un colpo di sole nel cane. È anche tra le caratteristiche tipiche della disidratazione, una condizione che – se non individuata e trattata per tempo – può portare a conseguenze piuttosto spiacevoli. A tal proposito, ecco come aiutare il nostro cane disidratato ed evitare che accada il peggio.

A una prima e superficiale analisi, la sensazione potrebbe essere quella di una frattura. Nonostante le apparenze, però, la lesione – se la diagnosi viene confermata attraverso esami accurati e mirati – riguarda i muscoli e non le ossa. In ogni caso, aspettiamo il responso da parte del veterinario di fiducia.

Cane con la coda tra le gambe per il dolore, soluzioni

Sindrome della coda morta: come si riconosce?

La sindrome della coda morta, se confermata dal veterinario, in genere si cura con un periodo di riposo assoluto. Per fortuna, se preso in tempo e non si persiste con le cause che l’hanno determinata, non si tratta di un problema permanente e in genere si risolve in circa una settimana. Si deve aspettare che la parte compromessa ritorni alla normalità, senza sottoporla ad altri stress. Fondamentale, inoltre, è tirare su il morale al nostro amico a quattro zampe che improvvisamente non avrà più il controllo di una parte del suo corpo. Delle coccole extra e qualche rinforzo positivo per la pazienza dimostrata potrebbero essere di suo gradimento.

Oltretutto, pare ci siano delle prove aneddotiche che la somministrazione di farmaci antinfiammatori all’inizio della sindrome possa aiutare ad accorciare la durata dell’episodio. Badiamo bene però: solamente il veterinario di fiducia può stabilire la prescrizione della terapia. Non prendiamo iniziative e non mettiamo a rischio la ripresa totale del nostro amato Fid. Prima di procedere aspettiamo il suo parere qualificato.

I farmaci,in ogni caso, hanno l’obiettivo di far diminuire il dolore quando la malattia si presenta in forma acuta. Non dimentiachiamo, poi, che si tratta di una sindrome che può avere un alto tasso di recidiva nel corso della vita del cane. Se già un episodio si è verificato, la prevenzione è ancora più importante: evitiamo tutte quelle situazioni che possono metterlo a rischio, modi alternativi per divertirsi ce ne sono tanti e non per forza potenzialmente nocivi.

Cold tail, rimedi naturali

Sindrome della coda morta: come si riconosce?

Vista la componente ancora sconosciuta riguardo alle cause della sindrome della coda morta, sino a quando non si avranno informazioni più dettagliate circa questa patologia, non si potranno individuare delle terapie formulate ad hoc per la risoluzione del problema. Per fortuna, però, non si tratta di nulla che non possa essere risolto.

Nella maggior parte dei casi, se non si persiste con l’esposizione al caldo o al freddo eccessivi, gli unici fastidi di questa patologia sono circoscritti al dolore e all’estetica, che risulta essere poco rilevante quando si tratta della salute di Fido. Tuttavia, è necessario sottoporlo al controllo del veterinario per escludere la possibilità che il blocco della coda sia causato da altre malattie o da demenza senile. Insomma, quando si tratta della sua salute, la prudenza non è mai troppa.