Falsi miti sul Dobermann: credenze che vanno assolutamente sfatate

Vediamo quali sono i falsi miti sul Dobermann che devono essere necessariamente sfatati.

Ci sono dei falsi miti sul Dobermann che vanno sfatati? Cerchiamo di scoprire insieme qualche informazione utile su questa razza, al fine di capire quali sono le credenze che non devono essere prese minimamente in considerazione.

Dobermann: chi è?

Falsi miti sul Dobermann: credenze che vanno assolutamente sfatate

Per scoprire quali siano i falsi miti che si raccontano comunemente sul Dobermann, è importantissimo tenere in considerazione un aspetto: capiamo chi è e vediamo cosa c’è da sapere nello specifico riguardo la sua personalità reale. Partiamo da una breve descrizione.

Il Dobermann è una razza di taglia medio-grande, ufficialmente riconosciuta dalla FCI, la Federazione Internazionale delle Associazioni di Allevatori Canini; appartiene al Gruppo 2Cani di Tipo Pinscher e Schnauzer, Molossoidi e Cani Bovari Svizzeri e rientra nella Sezione 1Tipo Pinscher e Schnauzer.

Cosa sappiamo nello specifico riguardo questo cane? Quali sono i dettagli che descrivono al meglio la sua indole più profonda? Quali sono i dettagli che descrivono il suo carattere? Bisogna fare subito un appunto: il primo mito da sfatare, ovvero una credenza che solitamente si associa al Dobermann, è quella dell’aggressività. Cerchiamo di capire qualcosa di più.

Il Dobermann è un cane dalla stazza robusta, resistente, forte e ben piazzata. Sicuramente il suo aspetto austero e il suo sguardo a volte inquietante non hanno mai aiutato il nostro pensiero su di lui. Infatti, osservando nello specifico questo splendido ed elegante esemplare, potremmo notare quanto sia effettivamente solenne e rigido il suo atteggiamento.

Ricordiamoci, inoltre, che il Dobermann è un cane di un peso e di un’altezza abbastanza ingenti:

  • un esemplare maschio di razza pura pesa fra i 35 e i 40 kg circa ed è alto fra i 55 e gli 80 cm;
  • un esemplare femmina di razza pura pesa fra i 25 e i 35 kg circa ed è alto fra i 50 e i 70 cm.

Inoltre, il suo temperamento si è sempre adattato a dover far fronte ad alcune specifiche esigenze. Infatti, fin dall’inizio della sua storia il Dobermann venne sempre utilizzato come ottimo elemento per la guardia e la protezione della famiglia, della proprietà e del territorio. Le sue doti eccellenti di protettore e difensore di qualunque cosa, persona o animale che rientrasse sotto il suo controllo diretto lo hanno fatto diventare davvero molto famoso.

Oltre a questo aspetto, c’è anche da dire che tutte queste capacità sono caratteristiche tipiche del Dobermann poiché il suo temperamento specifico lo rende un elemento davvero molto caparbio, testardo e determinato. Quindi, è davvero molto adatto a questo tipo di compiti.

Insomma, la sua indole più profonda si è sempre prestata ottimamente per quello che riguardava tenere a bada eventuali situazioni di pericolo e difendere il proprio territorio e i propri cari. Addirittura, sappiamo che durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, il Dobermann era un vero e proprio “membro dell’esercito”. O meglio, la sua risolutezza lo portò ad essere scelto non solo come messaggero che doveva trasportare importanti notizie ai comandanti, ma anche come guardiano dei prigionieri.

In conclusione, quindi, non si può di certo sottovalutare il carattere ostinato e puntiglioso del Dobermann. Tuttavia, è bene fare attenzione a non confondere la durezza del suo atteggiamento con l’aggressività! Il fatto che un cane sia considerato aggressivo o cattivo deve sempre essere tarato sulla base di tanti fattori.

Prima di tutto, l’elemento più importante che si deve sempre sottolineare in riferimento al carattere di un qualsiasi cane o animale in generale è questo: l’educazione. In più, si deve anche tener presente il suo stile di vita. Vediamo più nel dettaglio questi aspetti.

Leggende sopravvalutate

Falsi miti sul Dobermann: credenze che vanno assolutamente sfatate

Come abbiamo già sottolineato, ci sono alcuni miti riguardo il Dobermann che vanno assolutamente sfatati. Il primo elemento che si deve per forza nominare è il seguente: il Dobermann è davvero un cane aggressivo? Come comunemente si è sempre pensato, questa razza sembra essere riconosciuta come una di quelle più “cattive” che si conoscano.

Ebbene, è davvero così oppure questa è soltanto una credenza sostenuta da chi non conosce realmente questi esemplari? Un fattore che va sempre evidenziato è questo: tutto sta nell’educazione e nell’addestramento che vengono fatti.

Di per sé, nessun animale è “cattivo” o “aggressivo”, ma il tutto dipende dall’esperienza e dallo stile di vita a cui è sempre stato abituato o si è dovuto abituare. Di certo, non dobbiamo mai sottovalutare il fatto che parliamo di cani, dunque di animali e, in quanto tali, facilmente soggetti agli istinti primordiali e spontanei molto più dell’essere umano.

Inoltre, quando ci troviamo di fronte ad un cane della stazza del Dobermann, è fondamentale non ignorare mai che le possibili reazioni, magari anche involontarie, possano essere fin troppo esuberanti o irruenti. Quindi, è proprio per questo motivo che parliamo dell’importanza dell’educazione!

È difficile addestrare un Dobermann? Come dobbiamo porci nei suoi confronti per fare in modo che non solo ci dia retta, ma rimanga tranquillo e affronti le giornate in modo sereno e calmo, senza esagerare nelle azioni? Ebbene, il segreto sta nel nostro atteggiamento verso di lui fin da quando è ancora molto piccolo.

Il Dobermann è un cane estremamente testardo e anche molto determinato. Riguardo questo aspetto, possiamo considerare i pro e i contro:

  • da una parte, questo lo spinge a portare a termine ogni compito che gli viene assegnato nel modo migliore, rispettando i tempi, le condizioni, i comandi;
  • dall’altra, potrebbe rivelarsi un po’ faticoso entrare in confidenza con lui in modo rilassato e conquistare la sua fiducia. Sicuramente serve tempo e pazienza.

Tutto sta nel cercare di agire quanto più tempestivamente possibile! Se iniziassimo a stimolare il nostro cucciolone fin da quando è ancora molto piccolo, il gioco sarebbe fatto. Cominciare l’educazione in tenera età è sempre consigliato, di fronte a qualunque tipo di animale.

Quali sono i falsi miti da sfatare sul Dobermann? L’addestramento precoce è sempre suggerito perché rende più facile tutto il procedimento di socializzazione col mondo. Intervenire sul carattere di un qualsiasi animale domestico fin da quando questo inizia a temprarsi è fondamentale perché ci dà la possibilità di agire presto e di non doverci scontrare con credenze e comportamenti già insiti nel profondo.

Tutto ciò che serve è: autorevolezza, calma, pazienza, tranquillità, polso, fermezza, tempo, ma anche amore e affetto. Il Dobermann, inoltre, è un cane che necessita continuamente di stimoli frequenti e costanti. Ha bisogno di tanto movimento, dunque è importantissimo fare in modo che questo non manchi mai, soprattutto nelle fasi d’addestramento.

Il movimento si rende imprescindibile per alcuni fattori determinanti per il suo essere più profondo:

  • questo gli permette di buttar fuori tutte le sue energie e, dunque, di sfogare ogni istinto irruente o fin troppo esuberante durante le passeggiate e le mille avventure all’aperto;
  • questo gli dà la possibilità di allenarsi, rimanere tonico e mantenere il peso-forma nel range previsto dal suo standard; così facendo, anche il suo stato di salute generale ne risentirebbe in modo positivo.

Quindi, quali sono questi falsi miti sul Dobermann da sfatare? Lui NON è un cane aggressivo per natura! Lo può diventare (come spesso è successo nel corso della sua storia) a causa di interventi dannosi e eccessivamente invasivi fatti dall’uomo. Nel caso di esemplari di Dobermann randagi (molto raro), potremmo ipotizzare una plausibile aggressività dovuta a situazioni o esigenze particolari che lo hanno portato a doversi confrontare con la natura selvaggia.

Combattimenti clandestini

Falsi miti sul Dobermann: credenze che vanno assolutamente sfatate

Fra i falsi miti sul Dobermann che devono essere assolutamente eliminati, o almeno non considerati a priori, c’è quello che fa capo all’aggressività solitamente attribuitagli. Il Dobermann è un cane assai delicato, che deve essere gestito in modo precoce e costante.

Agire tempestivamente sul suo addestramento, come già è stato sottolineato, è quello che più serve per dargli l’opportunità di crescere in modo sano e di imparare a rispettare le regole di convivenza col mondo. Se riuscissimo a fare un buon lavoro, i risultati sarebbero davvero soddisfacenti! Il Dobermann diverrà un cane fedelissimo e leale a tal punto da non abbandonarci mai, tanto meno da metterci in pericolo.

Come mai solitamente si pensa al Dobermann come un cane aggressivo? Purtroppo, come spesso avviene, il Dobermann ho dovuto subire, nel corso della sua storia, dei veri e propri “maltrattamenti“. Infatti, proprio in virtù della sua stazza forte, resistenze e ben piazzata, spesso è stato utilizzato come cane da combattimento.

Al fine di renderlo più forte e sempre più aggressivo, appunto, molti “appassionati” di tale “divertimento” si sono sempre impegnati a farlo diventare quanto più “cattivo” possibile. Lo scopo era quello di vincere le gare e intimorire l’avversario.

Ecco perché i malcapitati esemplari di Dobermann divennero pian piano sempre più cattivi: era l’uomo ad educarli a tali prospettive. Inoltre, al fine di creare un aspetto ancora più intimidatorio, si iniziarono anche a diffondere pratiche come il taglio delle orecchie o della coda.

Questo non solo permetteva di ottenere una presenza inquietante (da qui il termine “devil dog” attribuito al Dobermann!). Era anche funzionale ad eliminare quelle parti del corpo che potessero rendersi ingombranti durante le lotte o che potessero essere colpite facilmente. Dunque, il sanguinamento eccessivo di esse o l’indebolimento dell’esemplare non avrebbe portato nulla di buono.

Fortunatamente, oggi queste pratiche sono vietate dalla legge nella maggior parte degli Stati. Dunque, qual è la conclusione al discorso sui falsi miti del Dobermann? Tale razza non è aggressiva di per sé, ma il suo temperamento dipende tutto dall’educazione che gli viene offerta fin dalla tenera età.

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