Dobermann: carattere, a chi è adatto, cure e cosa sapere su questa razza

Quanto conosciamo il Dobermann? Cosa sappiamo di lui? Ecco qualche informazione utile che ci aiuta a scoprire cose interessanti su di lui

Chi è il Dobermann? Cosa sappiamo di questo splendido ed elegantissimo esemplare? Quali sono le informazioni che bisogna assolutamente conoscere prima di interagire con un esemplare di tale razza?

È una razza dall’aspetto fiero, delicato, raffinato, che a volte può sembrare anche molto più austero di quello che realmente è. Sicuramente, è un cane impegnativo, di stazza grande e massiccia, dal peso importante e dallo sguardo che intimorisce al primo incrocio.

Il Dobermann è un cane di taglia medio-grande che può, talvolta, incutere timore. Su di lui circolano molti miti, ma come scopriremo nelle prossime righe è in realtà un cane straordinario e sensibile, che con tanto amore si trasforma in un vero tenerone.

Indice

La storia del Dobermann

dobermann in mezzo all'erba

Qual è la storia del Dobermann? Da dove viene questo splendido ed elegantissimo esemplare dallo sguardo intenso e dagli occhi estremamente comunicativi? Le origini di questo cane fanno capo alla Germania.

L’aspetto curioso, che comprende l’etimologia stessa del suo nome, si riferisce al fatto che “Dobermann” non fu un nome inventato per un nuovo tipo di cane. Friedrich Louis Dobermann (1834-1894) fu il nome del primissimo allevatore al mondo che si occupò della selezione e della effettiva scoperta/creazione di questi esemplari.

Il Signor Dobermann era un esattore di imposte e si occupava anche della gestione di un mattatoio. Inoltre, ad un certo punto ottenne dal Municipio un compito preciso e molto importante! Gli fu offerta la possibilità di catturare e offrire un rifugio ai cani randagi che trovava lungo la sua strada.

Questo poteva farlo legalmente, senza incorrere in alcun tipo di problematica con la giustizia. Dal momento che era molto appassionato di animali, in particolare di cani, era sempre ben disposto nello svolgere con voglia e determinazione tale ruolo.

Piano piano, divenne sempre più interessato a questo ambito. Infatti, col tempo, decise di fare un passo in più! Si dedicò, dunque, ad aprire un suo personale allevamento. Presso questa struttura, portava tutti quegli esemplari che riteneva di particolare interesse. Questi, sicuramente, presentavano determinate caratteristiche che rispecchiavano il suo campo d’azione.

La sua curiosità nel selezionare le razze, però, cresceva sempre di più. Infatti, mano a mano ricercava esemplari sempre più raffinati. A volte, protendeva particolarmente per quelli più eleganti; altre volte preferiva personalità caparbie e determinate; altre ancora aveva necessità semplicemente di caratteri che si prestassero, in modo quanto più utile possibile, allo svolgimenti di determinati compiti.

Selezione

zampe cagnolone

Col tempo si impegnò sempre di più in questo ambito. Le idee si facevano sempre più chiare! Lo scopo era quello di ottenere un cane che avesse precisi parametri da rispettare. Questi elementi, pian piano, sarebbero diventati le caratteristiche essenziali della razza. Eventualmente, anche del suo futuro standard. Infatti, così fu.

Ovviamente, la selezione che portò poi alla conformazione fisica del Dobermann che conosciamo noi oggi fu lenta e graduale. Il Signor Dobermann, infatti, cominciò a scegliere alcuni esemplari specifici e a farli accoppiare con altrettanti cani dalla stazza massiccia e medio-grande. Era ben determinato nel raggiungere il suo fine e ottenere il risultato sperato.

Solitamente, selezionava dei cani con una struttura fisica ben piazzata e con un temperamento molto forte, determinato, energico e preponderante. Fra questi, possiamo ritrovare alcuni dei primissimi antenati non solo del Dobermann odierno, ma anche dello stesso Rottweiler.

Si racconta che tali specifici cani randagi siano stati spesso accoppiati con degli esemplari non ben identificati. Essi provenivano dalla zona della Turingia. Questa è un territorio della Germania centrale: la più piccola di tutti gli stati federali per superficie ed estensione.

A partire dagli anni ’70 del XIX secolo, dunque, il Signor Dobermann cominciò a selezionare in modo sempre più dettagliato e frequente i suoi amici a 4 zampe. Si creò così, mano a mano, una nuova razza, ovvero una nuova tipologia di cane con specifici elementi caratterizzanti.

Questi erano legate a diversi fattori: al carattere, alla struttura fisica del cane che si voleva ottenere, alle qualità, al temperamento, all’indole. Si voleva ottenere, infatti, un animale che fosse vigile, attento, agile, caparbio e testardo quanto bastava per portare a termine ogni compito. L’obiettivo era raggiungere un cagnolone ottimo per fare da guida e da guardia.

Cane “tuttofare”

dobermann elegante nel bosco

Ovviamente, le mete a cui aspirare erano diverse. La nuova razza, infatti, doveva essere ottimale per la protezione dei beni, del bestiame, della proprietà e che fosse in grado di provvedere alla sicurezza generale. Inoltre, essa doveva anche essere incline, almeno inizialmente, alla caccia. Perché si richiedevano, nello specifico, tali abilità venatorie? Per cacciare eventuali predatori che potevano infastidire gli animali e far loro del male.

Infatti, ben presto il Dobermann divenne anche uno splendido cane da guardia. Era utile per la sicurezza dell’uomo, dei suoi padroncini, delle persone a lui care. Inoltre, si prestava perfettamente anche per le azioni di polizia. Essendo un grande e caparbio lavoratore, non falliva un colpo!

In relazione a questo, c’è anche un’altra tradizione. Si tramanda anche che il Dobermann, durante la Prima Guerra Mondiale, fu utilizzato come “soldato dell’esercito“. Grazie alla sua agilità, resistenza e testardaggine, riusciva velocemente a trasportare messaggi dai comandanti ai soldati.

Tutti, quindi, potevano affidarsi a lui al 100%! Le sue eccezionali doti di lealtà, fedeltà, ma anche l’abilità nel soccorso non deludevano mai. Infatti, molto spesso si occupava anche di soccorrere i feriti o di ritrovare i dispersi, grazie allo sviluppatissimo olfatto. Grandissimo anche per fare da guardia ai prigionieri di guerra.

Verso il XX secolo, il Dobermann cominciò ad ottenere qualche riconoscimento ufficiale, in particolare come cane poliziotto. Col passare del tempo, poi, divenne una razza a tutti gli effetti.

Temperamento: che tipo è il Dobermann

cane dal muso molto lungo

Riguardo il carattere del Dobermann ci sarebbero svariati discorsi da approfondire. Prima di tutto, bisogna sicuramente sottolineare una caratteristica determinante che individua il suo temperamento. Questa è la caparbietà. Il Dobermann, infatti, è un cane molto testardo e perspicace.

Da una parte, questo gli permette di portare a termine ogni compito gli venga richiesto senza esitare nemmeno un secondo. Dall’altra, lo rende anche un po’ complicato da gestire.

Comunque, dobbiamo sottolineare alcuni aspetti. Si affeziona moltissimo alla famiglia di cui fa parte. Questo perché sviluppa facilmente atteggiamenti di pura lealtà e fedeltà. Non metterebbe mai in pericolo la vita dei suoi cari, perché li considera una vera e propria parte di lui.

È un ottimo elemento per la guardia e la protezione della famiglia, della casa, del terreno e delle proprietà. Non si può, comunque, ignorare lo spirito combattivo da cui è caratterizzata la sua indole più profonda. Questo, ovviamente, deve essere gestito per evitare che possa degenerare in azioni eventualmente “pericolose”.

Tuttavia, è importante considerare che lui, istintivamente, protende per la difesa, invece che per l’attacco, come invece comunemente si sostiene. Nelle situazioni che ritiene particolarmente rischiose, infatti, potrebbe reagire in modo fin troppo prepotente. Questo non lo fa con cattiveria, ma semplicemente perché ha così voglia di imporsi e di far valere le sue idee che non riesce sempre a controllarsi perfettamente.

Comunque, la giusta dose di addestramento e di educazione può rendere il nostro Dobermann un amico davvero incredibile e insostituibile. La sua presenza in casa, perciò, si farà di certo sentire: è un cane che sicuramente si fa notare, sia perché sempre in cerca di attenzioni, sia perché ha una stazza abbastanza massiccia.

Mito sull’aggressività: vero o falso?

cagnolone orecchie piccole e dritte

Quando si parla di Dobermann, comunemente si associa il suo nome al concetto di “aggressività” o, peggio ancora, di “cattiveria“. Qual è, allora, la domanda che andiamo a porci oggi? Eccola qua: è davvero così? Il Dobermann è un cane pericoloso?

Si può affermare con piena consapevolezza che nessun cane, per sua propria natura, DEVE essere considerato “cattivo“. In realtà, il tutto dipende da diversi fattori, il primo dei quali è l’esperienza e l’educazione che ogni esemplare riceve.

Lo stile di vita e le persone, gli animali, le situazioni o gli eventi con cui ci si interfaccia sono sicuramente determinanti per lo sviluppo del temperamento e dell’indole di ogni essere vivente. Lo stesso, quindi, avviene per il Dobermann.

È pur vero, comunque, che il Dobermann rimane un cane e, in quanto tale, spesso soggetto all’istinto primordiale che non sempre è facilmente gestibile. Se, poi, a questo si aggiunge la stazza di questa razza e il suo corpo massiccio, di certo la conclusione non potrebbe essere così positiva.

Tuttavia, si devono necessariamente fare delle precisazioni. Determinante è addestrare il Dobermann fin da quando è ancora molto cucciolo, al fine di spiegargli nel dettaglio tutti i comportamenti da assumere nelle varie situazioni.

Allora, perché solitamente si pensa a questo elegantissimo cane come un soggetto pericoloso e da cui stare alla larga? Sicuramente ha un carattere autoritario, spesso associato allo spirito combattivo del “voglio avere sempre ragione io”. Questo, però, non significa che sia tutto da considerare in modo negativo.

La credenza nasce da falsi miti, o meglio da storie vere, ma sulle quali bisogna certamente fare delle precisazioni. In tempi non troppo recenti, infatti, il Dobermann era effettivamente “maltrattato”. Cosa significa questo? Molte volte, purtroppo, è stato addestrato proprio per essere sfoggiato nei cosiddetti combattimenti clandestini.

Essendo un cane dalla stazza medio-grande, dal temperamento già di per sé forte e potente e dalla struttura fisica resistente e ben piazzata, si prestava perfettamente per questi orribili compiti. Il problema ancora più grande, inoltre, sorse quando l’uomo decise di “modificare” il suo temperamento e aspetto fisico.

Lo scopo doveva essere quello di ottenere un esemplare che fosse quanto più intimidatorio possibile già solo dall’aspetto con cui si presentava al combattimento. Ecco perché, infatti, molti “appassionati” lo hanno definito “devil dog“. La forma fisica che arrivava ad assumere a seguito delle “modifiche” ottenute richiamava quella di un diavoletto.

Questo succedeva tagliando le orecchie e la coda del cane, al fine di fargli assumere questo aspetto assai più temibile da parte degli avversari. Come mai tutto ciò? Oltre all’aspetto fisico, questo era legato ad un fattore di maggiore “forza” durante la prestazione.

Sembrava, infatti, che orecchie e coda fossero le parti che, se colpite, sanguinavano in modo maggiore. Di conseguenza, l’esemplare avrebbe subito un grande indebolimento. Ovviamente, non era concepibile!

Per fortuna, nel corso del tempo si è cercati di tornare alla civiltà! Molti Stati, infatti, al giorno d’oggi, hanno vietato con apposite leggi i combattimenti clandestini e il maltrattamento dei Dobermann. Dunque, questa razza non è aggressiva di base. Dipende tutto da come viene addestrata!

Il Dobermann in famiglia: a chi è adatto?

dobermann nel prato fiorito

Sicuramente, il Dobermann non è un cane molto semplice da gestire. Tutt’altro! È importante provvedere a farlo socializzare fin dalla sua tenera età, in modo da aiutarlo a stabilizzarsi e a comprendere le esigenze anche di chi gli sta intorno.

Di certo, la sua stazza e il suo temperamento dinamico gli impongono di muoversi moltissimo. Dunque, non è molto indicato per le persone anziane o per coloro che hanno difficoltà di movimento e di deambulazione.

Con i bambini, invece, è davvero super protettivo! Si sente in debito con loro, perché li percepisce come dei “cuccioli” di cui prendersi cura, da coccolare, rispettare e proteggere. Tuttavia, dobbiamo fare molta attenzione al primo approccio. La sua esuberanza, anche involontaria, non sempre potrebbe rendersi efficace.

Comunque, con la giusta dose di educazione e di addestramento, il Dobermann può vivere serenamente con gli umani. La condizione è che tutti sappiano rispettare le esigenze altrui, le regole di convivenza e la privacy.

Educazione e addestramento

dobermann sguardo dolce

Come abbiamo già sottolineato abbastanza, il Dobermann è un cane che richiede molte cure e attenzioni. In particolare, ci si deve assolutamente concentrare nello specifico sulla sua educazione e sul suo addestramento.

Il Dobermann ha un carattere molto peculiare, che va tenuto sempre a bada e sotto controllo. Adora muoversi, mettersi in gioco, avere del lavoro da svolgere. Questo entusiasmo, comunque, deve essere in qualche modo frenato, altrimenti andrebbe a ruota libera!

Prima regola per un ottimo addestramento? Agire tempestivamente e in tenerissima età! La socializzazione precoce con tutti è il primo elemento per una buona convivenza e un’ottima amicizia future.

Essenziale, poi, è anche insegnargli a prendere confidenza con gli estranei. Infatti, deve imparare a capire che non tutti gli sconosciuti sono necessariamente dei pericoli. O peggio, dei nemici!

Ha bisogno sicuramente di continui stimoli e costanti rinforzi positivi. Ciò può aiutarlo ad avere più costanza e a gestire in modo più razionale tutto quello che vive.

Dobbiamo insegnargli a stare al guinzaglio, a non tirare in modo eccessivo e a dar retta ai nostri comandi. Inoltre, è necessario anche abituarlo alla museruola. In alcuni momenti, vista la stazza e il temperamento dinamico del cucciolone, si renderà sicuramente necessaria.

Quello che serve come punto di partenza? Amore, passione, pazienza, costanza, polso, autorevolezza e tempo! Questi sono gli ingredienti di cui dobbiamo fornirci per aiutarlo a vivere più serenamente in nostra compagnia.

Ricordiamoci, poi, di non porci MAI in modo aggressivo o troppo perentorio. Lui, di certo, non accoglie benevolmente questo particolare atteggiamento.

Il difficile, quindi, è l’inizio! Conquistare la sua fiducia non è assolutamente una passeggiata! Tuttavia, quando riusciamo in quest’impresa complicata, il gioco è fatto! Dopo aver preso il suo cuore, nulla ci dividerà più. Il rapporto che il Dobermann instaura con la sua famiglia è senza paragoni. Lui, infatti, si affeziona in modo assoluto e completo agli amici umani.

Entra in un circolo fatto di coinvolgimento emotivo, sincerità e profondità. Nessuno, poi, potrà mai mettersi in mezzo fra lui e le persone che gli sono care. Sempre pronto al divertimento e al movimento, sarà ben contento di festeggiare questo bel legame con la giusta compagnia. Fra passeggiate, giochi, stimolazioni varie il tutto sarà piacevole e molto interessante.

Stato di salute

dobermann in mezzo al prato

Per quanto il Dobermann sia un cane estremamente resistente, dalla stazza forte e imponente e dalla corporatura tonica, non è immune a particolari malattie. Ad esempio, ci sono alcune particolari patologie che sembrano colpire il suo stato di benessere in modo abbastanza comune.

Ecco un elenco di quelle più diffuse:

  • dilatazione volvolo-gastrica, meglio definita come torsione dello stomaco. La cattiva digestione, dunque il metabolismo sballato, possono provocare la torsione dello stomaco. I cibi non digeriti correttamente rimangono nello stomaco, creando gas. Questi, non riuscendo ad essere espulsi, portano grandi disagi e fastidi;
  • malattia di Von Willebrand: malattia ereditaria che impedisce una buona coagulazione del sangue. Ci possiamo accorgere della sua presenza, fra gli altri sintomi, anche dall’eccessivo sanguinamento di ogni parte del corpo di fronte a ferite apparentemente “semplici”;
  • displasia dell’anca: problematica legata alla malformazione congenita dell’articolazione femorale. Questo provoca dolore, disagio, fastidio e difficoltà nel movimento e nella camminata. Sfocia in letargia e apatia generale, generate da ansia, depressione e dolore;
  • cardiomiopatia: malattia che colpisce il muscolo cardiaco. È caratterizzata dall’ingrossamento anormale del cuore. Ciò impedisce al sangue di essere pompato a dovere. Per cui, l’organismo ne risente in modo negativo e sicuramente pericoloso per la salute;
  • sindrome di Wobbler: consiste nella compressione del midollo spinale cervicale. Può causare problemi di vario genere, a cominciare da quelli cervicali, fino a quelli di tipo neurologico.

Allevamenti di Dobermann in Italia

dobermann sul prato di fiori

Ci siamo ormai incuriositi e vogliamo assolutamente un esemplare di Dobermann? Come possiamo scegliere le strutture giuste, le quali si occupano di selezionare in modo sano e veritiero cuccioli di razza pura?

A chi possiamo rivolgerci con certezza di successo? Ecco un elenco delle regioni e delle città presenti sul territorio italiano dove possiamo trovare degli allevamenti ufficialmente riconosciuti dall’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) che si occupano di Dobermann:

  • Abruzzo: Chieti, Pescara;
  • Basilicata: Matera;
  • Calabria: Reggio-Calabria;
  • Campania: Benevento, Caserta, Napoli, Salerno;
  • Emilia-Romagna: Bologna, Cesena, Piacenza, Reggio-Emilia;
  • Friuli-Venezia Giulia: Gorizia;
  • Lazio: Frosinone, Latina, Rieti, Roma, Viterbo;
  • Liguria: Genova, Imperia, Savona;
  • Lombardia: Bergamo, Brescia, Mantova, Milano, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio, Varese;
  • Marche: Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino;
  • Piemonte: Alessandria, Asti, Cuneo, Torino, Vercelli;
  • Puglia: Bari, Brindisi, Lecce, Taranto;
  • Sicilia: Catania, Palermo, Siracusa, Trapani;
  • Trentino-Alto Adige: Trento;
  • Toscana: Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa;
  • Umbria: Perugia, Terni;
  • Valle d’Aosta: Aosta;
  • Veneto: Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza.

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