Sono nati i cagnolini, che cosa fare? Dal parto allo svezzamento, tutti i consigli utili

Sono nati i cagnolini. Cosa c'è da sapere? Siamo davvero pronti a prenderne uno? Scopriamo insieme cosa bisogna fare dal momento della nascita fino allo svezzamento.

sono nati i cagnolini

Sono nati i cagnolini, cosa bisogna fare? Esistono dei trucchi per farli crescere al meglio? Non appena i nostri piccoli cuccioli nascono, gli interrogativi che si formano nella nostra mente sono davvero tanti. Attraverso una piccola guida proveremo a rispondere alle domande più comuni. Dal momento in cui il piccolo quattro zampe nasce, fino al momento dello svezzamento, ha delle esigenze particolari. Quali sono? Come bisogna comportarsi e/o intervenire? Vediamo cosa fare dal momento in cui sono nati i cagnolini.

Sono nati i cagnolini, quando staccarli dalla mamma?

Nei primi momenti di vita, il cucciolo, ha bisogno della sua mamma. Per lui è un’esigenza, è necessario affinché possa sopravvivere e crescere sano. Ma scopriamo qualcosa in più. Il cucciolo, non appena nasce, è totalmente dipendente dalla sua mamma. Continuerà ad esserlo per un periodo abbastanza lungo.

Il piccolo quattro zampe ha bisogno della sua mamma per poter mangiare, per poter crescere e per imparare a socializzare. Questa convivenza, in genere, non dura meno di sessanta giorni. Dal sessantesimo giorno, infatti, inizia lo svezzamento. Da questo momento, il cucciolo impara a continuare la sua crescita lontano dalla mamma, iniziando una nuova vita.

Sono nati i cagnolini, che cosa fare? Dal parto allo svezzamento, tutti i consigli utili

Ovviamente questo vale per i cuccioli dati in adozione. In alcuni casi, i padroncini decidono di tenere i cuccioli in casa e allora la storia è decisamente diversa. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, i piccoli quattro zampe vanno via dall’abitazione in cui sono nati.

Fino a quel momento, però, avrà bisogno della sua mamma in tutto e per tutto. È la mamma a provvedere alla sua alimentazione ed è proprio lei ad aiutare il piccolo a muovere i suoi primi passi. Non appena nati, infatti, i piccoli, restano vicini alla madre, incapaci ancora di muoversi e di essere autosufficienti.

Si cibano solo del latte materno e si riscaldano tra loro, non allontanandosi mai l’uno dall’altro. Dopo i primi sessanta giorni di vita, la routine del cucciolo cambia decisamente. Scopre una nuova casa, conosce i suoi padroncini definitivi e inizia a socializzare. Tutto questo, però, deve accadere in maniera del tutto graduale, rispettando i tempi del piccolo.

Sono nati i cagnolini, prima visita dal veterinario

Sono nati i cagnolini e dobbiamo capire se sono sani o se presentano qualche patologia e/o malformazione. Quando è il caso di effettuare la prima visita? Generalmente, si opta per portare il cucciolo dal medico non appena arriva in casa. Se non si riesce a farlo il giorno stesso, lo si fa al massino dopo due giorni. Questo è un passo cruciale.

La prima visita può essere del tutto positiva e renderci consapevoli del fatto che il nostro cucciolo è sano, ma potrebbe fare anche il contrario. È proprio in questa sede che si può scoprire se il nostro piccolo cane è affetto da qualche patologia genetica o da qualche malformazione. Tuttavia, è il caso di andare dal veterinario tranquilli. Qualora qualcosa non dovesse andare, si è in tempo per gestire qualsiasi problema.

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Non appena arrivati dal medico, quest’ultimo procederà con un esame fisico approfondito. Controllerà ogni parte del corpo del nostro cucciolo e procederà con degli esami che vengono considerati di routine. Tra questi troviamo sicuramente degli esami del sangue e delle urine. Se gli esiti di questi non evidenziano particolari problemi, allora il nostro cane è tendenzialmente sano.

Se così fosse, è possibile procedere con la creazione di un piano per i vaccini che Fido dovrà fare.

Sono nati i cagnolini, vaccini

Se parliamo di cagnolini che sono nati, dobbiamo informarci in tempo su come vanno gestiti i vaccini. I cuccioli durante le prime settimane di vita riescono ad essere coperti da particolari malattie grazie alla grande azione difensiva che svolge il latte materno. È proprio questo a dar vita e ad intensificare il sistema immunitario dei piccoli.

Non appena si procede con lo svezzamento, però, fare i vaccini è necessario. Questi, permettono al cagnolino di diventare più forte e di scongiurare il pericolo di contrarre particolari malattie. Circa nell’ottava settima, si procede col primo vaccino contro Cimurro, Epatite, Parvovirosi e Parainfluenza se ritenuto necessario dal veterinario.

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Non appena si sorpassa la soglia della decima settimana di vita, è possibile effettuare il secondo vaccino per il Cimurro e Parvovirosi. Poi, si procede con quello contro la Leptospirosi. Dal compimento dalla sedicesima settimana di età, invece, si può effettuare quello contro la rabbia e la Parainfluenza, se non effettuato prima.

Questi, sono i vaccini considerati obbligatori e che tutelano la salute del nostro cucciolo dalle malattie più pericolose più diffuse. Tuttavia, il vaccino non va visto solo come un dovere perché previsto dalla legge, ma come un vero e proprio gesto d’amore verso il nostro nuovo compagno di vita. Se hai qualche dubbio non esitare a contattare il veterinario.

Svezzamento, come fare?

Lo svezzamento, per un cucciolo di cane, rappresenta uno dei momenti fondamentali per la sua crescita. È il primo passo che lo porterà verso la vita da adulto. Ma cosa dobbiamo fare affinché lo svezzamento avvenga nel migliore dei modi? Vediamo di scoprire insieme com’è il caso di comportarsi. Generalmente, questo step viene affrontato intorno alla quarta settimana di vita del piccolo quattro zampe. In quel momento, deve essere staccato dalla mamma e deve iniziare a conoscere quelle che saranno le sue abitudini da adulto.

Il modo migliore per iniziare lo svezzamento, è quello di continuare a somministrare del latte, ma mischiato con altro cibo. In genere, il consiglio è quello di unire una piccola quantità di latte con della carne frullata. Per sicurezza, molti padroncini, nonostante abbiamo già preso la carne frullata, preferiscono rifrullarla a casa. In questo modo si evita qualsiasi probabilità di trovare dei pezzetti di carne che possono far affogare il piccolo.

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Non è semplice far abituare il peloso. Per questo motivo, servono tanta pazienza e molta costanza nei tentativi. Il cucciolo non ha mai sentito questo nuovo odore emesso dal nuovo pasto e inizialmente potrebbe rifiutarlo.

Così, il consiglio, è quello di intingere il dito nella ciotola e avvicinarlo al musino del quattro zampe. Incoraggiato dalla nostra presenza e, incuriosito, assaggerà quello che abbiamo nel dito. Pian piano inizierà a leccarlo e gustarlo. Sarà quello il momento in cui dobbiamo avvicinarli il più possibile alla ciotola. In qualche giorno Fido sarà pronto e contento di gustare il suo nuovo pasto.

Il cucciolo non vuole il latte della mamma

Tutti i cuccioli stanno attaccati alla mamma durante le prime settimane di vita. Per mangiare, per protezione o per compagnia, non si staccano mai da lei. In alcuni casi, seppur rari, può succedere che il cucciolo non voglia stare con la sua mamma. Rifiuta il suo latte e non accetta la sua compagnia.

I motivi per cui possa farlo non sono noti, ma di certo va trovata una soluzione. Senza il soddisfacimento di un fabbisogno energetico adeguato, il cucciolo, rischia di non farcela. Il latte materno, per eccellenza, è l’alimento più completo che il piccolo peloso possa assumere.

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Ricco di calcio e di tutte le sostanze nutritive necessarie, lo aiuta a terminare la sua formazione fisica e ad intensificare il suo sistema immunitario. Per questo motivo, risulta indispensabile per le prime settimane di vita del piccolo.

Per i cuccioli che non possono bere il latte della mamma, è stato ideato il latte artificiale. Preferito nella formula in polvere, seppur non sia quello originale, contiene le stesse sostanze nutritive. Somministrato prima attraverso una siringa e poi con un biberon, riesce a conferire al cucciolo tutti le sostanze necessarie alla sua crescita.

Non c’è quindi da temere. Il piccolo quattro zampe ha comunque la possibilità di crescere sano e forte.

Piccoli passi verso la socializzazione

Ebbene sì, bisogna abituare il cucciolo a socializzare sin dalle prime settimane di vita. Se ci pensiamo, quando sta ancora con la mamma, divide ogni attimo della giornata insieme al resto della cucciolata. Così, il piccolo Fido, inizia a muovere i primi passi verso quella che sarà la vera e propria socializzazione.

Non è ancora in grado di muoversi perfettamente, né di correre in giro in compagnia degli altri cuccioli. Nonostante questo, però, dividerà ogni singolo momento della giornata proprio con i suoi fratellini. Generalmente, è così che inizia il primo passo verso la socializzazione del cucciolo. Inizia a condividere i suoi spazi e i momenti passati in compagnia della mamma. Non vive da solo, ma in simbiosi con tutti i piccoli appartenenti alla sua stessa cucciolata.

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Quando si staccherà dalla mamma, molto probabilmente, troverà una nuova casa. All’interno di quest’ultima troverà certamente degli esseri umani, ma potrebbe anche trovare dei suoi simili. Per questo è molto importante che impari a relazionarsi un po’ con tutti. Alla base di una vita serena e ricca di compagnia, vi sta sempre una socializzazione acquisita con i dovuti tempi.

Infatti, non bisogna mai forzare il cucciolo, ma rispettare i suoi tempi. Pian piano il piccolo inizierà a relazionarsi sempre di più con i cagnolini della sua cucciolata. Subito dopo, imparerà a conoscere gli esseri umani. Infine, imparerà probabilmente a dividere i suoi spazi e magari anche i suoi oggetti con altri cani.

Sono nati i cagnolini e mostrano piccoli segni di aggressività

Sin dalle prime settimane di vita del piccolo quattro zampe, possiamo captare qualche sfaccettatura del suo carattere. Nonostante all’inizio siano molto piccoli, non si privano certo di mostrare la loro indole. Nel caso in cui un cucciolo ha delle tendenze aggressive, infatti, è possibile notarlo sin da subito.

Quali sono i segnali che dovrebbero destarci preoccupazione? Nella maggior parte dei casi il cucciolo manifesta aggressività se sta provando gelosia. A quell’età potrebbe provarla in svariati momenti quali l’allattamento o le prime volte in compagnia degli esseri umani. In che senso?

Durante l’allattamento, un cucciolo aggressivo, potrebbe attaccare i suoi fratellini o la mamma stessa. Pur di conquistare il suo pasto, potrebbe rischiare di far del male agli altri cuccioli. Certo non lo fa consapevolmente. Proprio per questa ragione, è molto importante intervenire in tempo.

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In altre occasioni, potrebbe manifestare una certa aggressività in presenza degli esseri umani. Potrebbe succedere che mentre proviamo ad accarezzare un cucciolo, l’altro diventi aggressivo pur di ottenere delle attenzioni in più. Così, anche in questo caso, sarà necessario intervenire in tempo.

In che modo? È il caso di contattare più in fretta possibile un educatore. Quest’ultimo è l’unico in grado di analizzare il carattere del nostro cucciolo e di capire com’è il caso di intervenire.

Una volta che questo accade, si può procedere con l’avvio del processo educativo del piccolo peloso. Seguire tutte le dritte dell’educatore può aiutarci a superare in fretta il momento critico che sta passando il nostro cucciolo. Nella maggior parte dei casi, in poche settimane, il problema inizia a sparire.

Rispettare i tempi del piccolo quattro zampe

Rispettare i tempi del cucciolo è fondamentale. Lo è soprattutto se parliamo del suo distacco dalla mamma, del suo svezzamento o dell’avvio del processo educativo e/o di socializzazione. Forzare il cucciolo a fare dei progressi, nella maggior parte dei casi, equivale a bloccarlo, a metterlo a disagio.

Spesso ci ritroviamo a forzare il cicciolo in maniera del tutto inconsapevole. Prendiamo come esempio le esperienze altrui e tendiamo a fare dei paragoni. Questa, purtroppo, è la cosa più sbagliata che si possa fare. Ogni cucciolo è un caso a sé e questo bisogna sempre ricordarlo.

Se il cucciolo di un amico ha fatto dei progressi in un determinato lasso di tempo, non significa che il nostro debba fare altrettanto. Potrebbe impiegare più o meno tempo a compiere lo stesso gesto, pur trovandosi nello stesso contesto.

Sono nati i cagnolini, che cosa fare? Dal parto allo svezzamento, tutti i consigli utili

Sotto questo punto di vista, dobbiamo immaginare i cuccioli come fossero dei piccoli bambini. Ogni bimbo è un caso a sé e fa dei progressi con i propri tempi, entrando in azione solo quando si sente pronto. In fondo, è proprio quello che deve fare anche il cucciolo di cane. Lasciarlo libero di fare i suoi progressi, lo aiuta a farli. Forzarlo invece potrebbe solo bloccarlo e rendergli il tutto più difficile.

Non lasciarti mai trasportare quindi dai racconti delle esperienze altrui. Piuttosto, inizia questo percorso col tuo cucciolo e vedrai che sarà pieno di sorprese.