Autolesionismo delle zampe del cane: cosa la causa e che cosa fare

Può capitare che il nostro amico a quattro zampe si faccia del male da solo: potrebbe trattarsi di autolesionismo delle zampe del cane. Ecco tutto quello che c'è da sapere

Cane triste

Da padroni siamo sempre molto preoccupati per la salute dei nostri amici a quattro zampe. A volte i nostri animali possono comportarsi in maniera strana ed è sempre bene indagare insieme al veterinario per capire la causa del disturbo e gli eventuali rimedi. Può capitare per esempio che il cane si faccia del male da solo: potrebbe trattarsi di autolesionismo delle zampe del cane.

Se infatti dovessimo notare dei segni strani sul corpo del nostro animale domestico, e in particolare delle lesioni sulle zampe, è importante andare a fondo. Potrebbe trattarsi infatti della Sindrome da autolesionismo nel cane, che ha delle cause ben precise.

L’autolesionismo delle zampe del cane può essere controllato, ma è importante verificarne le origini e agire sulla radice del problema, per capirne le cause e trovare la soluzione più adatta a Fido.

Cos’è la Sindrome da autolesionismo delle zampe nel cane

Autolesionismo delle zampe del cane: cosa la causa e che cosa fare

Questa è una vera e propria patologia, che prevede appunto delle lesioni alle zampe e alle estremità del corpo del nostro amico. Si tratta di una malattia ereditaria, per questo per individuarla è necessario eseguire un test del DNA per individuare appunto i geni che potrebbero aver trasmesso la sindrome.

Si tratta di una malattia ereditaria precoce, purtroppo piuttosto frequente e che fa il suo esordio già dai primi mesi dei cuccioli.

Nel decorso della malattia nel cane comincia a diminuire la sensibilità delle zampe, fino a perderla completamente a causa delle continue ferite autoinflitte. Le lesioni ripetute possono di fatto intorpidire le zampe nel corso del tempo.

Nei casi più gravi i cani possono addirittura arrivare a danneggiare permanentemente gli arti, perdendo anche le falangi e le unghie a causa delle leccate e dei morsi frequenti.

Come abbiamo già accennato, la malattia esordisce già in tenera età: la comparsa dei primi sintomi avviene già dai 3 mesi e possono emergere fino al primo anno di vita.

I cuccioli all’inizio possono manifestare un insistente interesse per le proprie zampe, leccandole molto frequentemente. Crescendo il comportamento può diventare sempre più ossessivo, passando dalle leccate ai morsi, fino ad arrivare, nei casi più gravi, all’autoamputazione.

Il test per individuarla

Esiste un test del DNA per individuare la Sindrome da autolesionismo nel cane. Si tratta del test dell’AMS (sindrome da mutilazione acrale), che può individuare appunto la presenza dei geni che portano la malattia.

La patologia infatti si trasmette per via ereditaria: il cane che porta la mutazione non sviluppa la malattia ma la trasmette a metà della sua cucciolata. In pratica il cane portatore è il responsabile della diffusione della malattia nell’intera razza.

I cuccioli che hanno il gene della sindrome contribuiscono ad aumentare la possibilità di diffondere la mutazione. I genitori di un cucciolo che ha questa mutazione potrebbero anche essere portatori sani della malattia.

Il veterinario esegue un semplice prelievo per via orale che viene mandato al laboratorio. Il risultato, dato in pochi giorni, indica se il cane testato è sano, portatore sano, o affetto dalla Sindrome di autolesionismo delle zampe.

Il test, oltre per i padroni di cani che presentano la sintomatologia della sindrome, può essere molto utile per gli allevatori che vogliono evitare il rischio che i loro cuccioli sviluppino questa patologia. La malattia infatti è molto diffusa soprattutto in alcune razze, come l’Epagneul Français, Cane da ferma Tedesco, Springer Spaniel e Pointer.

È importantissimo per gli allevatori assicurarsi dello stato genetico dei cani, escludendo appunto la presenza di riproduttori della Sindrome da autolesionismo delle zampe nel cane. In questo modo sarà più facile, e soprattutto sicuro, selezionare i cani da far riprodurre, adattare gli accoppiamenti ed evitare di fare nascere cuccioli affetti, limitando di fatto la diffusione di questa malattia grave nelle razze allevate.

Sindrome da autolesionismo delle zampe nel cane: i  rimedi

Autolesionismo delle zampe del cane: cosa la causa e che cosa fare

È fondamentale tenere sempre presente che qualsiasi diagnosi va fatta da un professionista, ma spetta a noi padroni notare i comportamenti del nostro cane che non rientrano nella normalità.

Se dovessimo accorgerci di atteggiamenti strani o inusuali, come appunto leccarsi ossessivamente o mordersi le zampe fino a ferirle, è necessario rivolgersi immediatamente al nostro veterinario di fiducia.

Prima di tutto è importante capire se si tratta effettivamente di Sindrome da autolesionismo nel cane: come abbiamo già spiegato per individuarla è possibile effettuare un semplice test del DNA.

In questo caso hanno dato buoni risultati le terapie omeopatiche, con l’utilizzo dei Fiori di Bach in gocce o in altre formulazioni. Ovviamente i dosaggi vanno sempre concordati con il proprio veterinario, che troverà la soluzione più adatta per il nostro amico a quattro zampe.

L’omeopatia può aiutare il cane a rilassarsi e a calmarsi, può risolvere il problema legato allo stress della malattia. Ai rimedi naturali, sempre sotto consiglio del veterinario, si può affiancare anche una terapia comportamentale, che può aiutare a correggere i comportamenti lesivi del cane.

Autolesionismo nel cane: le cause possono essere altre

Autolesionismo delle zampe del cane: cosa la causa e che cosa fare

L’autolesionismo nel cane può essere però legato ad altre cause, non connesse alla sindrome sopra citata. Può essere infatti una reazione a problemi fisici, come un’infestazione di parassiti, infezioni o malattie, oppure uno sfogo per un disagio importante come stress, ansia da separazione, noia o traumi.

Problemi fisiologici

Fido potrebbe leccare ossessivamente, oltre alle zampe, anche le sue parti intime, grattarsi e strapparsi il pelo. Questo comportamento potrebbe essere causato da un’infestazione di parassiti: è bene quindi controllare bene sia le feci del cane (per scongiurare la presenza di vermi nell’intestino) che il corpo del nostro amico a quattro zampe.

Il comportamento autolesionistico potrebbe essere provocato anche da alcuni problemi fisiologici, come un’infezione delle ghiandole anali o istoplasmosi (una malattia fungina cronica). Se non interveniamo prontamente, il cane potrebbe cominciare ad assumere comportamenti lesionistici nei suoi confronti, legati al disagio causato dalla malattia.

Anche una volta risolto il problema di salute, il cane potrebbe continuare a leccarsi o mordersi ossessivamente per qualche tempo dopo la guarigione. È importante avere pazienza e l’abitudine scorretta potrebbe richiedere l’intervento di un comportamentista.

Stress e ansia da separazione

Esclusi i problemi fisiologici, gli atteggiamenti autolesionistici nel cane sono causati principalmente dallo stress o dall’ansia da separazione. È molto importante analizzare e osservare i fattori scatenanti dell’atteggiamento di autolesionismo del proprio cane al fine di trovare una soluzione efficace e definitiva al problema.

Possono essere tantissimi i motivi di stress per un cane: un trasloco, l’arrivo di un nuovo animale in famiglia o di un neonato in casa, senza dimenticare traumi pregressi.

Distrarre il proprio cane con coccole e sessioni di gioco nel momento in cui si morde o lecca potrebbe essere controproducente. Fido infatti potrebbe associare il comportamento autolesionistico a un premio, rafforzando di fatto l’atteggiamento sbagliato.

Il nostro amico a quattro zampe potrebbe infliggersi delle lesioni perché potrebbe non riuscire a gestire le sue emozioni, come l’assenza del padrone, lo stress per una nuova situazione in casa, traumi legati al passato.

Si possono ricondurre al comportamento autolesionistico tre macro cause: il cane potrebbe lesionarsi per noia, per ragioni legate all’ansia (come quella da separazione), oppure per motivi collegati a una forte domanda di attenzione.

I rimedi

In questi casi, come primo approccio, è consigliabile cambiare le proprie abitudini e quelle del proprio animale domestico. Offrire uno stile di vita migliore al proprio cane è possibile, senza necessariamente metterlo al centro della propria vita.

Trascorriamo del tempo insieme a lui in modo da fargli scaricare l’energia in eccesso, spesso fonte di atteggiamenti autolesionistici. Possiamo portarlo a fare lunghe passeggiate, sessioni di gioco tra corse, lanci e riporto, magari in un parco, caldeggiando anche la socializzazione con altri cani.

I nostri amici a quattro zampe infatti hanno bisogno di un attenzioni a 360 gradi. Non dobbiamo certo limitarci a soddisfare i suoi bisogni primari, come mangiare, bere e dormire. Il benessere di un animale passa anche per lo stato di salute mentale, che deve essere preservato al meglio. Possiamo aiutarlo con attività come il gioco e la socializzazione con i suoi simili e altri esseri umani.

È poi fondamentale insegnare al nostro cane come gestire i suoi stati di frustrazione. Controllare questa emozione diventa fondamentale per il suo benessere: non dobbiamo cedere a tutte le sue richieste, che siano l’attenzione, il gioco o coccole e carezze. È meglio, soprattutto nei casi di cani particolarmente testardi, guidare il gioco e le attività da fare invece di permettergli di decidere tutto.

Come già accennato, è consigliabile non rafforzare gli atteggiamenti di autolesionismo del nostro cane con attenzioni o giochi per distrarlo. Insegniamo al nostro cane a vivere serenamente i momenti di solitudine lasciandogli, per esempio, dei giochi nuovi quando usciamo di casa, o snack golosi.

È importante infatti insegnare al proprio cane come stare da solo, anche quando i padroni sono presenti in casa. Questo può aiutarlo nel gestire meglio i periodi di solitudine ed evitare atteggiamenti autolesionistici legati all’assenza del padrone o alla noia.

Ovviamente, in casi di forte stress e malessere del proprio animale domestico, consigliamo di rivolgervi a un esperto di comportamento. Potrà darvi consigli, suggerirvi terapie adatte al vostro cane e affiancarvi durante il processo di guarigione di Fido.