Come si fa a diventare addestratore di cani? Una guida passo per passo

Diventare addestratore di cani è uno di quei mestieri che sognano di fare tanti bambini, ma se anche da adulti il desiderio rimane, ecco come fare

cani nel tunnel

La socializzazione del nostro amico a quattro zampe è prioritaria perché impari a interagire con il mondo che lo circonda, senza mancare di rispetto agli attori in gioco. A questo punto, quindi serve una persona competente in materia. Diventare addestratore di cani significa essere proprio quella persona che tanti proprietari cercano per riuscire a convivere in maniera virtuosa con la loro piccola palla di pelo.

Se gli animali sono importanti e si sente un legame fuori dal comune con loro, perché non sfruttare questa dote e fare diventare un piacere una professione? C’è chi dice che chi fa il lavoro che ama non lavori neanche un giorno, bene: perché non credergli e cercare di centrare l’obiettivo?

Uno sguardo d’insieme

Come si fa a diventare addestratore di cani? Una guida passo per passo

Diventare addestratore di cani è possibile, anche se ad oggi non esistono requisiti formali obbligatori. Ciò non toglie che ci siano delle precise responsabilità verso bipedi e quadrupedi, quindi è indispensabile che vengano sviluppate determinate abilità prima di prendersi un impegno tale nei confronti di terzi che contano sul nostro aiuto e, soprattutto, sulla nostra competenza.

Il nostro fine, come sempre, è quello di fare chiarezza in merito a un argomento sul quale c’è tanta confusione e cercare di fare un po’ d’ordine. Se le motivazioni che spingono a intraprendere questa strada sono quelle giuste, non si deve demordere. Si potrà fare la differenza per tanti cagnolini e i loro compagni di avventura umani.

Primo step, documentarsi

Prima di cimentarsi seriamente, è bene essere certi che sia quello che si vuole. In quest’ottica, un approccio economico e ponderato potrebbe essere quello di leggere libri sull’argomento. Partendo dal presupposto che non esistono ancora molti corsi ufficiali e che garantiscano serietà e competenza, leggere e sapere discernere di cui ci si può fidare e di chi no può essere importante.

La fonte di conoscenza migliore sono le pubblicazioni a firma di professionisti che abbiano una certo seguito e che sul campo hanno dimostrato di sapere il fatto loro. Si potrà avere, così, un’idea di base su come interpretare correttamente il linguaggio del cane e su come aiutarlo a stare bene, sereno. Inoltre, spesso non mancano informazioni pratiche sulla professione.

Anche dei testi dedicati all’etologia dei nostri amici a quattro zampe possono tornare utili. La differenza la fa la bibliografia, però, mi raccomando. Assicuriamoci che abbiano un fondamento scientifico. Purtroppo, al giorno d’oggi, in questo senso, il web – che normalmente rappresenta una risorsa – può dimostrarsi un’arma a doppio taglio.

Il volontariato e la formazione

Come si fa a diventare addestratore di cani? Una guida passo per passo

Per diventare addestratore di cani il volontariato può fare la differenza. Si tratta di una nobile esperienza sul campo che aiuterà concretamente chi ha bisogno del nostro supporto, materiale e psicologico. Vivere in un canile, infatti, non può è un’esistenza degna di essere definita tale. Ogni singolo muscolo del corpo di Fido ci dice che sta male. Ha freddo, delle malattie organiche che lo condizionano e si sente molto solo. I pelosi infatti non affrontano bene la solitudine, nei casi più gravi si arriva a parlare di ansia da separazione.

Fare pratica tra le gabbie un metro per un metro del rifugio, ci darà la possibilità di sviluppare e migliorare le competenze di gestione dei cani. Innanzitutto, ancor prima di insegnare, dobbiamo imparare quale sia il comportamento più adeguato per interagire con più esemplari contemporaneamente.

Se dopo un periodo di prova, rimaniamo motivati e convinti che la strada giusta sia questa. Pensiamo a contattare degli addestratori qualificati che abbiano messo a punto un metodo di addestramento. Ci si può iscrivere a un corso, oppure assistere gratuitamente (quando l’opzione è presente). Sono tante le persone che diventano addestratori senza istruttore e a volte funziona, ma niente più valere della certezza che un professionista stia pensando a Fido. Ecco perché si tratta di un lavoro a tutti gli effetti: la domanda è notevole.

Questo ci darà modo di osservare un addestratore professionista e di prendere spunto dal sua strategia di insegnamento. Una buona prassi è quella di portare con sé il proprio cane, in maniera tale di partecipare in prima persona e di imparare sul campo.

L’apprendista… addestratore

Prima di avere una propria cerchia di clienti, è bene specializzarsi. Questo è il modo più efficace per imparare quasi tutte le professioni, soprattutto se ci sono davvero pochi corsi ufficiali di addestramento.

Meglio, se si trova, scegliere qualcuno che viva nelle vicinanze e facilmente raggiungibile. In questo modo si partecipa alle lezioni e si impara. Prima lavoreremo sotto la supervisione di un esperto, poi scopriremo di essere autonomi e di potere procedere in autonomia senza rischiare l’incolumità fisica e mentale del nostro amico a quattro zampe. La durata dell’apprendimento è variabile, ma in genere va da sei mesi a un anno. Tutto dipende dalle risorse economiche e personali investite e dal tempo a disposizione.

Colloqui mode on

Come si fa a diventare addestratore di cani? Una guida passo per passo

Per diventare addestratore di cani, una volta letto libri e studiato sul campo, con impegno e dedizione, è il momento di fare il salto di qualità. Il primo passo è cercare un centro di addestramento o un ricovero per cani che siano capaci di testare il nostro grado di preparazione. Cerchiamo tra le offerte di lavoro sul web, o proponiamoci direttamente sul posto. In questo modo non presenteremo solo un curriculum, ma anche la nostra personalità. Un fattore determinante, visto che con gli amici a quattro zampe l’empatia è fondamentale.

La scelta di associazioni certificate e in grado di garantire serietà a 360 gradi, dimostra la nostra nell’affrontare un percorso difficile ma che ci darà delle soddisfazioni. Si può entrare a fare parte dell’Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili (apnec.it), oppure dell’Associazione Professionisti Addestratori Cinofili Italiani (apaci.it) e/o all’Unione Italiana Consulenti e Istruttuori Cinofili (unicisc.com) dove si può partecipare con esperti del settore.

Non dimentichiamo mai che la formazione è in continua evoluzione e che ci si deve affidare a persone competenti. Verifichiamo con frequenza quali sono i corsi ufficiali di addestramento per cani nell’area di competenza. Dato che avremo a che fare con esseri viventi che vengono scoperti ogni giorno di più attraverso legami sempre più simbiotici, non possiamo illuderci che un corso possa prepararci in toto. Ci sarà sempre qualcosa di nuovo da apprendere.

In alcuni casi è anche possibile fare domanda per ottenere una sorta di borsa di studio che finanzi in parte o per intero il periodo di formazione. L’obiettivo è ottenere un certificato ufficiale. Il cinofilo che vuole diventare addestratore di cani certificato, può appurare se all’università ci sono dei corsi che si occupano del comportamento animale con un focus sull’addestramento.

Consigli utili e conclusioni

Come si fa a diventare addestratore di cani? Una guida passo per passo

Per diventare degli addestratore di cani consapevole, è bene saper discernere e dire di no quando il gioco non vale la candela. In quest’ottica, non sentiamoci in obbligo di accettare qualsiasi proposta ci capiti davanti, sia in una fase formativa, sia quando i clienti cominciano a chiedere il nostro supporto professionale.

Se, giusto per fare un esempio, ci viene chiesto di gestire un problema come la territorialità eccessiva di Fido e di mitigare la sua propensione al’aggressività, non diciamo di sì a ogni costo. Facciamolo solo se ci sentiamo sicuri di essere in grado di affrontare la questione, altrimenti rifiutiamo il lavoro. Bipede e quadrupede apprezzeranno la nostra sincerità ed eviteremo di fare più danni che altro.

Qualora questa presa di coscienza dovesse arrivare a impegno preso, a percorso iniziato non temiamo di tirarci indietro in corso d’opera. È sempre meglio che perseverare senza cognizione di causa e arrecare un danno a un amico a quattro zampe indifeso e al suo compagno di avventure bipede.