Come addestrare un cane senza istruttore, metodi e tecniche

Addestrare un cane senza istruttore può essere considerato difficile, ma in realtà non è così. Bisogna essere adeguatamente preparati

ragazza addestra cane

La fase di socializzazione è tra le più delicate della vita di Fido. Impara a interagire con il mondo che lo circonda, nel rispetto di tutti gli attori in gioco. Il quest’ottica, addestrare un cane senza istruttore può essere considerato difficile, ma non sempre è così. Molto dipende dal punto di partenza ,dalla razza del nostro quadrupede e dall’esperienza che abbiamo.

Si tratta principalmente di capire come funziona la psiche del cane, come impostare l’allenamento, essere costanti e precisi. Seppur debba essere costruito all’insegna del relax e del divertimento, non è un gioco e ne va della capacità relazionale del nostro amico a quattro zampe.

Uno sguardo d’insieme

Come addestrare un cane senza istruttore, metodi e tecniche

Addestrare un cane senza istruttore non è sempre facile, ma non impossibile. Il nostro consiglio è comunque quello di avvalersi di pareri che provengono da professionisti del settore. Anche il nostro veterinario di fiducia – che conosce anche eventuali pregressi clinici e caratteristiche di razza – può venirci incontro e darci qualche consiglio utile.

Sono tanti i metodi e le tecniche in circolazione, per prima cosa dobbiamo capire quale fa al caso della nostra piccola palla di pelo un po’ indisciplinata. Dopodiché si deve acquistare un clicker, validissimo supporto sonoro da utilizzare per far capire al cane che siamo orgogliosi di lui e che sta andando nella direzione giusta. E poi bisogna imparare il concetto di rinforzo positivo perché, sì, si può addestrare con gli snack (ma senza esagerare).

Approcci differenti si devono avere nel caso di esemplari che hanno attraversato dei momenti difficili e sono traumatizzati o con quelli che presentano qualche disabilità. In quel caso non è detto si possano usare tutti e cinque i sensi e in maniera canonica, ma un modo per comunicare con il nostro amico a quattro zampe si trova comunque. Oltretutto le sessioni di addestramento possono essere una valida occasione per intensificare il legame tra bipede e quadrupede. Immaginiamo per esempio quanto possa essere emozionante riuscire a insegnare qualcosa a un esemplare sordo.

Regole base per iniziare

Una volta che il nostro veterinario di fiducia ci dà l’ok per iniziare, possiamo cominciare a pianificare l’addestramento in base al primo obiettivo che ci siamo prefissati di raggiungere. La coerenza e la perseveranza sono alla base di un allenamento di successo. Per prima cosa non dobbiamo mai dimenticare che le sessioni non devono durare più di venti minuti ciascuna, altrimenti rischiamo di sovraccaricare troppo il nostro amico a quattro zampe.

Se notiamo ansia e nervosismo, sospendiamo e riprendiamo in un secondo momento. Non solo non servirebbe a nulla insistere, ma ci allontanerebbe dallo scopo e potrebbe causare dello stress inutile a noi e alla nostra piccola palla di pelo. Il tutto deve avvenire come se fosse un gioco, anche se non lo è.

Il clicker sarà il nostro migliore amico, un indicatore sonoro per dire a Fido che si sta comportando bene e che siamo fieri di lui. Va quindi usato in determinate circostanze e in associazione con il rinforzo positivo. Quest’ultimo è uno snack goloso da dare al nostro amico a quattro zampe, a mo’ di premio, quando fa quello che gli viene chiesto.

L’esercizio va ripetuto fino a quando non verrà automatizzato. Per essere certi che questo sia realmente avvenuto, dobbiamo fare delle prove anche in contesti diversi e in fasce orarie differenti. Se la riprova nell’addestramento dà esiti positivi, il comando è diventato parte integrante del peloso in questione.

L’addestramento verbale

Come addestrare un cane senza istruttore, metodi e tecniche

Addestrare un cane senza istruttore è possibile, basta conoscere le varie tecniche e saperle applicare. Partiamo da quella verbale, forse tra le più conosciute nell’ambiente. Il principio base è semplice: associare delle parole alle azioni: “seduto” se vogliamo che il nostro amico a quattro zampe stia fermo e composto; “vieni qui”, se l’obiettivo è richiamarlo a sé; e così via fino a passare in rassegna tutti i comandi base necessari per una convivenza pacifica.

Il punto è fare in modo che il nostro adorato Fido associ un nome a un’azione e che questo rimanga ben radicato nella sua memoria, a prescindere da dove si trovi. Soltanto così possiamo avere il controllo sul suo comportamento ed evitare che metta in pericolo se stesso e gli altri. Non si può portare, infatti, un cane al parco e lasciarlo libero se non ci vede come il suo punto di riferimento, colui al quale obbedire in qualsiasi situazione e contesto: sarebbe troppo rischioso.

Attenzione a non gridare, anche perché l’amico a quattro zampe potrebbe spaventarsi. Nello stesso tempo, però, è utile cercare di scandire bene il termine. Se si sussurra (oppure si pronuncia male la parola), Fido potrebbe impiegare più tempo per completare l’addestramento. In un’ottica di memorizzazione, il rinforzo positivo può essere un valido alleato.

L’addestramento visivo

Un altro approccio che possiamo utilizzare per insegnare al nostro amico a quattro zampe almeno le regole basilari per poter vivere al di fuori delle mura domestiche – e non solo – senza fare danni, è quello visivo. In tal caso si agisce soprattutto con i gesti. Sono molto utili nel caso in cui il nostro amico a quattro zampe avesse perso l’udito oppure possiamo usarli per mera comodità.

Vale la pena sottolineare immediatamente che, tra le due tecniche, è la può complessa. Il primo ostacolo da affrontare, infatti, è l’eventualità che il cane possa confondersi, che i nostri movimenti non gli appaiano chiari. È molto facile che scambi un gesto messo in atto da altre persone come fosse un comando. Se si verifica, dobbiamo rimediare, perché se Fido dà retta a chiuque corre un potenziale rischio: i padroni dei cani siamo noi e i componenti di quella che considera famiglia, nessun altro.

Cosa evitare assolutamente

Come addestrare un cane senza istruttore, metodi e tecniche

Quando si deve addestrare un cane senza istruttore, ma vale anche nel caso ci sia un professionista a guidare la sessione di allenamento, si deve fare attenzione a non sgridare il cane, e soprattutto per nessuna ragione al mondo dobbiamo maltrattarlo. Sebbene non dovrebbe essere necessario specificarlo, dobbiamo comunque tenere bene a mente che l’autorità e la severità non servono a nulla, non portano a nessun risultato. Piuttosto, dovremmo essere autorevoli.

Se invece si utilizzano la chiarezza, la coerenza e la fermezza, i nostri sforzi saranno ricompensati con risultati magistrali. Un’altra cosa da non dimenticare è che Fido non lo si deve mai punire se sbaglia un esercizio o un comando. Non comprenderebbe per quale motivo ce l’abbiamo con lui: sarebbe solo molto triste e amareggiato.

Addestrare ed educare non sono la stessa cosa

Come addestrare un cane senza istruttore, metodi e tecniche

Attenzione a non confondere il concetto di addestramento con quello di educazione. Questo è un principio che dobbiamo fare nostro e mettere in pratica in qualsiasi contesto, non soltanto durante una sessione. Il primo, infatti, implica l’utilizzo di veri e propri comandi, che il cane deve eseguire. Nel secondo caso invece si parla di far capire al cane quali comportamenti che non deve mettere in pratica: la coscienza ha un ruolo ben diverso e non si tratta di mera esecuzione.

Con l’educazione si mira soprattutto a sottolineare quali sono le cattive abitudini da non mettere in atto, e quali invece rientrano nei comportamenti corretti. Quando si vuole insegnare al cane a non salire sul divano, per esempio, siamo nel campo educativo e l’addestramento – con o senza istruttore – c’entra ben poco.

Attenzione quindi a non confondere addestramento con educazione, ma soprattutto a non far confondere il nostro amico a quattro zampe. Come si è visto, i tipi di addestramento e le tecniche sono molteplici e vanno eseguiti responsabilmente.