Akita Inu: carattere, a chi è adatto, cure e cosa sapere su questa razza

Siamo curiosi di sapere chi è l'Akita Inu? Ecco quello che bisogna sapere per conoscere meglio questa elegantissima razza!

Chi è l’Akita Inu? Cosa sappiamo di lui? Quanto conosciamo questo bellissimo cagnolone dagli occhi a mandorla e dallo sguardo penetrante? Aspetto fiero, portamento raffinato, stazza grande e massiccia, questa razza è pregiatissima e conosciuta.

La sua storia parte dal Giappone, luogo in cui crebbe e si diffuse in modo sempre maggiore nel corso degli anni, diventandone anche un simbolo per le sue peculiarità speciali. Divenuto famoso nel resto del mondo anche grazie al film che lo ritrae nei panni di un cane eccellente, fedele e sempre pronto ad aiutare l’uomo, l’Akita Inu deve assolutamente essere conosciuto.

Qual è la sua storia? E il suo carattere? Di che temperamento gode? Essendo un animale tosto, ma allo stesso tempo molto sensibile, è bene imparare a conoscerlo e capire come entrarci in confidenza per rendere il rapporto di amicizia quanto più duraturo possibile. Scopriamo insieme tutte le info su di lui!

Indice:

Origini: storia dell’Akita Inu

akita inu concentrato

Da dove viene l’Akita Inu? Chi è questo simpatico esemplare dall’aspetto elegante e dallo sguardo profondo? Cosa sappiamo di lui? Qual è il suo paese d’origine?

Come possiamo presupporre dal nome stesso, questa razza proviene dal Giappone, in particolare dalla città di Akita, zona urbana che si trova nella regione di Tohoku.

Oggi l’Akita Inu è un cane di taglia grande, ma originariamente la sua conformazione fisica era assai diversa dall’attuale. Un dettaglio sicuramente molto rilevante, banalmente, è la stazza: un tempo l’Akita Inu era di taglia media, se non addirittura piccola.

In Giappone, infatti, in tempi antichi, non esistevano minimamente dei cani di taglia grande. Il massimo della grandezza arrivava a quella che oggi consideriamo come “media”.

Gli antichi Akita Inu, conosciuti con il nome di “Akita Matagi“, erano cani di taglia media che si cimentavano nella caccia all’orso, grazie alla loro prestanza e forza fisica. Fino agli inizi del 1600 circa, dunque, l’Akita Inu aveva ancora la vecchia forma ed era usato, oltre che per la caccia, anche per i combattimenti.

Bisognerà aspettare il 1800 circa per il tentativo di creare una nuova conformazione, che cominciò ad assumere grazie a vari incroci fatti con Mastiff e Tosa.

Ovviamente, essendo essi dei cani di taglia grande, fu inevitabile che anche l’Akita Inu potesse crescere di stazza. Così, iniziò a diventare sempre più grande, fino ad ottenere la conformazione che conosciamo noi oggi.

Dopo che agli inizi del 1900 vennero emanate delle leggi che, in moltissimi stati, vietavano le lotte e i combattimenti fra cani, gli appassionati si preoccuparono di selezionare la razza.

Concentrandosi principalmente sulle sue caratteristiche fisiche, l’Akita Inu divenne effettivamente molto grande. Arrivò un momento, però, durante la II Guerra Mondiale, in cui questa razza rischiò l’estinzione.

Infatti, durante la guerra i cani venivano cacciati, rinchiusi e uccisi per creare pelli calde e morbide per i soldati sul fronte. Gli unici che venivano salvati erano i Pastori Tedeschi, poiché essi servivano come forza militare ben addestrata e fedele.

Alcuni tentarono di far incrociare gli Akita Inu con i Pastori Tedeschi, al fine di creare degli esemplari che potessero avere un aspetto simile a questi ultimi e, dunque, essere salvati.

Tuttavia, ne sopravvissero pochissimi esemplari, di tre tipologie differenti:

  • rimasero gli antichi Akita Matagi;
  • Akita da combattimento (visto che le lotte clandestine continuarono sempre);
  • Akita da pastore (altro compito in cui, col tempo, l’Akita eccelse visibilmente).

Per creare uno standard, dunque, non c’erano minimamente i presupposti: la situazione era davvero molto confusa. Piano piano, gli appassionati di questa razza cercarono di dare un senso alle sue caratteristiche, dando priorità a ciò che ritenevano essere più rilevante.

Dopo una serie di accoppiamenti, si raggiunse la forma ideale: un Akita Inu raffinato, dagli occhi a mandorla e dallo sguardo intrigante, dal portamento fiero e dall’aspetto elegantissimo.

Alla fine, l’Akita Inu lasciò il Giappone, nonostante gli abitanti fossero molto legati e fortemente attaccati alle proprie tradizioni e alle proprie “proprietà”. Raggiunse, così, gli Usa, poi l’Inghilterra e infine il resto d’Europa.

Oggi è un cane di taglia grande, il cui peso si aggira fra i 48 e i 54 kg ed è una razza ufficialmente riconosciuta da varie associazioni internazionali.

Che tipo è: carattere e temperamento

cucciolo di akita inu

Che tipo è l’Akita Inu? Cosa sappiamo di lui? Qual è il suo carattere e il suo atteggiamento nei confronti del mondo? Come spesso avviene, per scoprire il temperamento di un qualsiasi essere vivente, è inevitabile conoscerne la storia: da esse, infatti, dipende l’indole di ognuno di noi. L’esperienza è ciò che più ci contraddistingue!

Sul carattere dell’Akita Inu, dunque, bisogna dire qualcosa di veramente importante. Partiamo da un presupposto: non è di certo un cane adatto a tutti! Il suo atteggiamento nei confronti del mondo deve essere conosciuto e tenuto a bada costantemente.

Essendo sempre stato abituato a vivere come predatore o cane da combattimento, è chiaro che non poteva di certo crescere con un carattere dolce e tenero come quello di un perfetto cane da compagnia o d’appartamento.

È evidente che l’Akita Inu sia molto più di questo! Si è dovuto temprare le ossa per poter sopravvivere a quel determinato stile di vita, tanto da crescere con uno spirito combattivo, forte, a volte impetuoso, a volte determinato e caparbio.

Insomma: l’Akita Inu è davvero un cane tosto! Prima di scegliere se accogliere in casa un esemplare del genere, è importante fare i conti con questa eventualità: non è il tipico cane d’appartamento, dedito al relax e alle coccole…anzi!

Di certo non può essere considerato cattivo o aggressivo, tuttavia non è neanche il classico coccolone, pronto a socializzare con chiunque gli si trovi di fronte. È fiero, indipendente, autonomo e convinto delle proprie possibilità: fosse per lui, non ascolterebbe nessuno, anzi seguirebbe soltanto l’istinto e l’indole personali.

Non è uno di quei cani che si adagia sulle coccole o sulle feste, ma sa dimostrare affetto e tenerezza a modo suo. I due termini che sicuramente lo descrivono al meglio sono lealtà e fedeltà! Sicuramente non è un cane particolarmente affettuoso, ma è un grandissimo amico su cui si può sempre contare!

Infatti, non tradirà mai la nostra fiducia o quella delle persone a cui vuole bene o a cui è affezionato! In sua presenza, dunque, possiamo stare tranquilli di essere perfettamente al sicuro. Si adatta all’ambiente familiare poiché è convinto di voler instaurare dei rapporti di amicizia duraturi e costanti. Tuttavia, rimane quasi sempre sulle sue, senza invadere la privacy di nessuno.

Ha bisogno dei suoi spazi, necessita dei suoi tempi e soprattutto deve assolutamente fare le sue passeggiate quotidiane lunghe e rilassanti. Insomma, se vogliamo il classico cane da compagnia, non dobbiamo scegliere un Akita Inu.

Fra l’altro, non si pone in modo troppo disponibile neanche nei confronti degli estranei. Verso coloro che non conosce risulta scostante e differente, a volte completamente distaccato. Questo perché è abituato a diffidare degli “estranei”, essendo vissuto in una realtà in cui un predatore (come un orso gigante) poteva sempre essere dietro l’angolo, pronto ad attaccare.

È ottimo per la difesa e per la guardia, ma quello che più conta è conquistare la sua fiducia con serio addestramento e un’educazione precoce, che possa aiutarlo a socializzare con tutti al meglio e in modo equilibrato.

A chi è adatto?

akita molto stanco

Dunque, possiamo concludere che l’Akita Inu non sia minimamente un cane adatto a tutti. Cosa ce lo fa pensare? Il suo atteggiamento diffidente e duro nei confronti della vita e delle interazioni sociali.

Il segreto per conquistare la sua fiducia e fare in modo che possa rispettarci, amarci e venire incontro alle regole di convivenza è andargli incontro con pazienza, delicatezza e amore, senza invadere troppo i suoi spazi.

È un cane ottimo per i rapporti con gli umani? Si può dire che dipende dall’educazione che riceve! Qualora si dovesse abituare fin da piccolino alla socializzazione, il tutto potrebbe essere più facile. Altrimenti, servirà molta esperienza e un bel po’ di polso!

Quali sono i componenti della famiglia con cui si trova meglio? I bambini sono adatti a lui? L’Akita Inu può tollerare la compagnia dei piccini, a patto che essi facciano parte del nucleo familiare ristretto a cui è abituato. Inoltre, loro non devono essere troppo esuberanti nei suoi confronti, altrimenti potrebbe stranirsi e cominciare ad essere sempre più scostante, fino ad ignorarli completamente.

Le persone anziane, invece, non sono ideali per la sua compagnia. L’Akita Inu ha bisogno di tanto movimento, perenne, costante, giornaliero: chi è avanti con l’età non ha, molto spesso, né il modo né la pazienza per poter gestire un carattere così dinamico e tosto.

Dunque, gli umani ottimi per la compagnia sono coloro che crescono insieme a lui fin dai suoi primi mesi di vita. Loro sono quelli che gli insegnano come si sta al mondo e come ci si relaziona con gli altri. Instaurare un rapporto di fedeltà e rispetto reciproco è il primo e unico passo per un’amicizia leale, duratura, continua e produttiva.

Addestramento dell’Akita Inu: come educarlo?

akita al guinzaglio

Finora, dunque, abbiamo capito le difficoltà che si possono riscontrare nel relazionarsi con un Akita Inu. Insomma, quale può essere una soluzione al “problema”? Come possiamo gestire al meglio il suo carattere?

Sicuramente, c’è un trucco fondamentale da tenere in considerazione: conquistare la sua fiducia fin dalla tenerissima età. Se si sceglie di adottare un esemplare di Akita Inu, è bene assicurarsi che lui sia ancora cucciolo e quasi ignaro del mondo.

Certo, la sua indole rimane comunque forte e indipendente, ma così sarà più facile educarla e farla crescere secondo qualche piccola regola di convivenza e di rispetto reciproco. L’Akita Inu, comunque, non è un cane semplice da addestrare.

Il suo carattere autoritario e autonomo lo fa sentire costantemente al centro dell’attenzione e in una posizione di dominio. Quello che bisogna fargli capire fin da subito, allora, è che non può sempre avere lui le redini del gioco!

È importante, infatti, che a volte siamo noi a farlo ragionare e a fargli capire che bisogna venirsi incontro per poter convivere al meglio. Per questo, solitamente si consigliano dei percorsi di addestramento ad hoc, fatti apposta per il suo temperamento determinato e forte.

Se non avessimo molta esperienza e se avessimo paura di non riuscire nell’impresa al meglio, potremmo considerare l’idea di rivolgerci ad un educatore cinofilo o ad un esperto in materia. Questa potrebbe essere un’ottima soluzione.

Avendo un’indole abbastanza ribelle, bisogna essere autorevoli abbastanza da fargli capire che alcune parole, come “no”, “basta”, “vieni qui”, “fermo” DEVONO necessariamente essere rispettate e seguite. Altrimenti, specialmente una volta cresciuto, sarà completamente fuori controllo.

Dobbiamo essere bravi, però, a bilanciare autorevolezza e pazienza! Va benissimo sgridarlo quando se lo merita (esattamente com’è giustissimo premiarlo quando fa quello che gli chiediamo), ma non dobbiamo MAI farlo in modo aggressivo o combattivo. Essendo molto orgoglioso, potremmo ottenere l’effetto contrario.

Dopo aver scoperto il sistema per andare incontro alle esigenze di tutti e dopo aver conquistato al meglio la sua fiducia, l’Akita Inu si rivelerà un cane dalle mille risorse: ottimo per la guardia, per la protezione, per la compagnia (a modo suo!) e per un’amicizia fedele e duratura.

Stato di salute

akita inu sguardo tenero

Come si è già sottolineato abbondantemente, l’Akita Inu è un cane molto resistente e robusto, che dunque gode di uno stato di salute forte e tosto. Il suo benessere generale, di solito, è abbastanza di ferro!

Questo, tuttavia, non significa che l’Akita sia un animale completamente immune a malattie o patologie varie. Data anche la stazza, ad esempio, potremmo facilmente presupporre alcuni problematiche molto comuni, come la stessa displasia dell’anca.

Inoltre, fra i vari problemi che possono compromettere la sua salute troviamo, molto frequentemente, delle intolleranze alimentari, che ci costringono a selezionare accuratamente la sua dieta e la sua alimentazione.

Essa, quindi, dovrà essere assolutamente scelta grazie al supporto del veterinario di fiducia. Lui, dopo un accurato check-up completo della salute dell’esemplare, valuterà per bene cosa fargli assumere.

Inoltre, essendo molto delicato di stomaco, soffre facilmente anche di problemi legati all’apparato digerente o alla salute stessa dello stomaco: la torsione gastrica, ad esempio, è una malattia molto comune.

Anche i suoi splendidi occhi a mandorla, che lo rendono un perfetto figlio del Giappone, sono molto sensibili: è particolarmente soggetto al glaucoma o alla lacrimazione molto frequente. È molto importante, allora, tenere sempre sotto controllo i suoi occhi così delicati, al fine di provvedere al meglio alla cura necessaria.

A questo, si aggiunge anche l’entropion, una problematica con cui solitamente si nasce, che consiste nell’alterazione della conformazione della palpebra. Essa, invece della sua forma normale, si sviluppa in modo anormale!

Diventa assai più grande del dovuto, fino quasi ad arrotolarsi su sé stessa e ripiegarsi verso l’interno dell’occhio. Tutto ciò, non solo provoca dolore e fastidio, ma può causare anche irritazioni o infezioni varie, andando a toccare direttamente la cornea, la parte forse più delicata dell’occhio.

Curiosità

hachiko giapponese

Una curiosità riguardo la razza dell’Akita Inu è legata ad una splendida rappresentazione cinematografica. Il regista Lasse Hallstöm nel 2009 diresse “Hachiko – Il tuo migliore amico“, un film in cui raccontò la vera storia di Hachikō, un Akita Inu famosissimo in tutto il Giappone.

Il film ebbe come protagonisti un meraviglioso Akita Inu, nei panni del vero Hachikō (nome del cane esistito realmente), e Richard Gere, interprete del Professor Parker Wilson. Romanzando un po’ la storia, Hallstöm rimase comunque molto fedele ai fatti davvero accaduti nel lontano 1924.

Ecco la vicenda: Hachikō era un Akita affezionatissimo al suo amato padroncino Parker, tanto da essere solito accompagnarlo alla stazione dei treni sia prima che dopo il lavoro.

Hachikō, fedele compagno di un’intera vita, trascorreva le sue giornate in giro per la città e nei pressi della stazione con un unico grande scopo: accogliere il suo amico umano di ritorno dal lavoro.

Il legame fra i due era davvero indissolubile, totalizzante, eterno: fra loro c’era la migliore amicizia che si potesse mai immaginare fra uomo e cane. L’idillio fu smontato un terribile giorno, quando Parker scomparse a causa di un malore improvviso, dal quale non riuscì a salvarsi.

Il cane, ignaro dell’accaduto avvenuto nell’orario di lavoro, restò in stazione in attesa del suo amico umano per giorni e giorni, finché non diede nell’occhio. Tutti i passanti e i commercianti che ormai conoscevano la sua storia si accorsero del suo disagio e della sua disperazione, nonché della sua immensa fedeltà.

Così, cercarono in qualche modo di fargli capire l’accaduto e di coccolarlo, dandogli tutte le migliori opportunità di vita che potesse meritare. Per i 10 anni successivi, comunque, Hachikō continuò a presentarsi in stazione, senza mai perdersi d’animo, sperando che Parker potesse tornare.

Tutto l’affetto degli altri, ovviamente, non sarebbe mai bastato a colmare quell’immenso vuoto lasciato dal suo amico. Hachikō morì l’8 marzo del 1935. La sua storia divenne così famosa in tutto il Giappone che, in segno di riconoscenza per lealtà e fedeltà dimostrate, si decise di erigere una statua in suo onore e di stabilire una giornata di lutto nazionale.

Hachikō, un cane senza eguali, non si è mai rassegnato alla morte del suo padrone: si portò dietro le ferite per il resto della sua vita.

Prezzo dell’Akita Inu

akita inu sdraiato a terra

Come tutti i cani di razza pura, anche l’Akita Inu ha un grande pregio. Questo significa che il suo costo non è di certo così moderato! Fra l’altro, nonostante sia un cane molto conosciuto, famoso e abbastanza richiesto, non è così diffuso come si potrebbe pensare.

Trovare un esemplare non è facile! È chiaro che questo elemento, legato anche alla sua storia leggendaria e all’aura di mistero e di eleganza che c’è attorno a lui, rendono l’Akita Inu molto prezioso e costoso.

Ovviamente, non c’è un prezzo valido universalmente per tutte le strutture che si occupano di selezionare, accoppiare e mandare avanti tale razza. Si può, però, dare un range indicativo entro il quale, almeno solitamente, ogni allevamento si aggira: il costo di un Akita Inu varia fra i 1500 e i 2500€ circa.

Chiaro è che tutto dipende anche da vari fattori, legati all’età dell’esemplare, alla presenza di eventuali malattie, a potenziali problemi o difetti fisici, etc. Comunque, essendo un cane così pregiato, di sicuro il suo prezzo non scenderà mai sotto un tot: non dobbiamo aspettarci economia!

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