Cani da ferma, quali sono? Le razze migliori e le loro caratteristiche

I cani da ferma eccellono nella caccia alla selvaggina da piuma: scopriamone le caratteristiche e le razze considerate migliori

cane che punta la preda

Il gruppo dei cani da ferma comprende quelle razze canine utilizzate per la caccia che non inseguono la preda, bensì la puntano segnalandola al padrone.

Questi cani sono celebri prima di tutto per il loro incredibile fiuto, che gli consente di scovare anche le prede più scaltre che riescono a far perdere le proprie tracce.

Sono anche cani dall’ottimo temperamento, ben predisposti verso l’addestramento e dotati di un’intelligenza tale da consentirgli di imparare in fretta i comandi.

Vi sarà certamente capitato di ammirare delle foto che ritraggono questi splendidi animali in una sorta di “posa plastica”.

Quando individuano la preda selvatica, i cani da ferma si immobilizzano assumendo una postura protesa in avanti con il corpo in tensione e una zampa anteriore sollevata.

Ecco che il cacciatore, in questo modo, capisce in che direzione deve muoversi affinché la battuta di caccia vada a buon fine.

Cani da ferma: classificazione FCI

Nella classificazione ufficiale della FCI, ovvero la Fédération Cynologique Internationale che riunisce associazioni di allevatori provenienti da 88 Paesi, i cani da ferma appartengono al Gruppo 7.

Cani da ferma, quali sono? Le razze migliori e le loro caratteristiche

Di questo gruppo se ne individuano, inoltre, tre sottogruppi suddivisi in base alla provenienza delle razze canine.

Abbiamo i cani da ferma continentali di provenienza italiana, i cani da ferma continentali di provenienza estera e, infine, i cani da ferma provenienti dal Regno Unito.

Consultando l’elenco del Gruppo 7 salta agli occhi il numero di queste razze canine, che sono più di trenta in totale.

Di fatto, però, non tutte vengono impiegate per la caccia e generalmente solo alcune di queste sono in voga tra gli appassionati.

I cani da ferma nello specifico sono impiegati nella caccia alla selvaggina da piuma, vale a dire di uccelli come quaglie, fagiani, starne, anatre ma anche per la caccia alle beccacce, oggi parecchio diffusa in Italia.

In casi più rari sono coinvolti anche nella caccia alla selvaggina da pelo come la lepre.

Una delle caratteristiche che rende le razze di cani da ferma tanto apprezzate nell’ambito dell’attività venatoria è il loro temperamento.

I cani da ferma non sono soltanto forti e resistenti fisicamente, oltre che intelligenti e reattivi, ma creano con il padrone un legame davvero speciale entrandovi quasi in simbiosi.

Il feeling tra cacciatore e cane è un elemento essenziale che determina, di fatto, la buona riuscita della battuta di caccia.

Pointer Inglese

Come si suol dire nomen omen: il nome del Pointer Inglese deriva dal verbo to point che significa “puntare”.

Il Pointer Inglese è considerato l’eccellenza dei cani da ferma, un cane dotato di intelligenza, fiuto, velocità e una incredibile resistenza anche sui terreni più impervi.

Questo cane è talmente celebre e performante da essere ancora oggi conteso tra gli allevatori di diverse nazionalità, che ne rivendicano la paternità.

Cani da ferma, quali sono? Le razze migliori e le loro caratteristiche

Gli allevatori italiani affermano che il Pointer Inglese discende dal Bracco Italiano, quelli spagnoli credono che sia giunto in Gran Bretagna nel Settecento dopo la guerra di successione spagnola.

Gli inglesi, dal canto loro, sostengono che la razza sia nata proprio nel Regno Unito e infine perfezionata nel Diciannovesimo secolo con degli incroci mirati.

Se le origini del Pointer Inglese restano avvolte nell’incertezza, d’altro canto è impossibile mettere in discussione le sue incredibili doti.

Gli esemplari di questa razza sono dei veri e propri “cecchini” e, una volta individuata la preda, non mollano il tiro neanche per un momento.

Hanno una naturale predisposizione alla caccia, alla punta delle prede e anche alla loro cattura, ma ciò non esclude che richiedano un addestramento mirato.

Il Pointer Inglese è un cane estremamente intelligente e reattivo ma occorre un percorso educativo che superi l’ostacolo della sua testardaggine.

Per la caccia occorre un cane che abbia un forte istinto predatorio ma allo stesso tempo deve essere un fedele compagno che segua ogni comando da parte del padrone.

Ma l’addestramento del Pointer Inglese è piuttosto semplice, soprattutto se il padrone si serve del rinforzo positivo.

Caratteristiche fisiche

Per quanto riguarda le caratteristiche fisiche, possiamo affermare che questo cane è davvero un gioiello tra i cani da ferma.

Il Pointer Inglese è di taglia media, ha un fisico muscoloso e robusto che gli dona resistenza ma al contempo gli consente di correre molto velocemente e agilmente.

Pesa in media tra i 20 e i 33 chilogrammi ed è ricoperto da un fitto mantello corto, liscio e ruvido che può essere totalmente bianco o nero, oppure bianco con sfumature nere o nero con sfumature bianche.

A questi colori più “classici” vanno aggiunte anche delle tonalità meno diffuse ma altrettanto splendide come il color limone o il color terra.

Setter Inglese

Il Setter Inglese non è solo una delle razze di cani da caccia più diffuse e conosciute nel mondo ma anche una delle più antiche.

La sua creazione si deve prima di tutto al conte di Leicester, Robert Dudley, che nel Cinquecento ne inizia l’allevamento.

Cani da ferma, quali sono? Le razze migliori e le loro caratteristiche

Tuttavia è nel Novecento che avviene la selezione vera e propria con incroci mirati al suo perfezionamento.

Il ricco ereditiere Sir Edward Laverack opera al fine di migliorare proprio la capacità venatoria del Setter Inglese, rendendolo un vero asso nello stanare le prede, anche le più difficili.

Il Setter Inglese ha dalla sua parte tanti pregi che lo rendono uno dei cani da ferma oggi più apprezzati dai cacciatori internazionali, non solo italiani ed europei.

È un cane dotato di un eccellente fiuto, molto intelligente e perspicace con una naturale propensione alla caccia.

In più è molto docile e affettuoso con il padrone, caratteristica indispensabile per la caccia in cui, come abbiamo detto in precedenza, il feeling tra i due è fondamentale.

Come se non bastasse il Setter Inglese è un cane facile da addestrare, molto più rispetto ad altri cani da caccia e da ferma.

L’unica “pecca” a detta di molti appassionati conoscitori della razza è che tende a essere un cane un po’ morboso con il padrone, talmente legato a esso da non riuscire a sostenerne la lontananza.

Caratteristiche fisiche

Il Setter Inglese è un cane di taglia media, meno massiccio rispetto al Pointer Inglese ma comunque forte e scattante in fase di punta.

Inconfondibile il suo muso allungato con il grande tartufo scuro, che gli dona un fiuto a dir poco infallibile.

Orecchie lunghe e pendenti lungo la testa e occhi scuri dallo sguardo dolcissimo: il Setter Inglese è un cane dall’aspetto davvero splendido.

Il mantello è di media lunghezza e il cane è ricoperto in tutto il corpo da un pelo molto setoso e fine che può essere bianco e nero oppure bianco e arancio, e ancora bianco e marrone e, in alcuni casi, tricolore.

Bracco Italiano

Il Bracco Italiano è una vera leggenda nel mondo canino, una razza dalle origini molto antiche che ancora oggi riscuote un grande successo.

Sebbene sia un cane più pesante e massiccio rispetto agli abituali cani da caccia, non perde mai un colpo né in velocità né nella punta della preda.

Sulla nascita della razza vi sono diverse teoria, una delle quali afferma che derivi dall’incrocio tra il cane da corsa egizio e vari tipi di molossi.

Cani da ferma, quali sono? Le razze migliori e le loro caratteristiche

Un’altra teoria sostiene, invece, che derivi dall’incrocio tra Mastino Asiatico e Segugio Italiano. Questa oggi è la più accreditata.

Quel che è certo è che il Bracco Italiano non solo era già diffuso in Magna Grecia ma è persino citato in opere di celebri autori come Dante Alighieri.

Nel Rinascimento conosce una fama senza precedenti tanto da diventare il cane prediletto dell’aristocrazia italiana.

Il Bracco Italiano, insomma, è a tutti gli effetti uno dei cani più celebri del mondo ma soprattutto una vera e propria macchina da caccia che eccelle anche negli ambienti più difficili.

Dotato di grande intelligenza, riconosce sin da subito l’autorità del padrone e impara in fretta tutti i comandi necessari per l’attività venatoria.

In più ha un temperamento docile e molto pacato e si dimostra ben disposto ai rapporti con gli esseri umani, non soltanto con chi appartiene alla famiglia.

Caratteristiche fisiche

Guardando le immagini del Bracco Italiano non si può che rimanere colpiti dal suo aspetto.

Nonostante sia un cane di medie dimensioni risulta massiccio, muscoloso e potente, specialmente quando lo si vede nell’atto di correre.

Probabilmente la parte del corpo che incuriosisce e fa innamorare tutti è la testa, con la mascella prominente e un grande tartufo di colore marrone (o rosato) contornati da lunghe orecchie pendenti.

Un esemplare di Bracco Italiano può raggiungere i 40 chilogrammi ma anche gli esemplari più corpulenti non perdono la classe, l’agilità e l’eleganza caratteristiche della razza.

Per quanto riguarda il mantello, infine, è a pelo corto e molto fitto. Lo standard ammette soltanto il bianco/arancio e il bianco punteggiato di marrone (roano marrone).

Spinone Italiano

Come il Bracco Italiano, anche lo Spinone Italiano è una delle razze di cani da ferma (e da caccia in generale) più antiche che esistano.

Un cane che fa la sua comparsa nell’antica Grecia e che arriva perfino a esser citato negli scritti latini di Seneca.

Cani da ferma, quali sono? Le razze migliori e le loro caratteristiche

Anche lo Spinone Italiano vive il suo momento di gloria nel Rinascimento, tanto da essere raffigurato persino nei dipinti delle grandi corti nobiliari del tempo.

Non ci volle molto tempo prima che la fama di questo incredibile cane si diffondesse anche al di fuori della nostra Penisola.

Dal Seicento in poi viene esportato in tutti i Paesi europei e, come il Bracco Italiano, diventa uno dei cani da caccia per antonomasia.

Oggi lo Spinone è un cane diffusissimo non solo in Italia ma anche nei Paesi Scandinavi e nel Regno Unito, dove viene impiegato principalmente per la caccia ma anche come cane da compagnia.

E, in effetti, gli esemplari della razza si contraddistinguono proprio per il loro temperamento: cani sempre affettuosi e docili, mai aggressivi e sempre attenti e vigili sulla famiglia.

In più sono cani intelligenti e perspicaci che legano moltissimo con il padrone, instaurando un rapporto di fiducia incondizionata.

Perciò risulta anche un cane parecchio facile da addestrare e che risponde alla perfezione al metodo del rinforzo positivo e delle ricompense.

Caratteristiche fisiche

Lo Spinone Italiano è un cane di taglia grande dal fisico massiccio e atletico, dotato di zampe forti e muscolose che lo rendono più resistente che veloce.

Sebbene non sia un campione di velocità, gli vanno riconosciute una resistenza e un’adattabilità fuori dal comune.

Perciò è in grado di cacciare praticamente ovunque e in qualsiasi condizione meteo.

Anche questo cane ha le orecchie lunghe e pendenti lungo la testa e un tartufo molto grande e prominente.

Il mantello è duro e ruvido al tatto, molto spesso e per questo funge da protezione sia nelle stagioni più calde che in quelle fredde.

Gli esemplari possono essere di colore bianco, bianco/arancio, bianco/marrone, roano e roano marrone.

Épagneul Breton

Ci spostiamo in Francia dove l’Épagneul Breton è una vera eccellenza tra i cani da ferma nonché uno dei più abili in circolazione.

La razza non è conosciutissima al di fuori del suo Paese d’origine ma ultimamente gli appassionati ne stanno riscoprendo doti e peculiarità.

Cani da ferma, quali sono? Le razze migliori e le loro caratteristiche

Si dice che discenda dall’antichissimo Agasse, cane che viveva al tempo dei Celti, ma la sua fama è piuttosto recente (metà Ottocento).

Il nome della razza lascia spazio a pochissimi dubbi: viene dall’espressione s’espaignir che in gergo vuol dire “coricarsi” o “mettersi a cuccia”.

E l’Épagneul Breton è celebre proprio per la sua tipica posa sdraiata che assume quando punta la preda e si prepara all’inseguimento.

I pregi di questo cane sono innumerevoli, è buono e docile, apprende i comandi facilmente e non si mostra mai contrariato nei confronti del padrone.

Anzi verso il suo umano di riferimento prova un amore incondizionato che si traduce in un rapporto basato sul rispetto e la fiducia reciproci.

Caratteristiche fisiche

L’Épagneul Breton è probabilmente il più piccolo tra i cani da ferma, un abile braccoide vispo e vigoroso, sempre pronto all’azione.

Ha un fisico solido ma nell’insieme armonioso, tanto da non risultare mai appesantito, con zampe massicce (le posteriori più lunghe delle anteriori).

Come ogni cane da caccia che si rispetti, anche l’Épagneul Breton ha un tartufo grande e ben sviluppato, con larghe narici che gli donano un olfatto a dir poco eccezionale.

Il mantello è dalla consistenza fine e leggermente ondulato, raso su testa e parte anteriore delle zampe e più lungo nel resto del corpo.

Anzi, nella parte posteriore delle zampe, sul torace e nella parte inferiore del corpo crea un effetto-frangia che conferisce al cane un aspetto molto elegante.

Gli esemplari non possono mai essere di un unico colore, lo standard parla chiaro. L’Épagneul Breton è bianco/arancio, bianco/nero o bianco/marrone con macchie irregolari.

Spesso è pezzato o roanato, altre volte è moschettato sulla canna nasale, sulle labbra e sugli arti con focature su naso, occhi, labbra e base della coda.