Riciclare il pelo del cane, quando e perché farlo: quello che c’è da sapere

Ebbene sì: è possibile riciclare il pelo del cane e farne un maglione, una sciarpa o ciò che più si preferisce. Ecco come farlo e perché

Riciclare il pelo del cane è possibile, per quanto possa risultare incredibile, non si tratta di una bufala. Il nostro amico a quattro zampe, ahinoi, perde tantissimo pelo e soprattutto quando lo spazzoliamo riusciamo a riunirlo in veri e propri ciuffi.

La quasi totalità dei padroni li buttano, ma invece si possono conservare e dare loro una seconda vita. Con il giusto metodo, è possibile creare una sorta di lana da usare come materia prima per creare indumenti. In questo modo, potremo dire di portare Fido sempre con noi, letteralmente.

Il detto “con tutto questo pelo potrei farci un materasso” può diventare realtà o quasi. L’importante è sapere come agire passo, passo: così da non dover vanificare tutti i nostri sforzi. Scopriamo insieme i dettagli.

Indice

Conservare il pelo del cane

Lana di cane, caratteristiche

Riciclare il pelo del cane, procedimento

Molte persone ci hanno chiesto anche

Conservare il pelo del cane

filare la lana di cane

Riciclare il pelo del cane non solo è possibile, ma anche utile. Con la lana che ne può venir fuori, infatti, si possono fare indumenti invernali davvero caldi e d’effetto. Nulla di nuovo: si tratta di una pratica che si chiama chiengora ed è di origini antichissime.

Infatti, migliaia di anni fa, alcune popolazioni del Circolo Polare Artico usavano il mantello del cane per riscaldarsi, viste le temperature particolarmente rigide e l’impossibilità di reperire altra lana con facilità.

Inoltre, pare proprio che la lana della nostra palla di pelo sia molto più calda di quella che si ricava dalla pecora (molto più diffusa e tradizionalmente usata per produrre gli indumenti invernali per noi bipedi, ma anche per i quadrupedi).

Lana di cane, caratteristiche

lana di cane lavorata a maglia

La cosiddetta lana di cane è piena di sorprese. Contrariamente a quanto si possa immaginare, infatti, è molto più soffice di quella d’angora e del costosissimo cachemire. Inoltre, è anallergica. La sostanza che provoca i sintomi tipici non è sul pelo, ma viene prodotta dalle ghiandole sebacee e si deposita sul pelo. Una volta rimosso, però, e opportunamente lavato non ha più nessun effetto collaterale.

Superato lo stupore iniziale, basta riflettere su quanto efficace sia la pelliccia per i cani da slitta: perché lo stesso ragionamento non dovrebbe valere per noi bipedi, e perché non dovremmo approfittare di tutto il pelo che rilascia Fido per ricavarne qualcosa di utile? A tal proposito, ecco le razze di cani nordici, che spesso resistono anche a -40°.

Le razze migliori

Se l’argomento ti sta interessando particolarmente, e vuoi cimentarti nel riciclare il pelo del cane, scopri se il tuo amico a quattro zampe può esserti utile al di là di tutto quello che fa per te in termini di vicinanza e affetto. Le razze più idonee sono:

  • Cane Lupo Cecoslovacco;
  • Pastore Tedesco;
  • Pechinese;
  • Alaskan Malamute;
  • Siberian Husky;
  • Samoiedo;
  • Golden Retriever;
  • Chow Chow;
  • Bovaro Bernese;
  • Collie.

In sostanza, serve che ci sia un sottopelo spesso almeno due centimetri (i peli esterni non possono essere filati). A grande sorpresa forse per alcuni cultori della razza pura, fra i mantelli che più si prestano alla trasformazione del pelo in lana di cane ci sono i nostri amatissimi incroci di razza che, oltre a essere molto forti fisicamente e con caratteri davvero docili (il più delle volte), hanno tante altre inaspettate risorse. A tal proposito, ecco un altro motivo (anche se non deve essere determinante) per adottare un meticcio.

Riciclare il pelo del cane, procedimento

gomitolo di lana di cane

Adesso è arrivato il momento di capire come si può riciclare il pelo del cane nella pratica. Raccogliamo il sottopelo durante la muta di Fido (in autunno e in primavera). Concentriamoci sulle ciocche che si formano naturalmente e si possono isolare facilmente. Mettiamolo in un sacchetto di carta fino a quando non ne abbiamo racimolato abbastanza (dai 200 ai 500 grammi per una sciarpa, dai 1300 ai 1500 per un maglione): tutto dipende da quanto grande deve essere l’indumento da lavorare a maglia. Dopodiché si procede con altri quattro passaggi:

  • lavatura;
  • cardatura;
  • filatura;
  • binatura (o avvolgitura).

Gli strumenti da utilizzare sono gli stessi che si usano per la lana tradizionale e online è possibile trovare diversi spunti per imparare. Se, invece, non ci si vuole cimentare praticamente, si può spedire il sacco a chi fa questo di professione. Basta cercare “lana di cane” sul web.

Molte persone ci hanno chiesto anche

cane fra coperte di lana

Dato che riciclare il pelo del cane non è certo una pratica molto diffusa, è naturale che sorgano delle domande in merito. Ecco quelle che sono più frequenti:

Lavorare il pelo del cane è un lavoro recente?

Come già accennato, si tratta di una pratica molto più frequente nell’antichità e in zone del mondo dove scaldarsi era questione di vita o di morte e reperire lana calda non facilissimo. Tuttavia, negli ultimi anni la lana di cane sta tornando in auge e ci sono alcune realtà che ne stanno facendo un vero e proprio lavoro. Senza dimenticare chi lavora a maglia per puro hobby. Al nord è più facile scoprire qualcuno che vuole riappropriarsi di vecchie tradizioni.

La lana di cane puzza?

Esattamente come gli altri animali da cui si può ricavare la lana, anche quella di cane in origine non è di certo profumata. Le pecore, per esempio, hanno un odore molto più forte di quello prodotto da Fido, soprattutto se si tratta di un esemplare abituato a vivere prevalentemente in casa e viene lavato con regolarità.

Non è necessario preoccuparsi, inoltre, perché la lavorazione a cui viene sottoposto il pelo del nostro amico a quattro zampe prevede che si lavi e si pulisca. Ciò di cui bisogna preoccuparsi, in definitiva, è di racimolare la giusta quantità.

Riclare il pelo del cane, a quanto si può vendere un indumento?

Le cifre sono variabili e, se si vuole vendere direttamente il pelo del cane, conviene rivolgersi direttamente a chi è interessato all’acquisto per avere fatta un’offerta. Il consiglio è di sentire due o tre produttori diversi e fare una valutazione. In generale, il prezzo di un gomitolo da 50 grammi va dai 12 ai 40 euro, a seconda della qualità. Tutto poi dipende dal fatto di lavorare la lana con le proprie mani o di affidarsi a qualcun altro che, ovviamente, si farà pagare anche la mano d’opera.

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