Infertilità nel cane maschio: tutto quello che bisogna sapere

Se vogliamo che il nostro Fido diventi padre e lasci degli eredi dobbiamo preoccuparci di un'eventuale infertilità nel cane maschio. I dettagli

cane a pelo lungo

L’infertilità nel cane maschio, in base ai singoli casi, può essere trattata o meno. Anche la prognosi dipende dall’entità del problema e dalla causa, ma andiamo per gradi.

Infertilità nel cane maschio: tutto quello che bisogna sapere

Le motivazioni che stanno alla base possono essere molteplici, classificabili, se così possiamo dire. E anche i sintomi possono variare. Ecco tutti i dettagli.

Le cause

Infertilità nel cane maschio: tutto quello che bisogna sapere

Le motivazioni che stanno alla base dell’infertilità nel cane maschio possono essere tante ed è bene suddividerle in:

  • Infettive o infiammatorie (localizzate o generiche);
  • Fisiche (disfunzioni anatomiche), che su dividono in congenite o acquisite;
  • Traumatiche;
  • Immuno-mediate (che incidono sulla produzione degli spermatozoi);
  • Chimiche;
  • Comportamentali;
  • Genetiche o cromosomiche;
  • Endocrine;
  • Neurologiche;
  • Tumorali;
  • Metaboliche.

L’infertilità può essere una costante della vita di Fido o sopraggiungere per cause esterne. Se dubitiamo che possa avere un problema simile portiamolo dallo specialista per gli accertamenti del caso.

I sintomi

Anche i sintomi variano a seconda della motivazione e della gravità. Tra i più frequenti troviamo:

  • Febbre;
  • Perdita di sangue dal pene;
  • Incapacità di eiaculare con dolore/disagio;
  • Gonfiore;
  • Algie ai testicoli;
  • Eiaculazione retrograda (lo sperma viene espulso nella vescica anziché nell’uretra);
  • Cambiamenti nella libido;
  • Rifiuto di riprodursi.

Il trattamento varia a seconda della causa sottostante, può essere farmacologico o chirurgico, e la prognosi è variabile da caso a caso.

La diagnosi

Infertilità nel cane maschio: tutto quello che bisogna sapere

Anche in questo caso, una anamnesi dettagliata da parte nostra è fondamentale. Il veterinario cercherà di escludere problemi legati a una cattiva gestione durante l’allevamento del nostro amico a quattro zampe.

Ulteriori test diagnostici sono di tipo fisico, riproduttivo ed endocrino (attraverso quest’ultimo si farà una valutazione ormonale). Gli ultrasuoni, poi, vengono utilizzati per identificare anomalie ed esaminare la ghiandola prostatica. Se l’infezione alla prostata è la causa, la palpazione può aiutare nella diagnosi, rivelando un ingrandimento e un eventuale dolore.

Se lo riterrà opportuno, lo specialista farà un esame della solidità genetica, in cui viene raccolto un campione di sperma e vengono valutati la conta e le caratteristiche. La prognosi dipende in gran parte dalla causa sottostante, alcuni casi hanno un recupero completo mentre altri non sono curabili in alcun modo.

La cura

Se a causare l’infertilità nel cane maschio è un’infezione, il veterinario prescriverà degli antibiotici, a volte anche a lungo termine. Nei casi più gravi, potrebbe consigliare l’asportazione della parte compromessa. Se, invece, la motivazione alla base è il sovrappeso, una dieta adeguata potrebbe essere sufficiente.

L’eiaculazione retrogradapuò essere trattata con dei farmaci; se Fido è stato a contatto con sostanze chimiche dannose, invece, basterà eliminarle definitivamente. Un eventuale squilibrio ormonale può essere trattato con degli integratori come la gonadotropina; ormoni tiroidei o altri. Gli antinfiammatori possono aiutare nelle cause neurologiche derivanti da problemi alla colonna vertebrale. L’inseminazione artificiale può essere un’alternativa alla riproduzione naturale.

La chirurgia e il recupero

Infertilità nel cane maschio: tutto quello che bisogna sapere

Se il disturbo è conseguenza di un tumore, la castrazione del testicolo è il rimedio più utilizzato; quello sano può continuare a produrre sperma a sufficienza. A tal proposito, potrebbe tornare utile saperne di più su come funziona la chemioterapia.

Il recupero e la gestione dipendono prevalentemente dalla causa. Se il problema è di natura chimica o comportamentale, la prognosi è ottima; mentre per disturbi di natura genetica non ci sono ancora trattamenti efficaci.