Come insegnare il no al cane, efficacemente

La socializzazione e l’addestramento sono tappe fondamentale nella vita di Fido e di chi lo adotta, ecco come insegnare il comando no al cane. I dettagli

Insegnare i comandi base come “seduto” e “giù” al nostro amico a quattro zampe è molto importante. È alla base di un addestramento completo. Non si tratta della fase più semplice da gestire, ma con il giusto atteggiamento ce la si può fare senza troppe difficoltà.

Fondamentale è che il nostro amico a quattro zampe sia ben predisposto e che lo siamo anche noi che lo educhiamo. Nulla deve provocare nervosismo o traumi. Non solo non otterremmo nulla, ma rischieremmo di danneggiare la psiche di Bau.

Un addestramento mirato, breve e divertente è la chiave di volta per raggiungere l’obiettivo, anche se si tratta di insegnare il no al cane o comandi più complessi e meno necessari. Il principio è sempre lo stesso.

Indice

Far capire il no al cane
Come far capire il no al cane, l’addestramento
Insegnare il no al cane con il rinforzo positivo
Molte persone ci hanno chiesto

Far capire il no al cane

insegnare il no al cane al guinzaglio

Insegnare il no al cane, o qualsiasi altro comando base, prevede delle linee guida che è importante non dimenticare. Gli ingredienti per impartite una corretta educazione al nostro fedele amico sono sempre gli stessi: pianificazione, pazienza, controllo.

Perché la sessione dia i suoi frutti infatti deve essere breve, e deve seguire una tabella di marcia precisa (ma modificabile a seconda della risposta del cane).

È necessario procedere per gradi, avere un clicker per cani e utilizzare il rinforzo positivo: si tratta di un premio per far sapere al nostro amico che siamo fieri dei risultati raggiunti. Ma procediamo per step by step.

Come far capire il no al cane: associare al comando un gesto

Il linguaggio del cane ha una forte componente non verbale, se la sfruttiamo – e anche noi la inseriamo all’interno della comunicazione con il nostro amico a quattro zampe – i risultati sono garantiti.

Per insegnare il comando no al cane, guardiamolo e associamo alla parola il gesto con il pugno chiuso e l’indice alzato. Non è un dettaglio di poco conto che capisca quale movimento corrisponda all’indicazione che gli si vuole dare. Non solo imparerà prima, ma in maniera più efficace.

La parola no

Come accennato, parola e gesto camminano di paripasso. Vale per questo insegnamento, ma anche se vogliamo insegnare al cane il comando stai. Se vediamo una risposta affermativa, se il nostro adorato Fido si dimostra obbediente, ricordiamoci di premiarlo con un premio.

Va bene una coccola o un bocconcino succulento. Ebbene, sì, addestrare il cane con gli snack si può, l’importante è non esagerare e tenere a mente che la sua dieta deve essere sempre sana ed equilibrata.

Fondamentale è non cambiare strategia in corso d’opera. Va bene rallentare i tempi, se vediamo il cane stressato, ma non facciamo nulla per confonderlo. Il gesto e la parola devono essere sempre gli stessi, l’associazione non deve mutare, altrimenti la riprova nell’addestramento del cane fallirà.

Insegnare il no al cane con un’alternativa

Per insegnare il no al cane, soprattutto se non si mostra naturalmente propositivo, è quella di offrirgli un’alternativa al divieto che gli stiamo imponendo. Se non deve masticare le pantofole, diamogli un giocattolo da mordere, così che possa assecondare il suo istinto su qualcosa adatto a lui. In questa maniera avrà una distrazione e imparerà più in fretta perché non si sentirà punito immotivatamente. A tal proposito, non si deve mai sgridare il cane.

Come far capire il no al cane, l’addestramento

insegnare il no al cane colpevole

Di base, l’addestramento segue sempre gli stessi principi, con qualche variazione a seconda del comando specifico e del grado di complessità. Possiamo farcene un’idea approfondendo i corsi di addestramento per cuccioli che, certamente, hanno un grado e una velocità di apprendimento maggiore rispetto a un esemplare adulto (già con un proprio vissuto e con esperienze che ne condizionano il carattere).

Come abbiamo già detto, il segreto è raggiungere degli obiettivi intermedi, non superare i 20 minuti ogni sessione e fare tutto all’insegna del relax e del divertimento. Al primo segnale di nervosismo sospendiamo e riprendiamo in un secondo momento:

  • Facciamo sedere il cane e posizioniamoci al suo stesso livello;
  • Alziamo il braccio con la mano chiusa e l’indice a vista e pronunciamo la parola “no”;
  • Se smette di fare quello che stava facendo, pressiamo il clicker per cane per fargli capire che siamo sulla strada giusta;
  • Ripetiamo il comando tutte le volte che la condizione lo richiede, fino a quando il processo non viene automatizzato.

Alcuni addestratori per cani scelgono un posto all’aria aperta, tranquillo e neutrale per i propri allenamenti. In questo caso, però, si tratta di un insegnamento che deve essere impartito nella vita di tutti i giorni e secondo necessità.

Insegnare il no al cane con il rinforzo positivo

insegnare il no al cane al parco

Per insegnare in no al cane, e qualsiasi altro comando, fondamentale è essere muniti di premio, una leccornia per rendere tutto più gustoso.

Concedere un rinforzo positivo al nostro amico a quattro zampe, sempre secondo una precisa ratio, fa sì che l’allenamento sia più divertente e stimolante. Il nostro adorato Fido farà tutto quello che gli chiediamo appena comprende che lo aspetta uno snack da leccarsi i baffi.

Molte persone ci hanno chiesto

insegnare il no al cane monello

Se non riusciamo a insegnare il no al cane, vuol dire che stiamo sbagliando approccio. Perché l’allenamento sia produttivo, è necessario porsi con un atteggiamento propositivo, non fare durare le sessioni troppo a lungo e non fare innervosire Fido.

Senza le giuste condizioni i risultati non arriveranno tanto facilmente: ne guadagneremo stress, sufficiente sia per noi che per lui, e frustrazione. Oltretutto i cani riconoscono le emozioni e di reagiscono di conseguenza.

Insegnare il no al cane, come si affrontano le difficoltà?

Se i tempi non sono quelli prestabiliti, come sempre, la risposta è la pazienza. Bisogna mostrarsi gentili e tranquilli, e spostare l’attenzione sul comando che vogliamo che il nostro amico a quattro zampe apprenda.

Di norma i movimenti lenti e un tono di voce basso aiutano. Se vediamo il nostro peloso nervoso e irrequieto, sospendiamo la lezione e rimandiamola a un momento migliore, più produttivo per entrambi. A tal proposito, ecco come parlare al cane per farlo sentire protetto e al sicuro.

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