Quanto vive un cane epilettico?

Un cane epilettico vive quanto un esemplare sano oppure no? Facciamo chiarezza su un argomento tanto importante (e preoccupante)

Poche cose sono terribili come guardare qualcuno a cui si vuole bene mentre ha una crisi epilettica per la prima volta, anche quando si tratta del nostro amico a quattro zampe.

Un’esperienza che colpisce nel profondo perché le convulsioni sembrano qualcosa di incontrollabile e mortale, anche se nella gran parte dei casi durano pochi minuti.

Ma pochi minuti possono sembrare un’eternità, lasciarci con un gran senso di vuoto e impotenza. Vi sorprenderà sapere quanto vive un cane epilettico: la risposta è meno “tragica” di quanto possiate pensare.

Indice

Aspettativa di vita di un cane epilettico

cane nero piccolo

Non è facile stare tranquilli di fronte a una diagnosi di epilessia, anche quando riguarda il nostro dolce amico a quattro zampe. Eppure un cane epilettico spesso vive proprio quanto un cane sano e la malattia si può gestire senza problemi, donandogli una vita completamente normale.

Buone notizie, dunque, per i padroncini preoccupati! Dal canto nostro dobbiamo assicurarci di affidare la cura di Fido a un bravo veterinario, ma anche di seguire il trattamento alla lettera, imparando a gestire le crisi epilettiche nel modo giusto. Tanto per fare un esempio semplicissimo, quando il cane ha una crisi dobbiamo assicurarci che lo spazio intorno a lui sia sicuro e che non vi siano oggetti appuntiti con cui potrebbe farsi male.

Poi dobbiamo considerare anche il fattore-tempo. Le crisi non sono tutte uguali e ciascun cane le vive in modo diverso. Generalmente non durano tantissimo, spesso sforano appena il minuto, ma se dovessero superare i cinque minuti allora la situazione si fa piuttosto seria e dobbiamo portare il cane dal veterinario. Il cane epilettico può vivere una vita normale, ma se le crisi si aggravano possono lasciare degli strascichi, come problemi respiratori o danni cerebrali.

Esistono delle terapie, o meglio dei farmaci che possono aiutarci a gestire le crisi del cane e tenerle a bada, da usare ovviamente soltanto sotto il controllo del veterinario. Si tratta di medicine molto forti e non possiamo prendere alla leggera la loro somministrazione!

Le fasi delle crisi epilettiche

cane sotto le coperte

Nel cane epilettico possiamo distinguere tre fasi diverse di queste crisi a cominciare dalla fase chiamata pre-ictale. In questa prima fase il cane ansima, emette degli strani suoni con la voce, in genere iniziano anche a camminare e agitarsi. Non è una fase ben visibile perché si può verificare durante la notte, mentre il cane dorme.

La seconda fase è quella che ci spaventa, quella cioè della vera e propria crisi convulsiva: il corpo del cane si irrigidisce. Non dura tantissimo – dai 30 ai 120 secondi – ma in questo brevissimo lasso di tempo il cane potrebbe perdere il controllo di intestino e vescica e non è cosciente.

La terza e ultima fase è quella post-ictale, che questa volta invece può durare pochi secondi come addirittura intere ore. In quest’ultima fase delle convulsioni il cane può ansimare, emettere suoni, essere disorientato e, nel suo stato di agitazione, avere una perdita progressiva della vista.

Sintomi di epilessia nel cane

cane bianco e marrone

Come abbiamo detto prima, ci sono crisi e crisi. Quanto vive un cane epilettico dipende anche dal tipo di crisi che lo colpisce, dalla loro durata e, naturalmente, dalla nostra capacità di gestirle. L’epilessia nel cane, proprio come in noi esseri umani, si manifesta con dei sintomi ben precisi, con quelle cosiddette crisi generalizzate che possono compromettere l’intero cervello, provocando spasmi, scatti e contrazioni.

Le crisi parziali e focali sono quelle che tendono a colpire solo piccole parti cerebrali, quindi ad esempio interessano solo un arto o un lato del corpo, ma possono peggiorare e trasformarsi nella forma più grave. Sono le convulsioni più difficili da diagnosticare e richiedono l’intervento di un bravo veterinario, oltre che un ottimo spirito di osservazione da parte nostra.

Le conseguenze? Considerato che possono durare da pochi secondi a pochi minuti, queste crisi generano un’anomala attività elettrica nel cervello, quindi causano sintomi come tremore degli arti e perfino la perdita di coscienza. E poi ci sono anche le convulsioni psicomotorie, che possono indurre Fido ad attaccare un oggetto immaginario. Diciamo pure che apparentemente sembra che il cane si trovi in uno stato allucinatorio.

Ecco in linea generale i sintomi che dovremmo tenere in considerazione:

  • Pianti e lamenti continui;
  • Masticazione incontrollata;
  • Affanno e difficoltà respiratorie;
  • Salivazione eccessiva;
  • Letargia;
  • Rigidità muscolare;
  • Ansia e stress;
  • Stato confusionale.

Spesso i sintomi non compaiono subito e non è proprio semplice capire quando il cane sta avendo una crisi epilettica. Ma se li osserviamo, anche solo uno o un paio di essi, dobbiamo portarlo dal veterinario il prima possibile. La tempestività in questi casi è davvero importante!

Cause delle convulsioni

cane disteso sulle foglie

Quanto vive un cane epilettico spesso è strettamente correlato alla causa scatenante delle crisi. Come diciamo sempre, i sintomi di un qualsiasi disturbo o malattia possono variare ma solo se risaliamo all’origine del problema possiamo intervenire e risolverlo, riportando la situazione alla normalità. Di fatto l’epilessia in sé corrisponde a una serie di manifestazioni sintomatiche che possono dipendere da vari fattori scatenanti.

Il cane può essere epilettico per via di deformità cerebrali oppure in seguito a un brutto trauma, principalmente che colpisce la testa e il cervello. O ancora l’epilessia può essere conseguenza dell’esposizione a tossine, sostanze di vario tipo che includono persino antipulci di bassa qualità. Anche condizioni come l’insufficienza epatica o l’insufficienza renale possono scatenare crisi convulsive, così come encefalite, meningite e tumori cerebrali.

Molti cani, però, sono soggetti alle convulsioni già da giovani, tra i 2 e i 6 anni per via della vera e propria epilessia che, di fatto, è un disturbo a sé. Il cervello funziona grazie a cellule che comunicano tra loro mediante impulsi elettrici: ebbene, l’epilessia è una condizione di sovraccarico di questi impulsi. È come se le cellule impazzissero e cominciassero a comunicare senza controllo. Si verifica una vera e propria reazione a catena, una sorta di “tempesta elettrica”.

Volendo approfondire ulteriormente l’argomento per fare chiarezza, possiamo distinguere tre diversi tipi di epilessia, non tanto in base ai sintomi piuttosto guardando proprio alle cause scatenanti.

Epilessia idiopatica o primaria

cane pastore tedesco

Quando si parla di epilessia idiopatica o primaria, spesso si tende a fare un po’ di confusione. In medicina il termine “idiopatico” fa riferimento a malattie dalla causa sconosciuta, ma per l’epilessia il discorso cambia. L’epilessia idiopatica tecnicamente è quella genetica, o meglio quella che viene trasmessa dai genitori. Non dipende da problemi metabolici né da traumi o danni cerebrali, piuttosto da un fattore genetico che impedisce ai neuroni di funzionare normalmente.

Epilessia secondaria

cagnolino anziano

L’epilessia secondaria, invece, dipende da una vera e propria alterazione della struttura cerebrale. Significa, quindi, che il cane ha una malattia o un disturbo che causano le crisi epilettiche, talvolta danni cerebrali causati da problemi metabolici o tossicosi. Quindi si tratta di un tipo di epilessia che può avere cause “secondarie”, appunto, e non necessariamente problemi al sistema nervoso o al cervello.

Epilessia criptogenica

chihuahua marrone

L’ultimo tipo di epilessia è quella criptogenica, termine difficile ma che in realtà ha un significato molto più semplice di quanto si pensi. In questo caso l’epilessia e le crisi che la accompagnano non hanno delle cause precise e il veterinario non può diagnosticarle quando il cane è ancora in vita. Va da sé che si tratta del tipo più problematico, proprio perché non conoscendo la causa scatenante diventa complicato agire con una terapia mirata per migliorare le condizioni di vita del cane.

Razze canine predisposte

pastore tedesco a pelo lungo

Come abbiamo visto, l’epilessia idiopatica dipende da cause genetiche. Tecnicamente i genitori trasmettono a Fido un gene che provoca un’alterazione del funzionamento del cervello ed è per questo che il quattro zampe manifesta le tipiche crisi convulsive. Secondo alcuni studi, però, la genetica influenza l’epilessia anche in merito alla razza canina. Ce ne sono alcune che risultano maggiormente predisposte a questo tipo di malattia come il Border Terrier e il Pastore Tedesco.

Il fattore-razza può influenzare l’aspettativa di vita del cane, quanto vive un cane può dipendere anche dal suo corredo genetico e questo determina anche se sarà epilettico oppure no. Niente di preciso e matematico al cento per cento, ma può esserci d’aiuto conoscere questa predisposizione genetica prima di affrontare l’adozione di un quattro zampe di razza.

Un cane con le crisi epilettiche può morire?

cane tricolore

Un cane epilettico può vivere quanto un esemplare sano e no, l’epilessia non è mortale in sé. Tutto quel che dobbiamo fare è imparare a gestire una crisi nel migliore dei modi, per il bene del nostro amato Fido. La mortalità dell’epilessia in sé non esiste, ma è ovvio che possa dipendere da un disturbo o una malattia sottostante, quello che insomma l’ha scatenata. Per questo è fondamentale che il cane sia seguito da un bravo veterinario, che sappia fare la corretta diagnosi e procedere con il trattamento adeguato.

Fido può convivere con l’epilessia, siamo noi a doverci preparare a questa eventualità. Durante una crisi dobbiamo restare calmi ma soprattutto preparare lo spazio domestico in modo adeguato. Vale a dire togliere tutti gli oggetti che potrebbero ferirlo, coprire spigoli e parti appuntite, o anche tenerlo lontano dalle scale. Altra cosa importante: Fido non si strozzerà con la lingua, come invece può accadere a noi esseri umani. Quindi evitate di mettere le mani nella bocca del cane mentre ha una crisi epilettica.

Gestire un attacco non è difficile, piuttosto è frustrante e preoccupante. Ma se restiamo calmi e lucidi possiamo essere gli angeli custodi del nostro amico a quattro zampe: cronometriamo le crisi, rendiamo la stanza fresca e ventilata, bagniamo le zampine di Fido con dell’acqua fresca. E soprattutto facciamogli sentire tutto il nostro amore, rivolgendogli parole dolci e calmanti.

Cosa fare durante le convulsioni

accarezzare il cane

C’è una stranezza psicologica tutta umana che si chiama distorsione soggettiva del tempo. Che vuol dire? Significa che quando noi bipedi affrontiamo una situazione di fortissimo stress, di grande paura e di apprensione sembra che il tempo si fermi e anche solo un minuto dura un’eternità. Ma è tutto nella nostra mente, in realtà quel minuto è esattamente quel che è: 60 secondi.

Perché diciamo questo? Semplicemente perché la vista di un cane che ha una crisi epilettica è proprio uno di quei casi tipici in cui sembra che il tempo si dilati a dismisura. Ci preoccupiamo, diventiamo ansiosi e il cuore sale fino in gola. Proprio per questo dobbiamo stare tranquilli e tenerci pronti: l’epilessia non ha un timer e le crisi possono arrivare in qualsiasi momento. Non possiamo di certo andare nel panico!

Le crisi mediamente durano un paio di minuti, quindi non c’è tempo per andare dal veterinario né per metterci al telefono a discutere con lui. Dobbiamo agire e con questo intendiamo effettuare poche e semplici mosse. Quando il cane inizia a tremare e non si regge in piedi, portiamolo delicatamente sulla sua cuccia o comunque su una superficie morbida su cui farlo distendere. Cerchiamo di stare al centro della stanza, evitando muri e pareti ma anche mobili, che possono essere pericolosi se Fido vi sbatte la testa.

Dopo una crisi convulsiva il cane appare disorientato e tanto stanco, perciò dobbiamo dargli modo e tempo di riposare per riprendersi del tutto.

Diagnosi e trattamento

cane marrone e nero

Abbiamo visto che gli episodi di epilessia più comuni sono brevi, accadono di notte e spesso nemmeno ce ne accorgiamo. Ma quando le crisi diventano frequenti e più lunghe, dobbiamo assolutamente portare il cane dal veterinario per effettuare tutti gli esami del caso. Dobbiamo capire qual è la causa dell’epilessia nel nostro cane e correre immediatamente ai ripari.

In genere si effettua un controllo neurologico con emocromo completo, esami delle feci e delle urine, ma anche un controllo addominale e cardiaco. Tornano utili TAC e risonanza magnetica. Può accadere che tutti gli esami risultino negativi in cani molto giovani, e a quel punto che si fa? Probabilmente si tratta di epilessia idiopatica, quella che ha cause genetiche.

Quando il medico ha la diagnosi in mano, può procedere con il trattamento più adeguato. Di solito prescrive al cane epilettico dei farmaci anticonvulsivanti, che ci aiutano a tenere sotto controllo gli attacchi, specialmente quando sono molto frequenti. Ma la terapia non è così semplice e dipende sempre dalla causa che ha scatenato le crisi. Se Fido ha una malattia che provoca epilessia, il veterinario deve curarlo con farmaci specifici per quel disturbo.

Non esiste una terapia universale per il cane epilettico e quanto vive (ma soprattutto come vive) dipende dal caso specifico. Purtroppo un inconveniente dell’epilessia è che spesso il cane è costretto a continuare la terapia per tutta la vita. Poco male se pensiamo che comunque potrà vivere felice e tranquillo, senza alcuna conseguenza!

L’epilessia è una patologia imprevedibile e fastidiosa, non sempre facile da curare. Tuttavia è possibile, attraverso la stretta collaborazione tra veterinario e padroncino, garantire al cane una buona qualità della vita!

Quando iniziare il trattamento per l’epilessia

carlino in piedi

Data l’imprevedibilità di questa malattia, non è semplice nemmeno stabilire quale deve essere la data di inizio per il trattamento. In genere se il cane ha avuto un solo episodio o ne ha avuti un paio, molto sporadici, non occorre cominciare subito a dargli farmaci anticonvulsivi. Il problema nasce quando le crisi diventano frequenti e sempre più durature, caso in cui occorre l’intervento del veterinario e la prescrizione di farmaci specifici. Il trattamento non è una cura in senso stretto, ma un modo per evitare che gli episodi aumentino e diventino sempre più gravi.

In linea generale il trattamento per l’epilessia dovrebbe iniziare quando il veterinario diagnostica una lesione strutturale al cervello o quando il cane ha già patologie pregresse di questo tipo. Può iniziare anche quando le crisi epilettiche durano più di cinque minuti e quando diventano frequenti, con una media di 3 o più crisi epilettiche in 24 ore. Altro campanello d’allarme è la fase di recupero: se dopo la crisi il cane non riesce a riprendersi velocemente e resta debole e abbattuto, dobbiamo correre immediatamente dal veterinario.

Farmaci contro l’epilessia

chihuahua a pelo lungo

Quanto vive un cane epilettico è un valore più che positivo, come abbiamo visto. E se così è, lo dobbiamo anche ai farmaci antiepilettici che i veterinari usano per il trattamento di questa particolare e insidiosa malattia. I farmaci non sono “miracolosi” e non eliminano l’epilessia in sé, piuttosto ci permettono di bloccare le crisi e renderle sempre meno durature e frequenti, fino alla loro quasi totale scomparsa.

Ma attenzione a questo tipo di farmaci: sono molto potenti e vanno utilizzati con estrema cura e precisione. Dosi elevate potrebbero avere effetti collaterali molto gravi sui quattro zampe, senza dimenticare poi che dopo un lungo trattamento non è detto che le crisi scompaiano. Di volta in volta dobbiamo sottoporre Fido al controllo del veterinario per aggiustare dosi e posologia. Se il cane continua ad avere attacchi anche dopo l’inizio del trattamento, è prevedibile e anche normale: ciò non significa che il farmaco sta funzionando. Ma se le crisi si verificano con una frequenza davvero elevata o durano a lungo e il recupero del cane è lento, potrebbe essere il momento di rivalutare la diagnosi, il piano di trattamento o anche entrambi.

Possibili effetti collaterali

cane che dorme

A seconda del farmaco che viene somministrato, molto spesso all’inizio del trattamento è comune l’incidenza di lievi effetti collaterali. Tra questi potrebbero esserci l’aumento della sete o dell’orinazione (Fido fa più pipì del solito). Può anche accadere che al cane aumenti tanto l’appetito e che sembri sempre affamato, come se non gli dessimo da mangiare! E poi c’è anche il caso in cui il quattro zampe diventa piuttosto traballante e ha difficoltà anche solo a stare dritto tenendosi in equilibrio.

Per fortuna la stragrande maggioranza dei cani sperimenta solo lievi effetti collaterali, che scompaiono rapidamente una volta che il corpo si abitua al farmaco. Se sono necessarie alte dosi di farmaci per controllare l’epilessia, il rischio di effetti collaterali aumenta leggermente. In particolare alcuni farmaci possono influenzare la funzionalità epatica causando danni al fegato, motivo per cui è importante fare gli esami del sangue per verificare che il livello di farmaco nel sangue sia adeguato e che non vi siano altri valori alterati.

C’è un’altra cosa molto importante che dobbiamo tenere a mente: smettere di somministrare il farmaco al cane o anche solo saltare un paio di dosi può effettivamente far precipitare la situazione e provocare nuovamente le convulsioni. La coerenza è importante e dobbiamo mettere tutta l’attenzione possibile quando ci prendiamo cura del nostro dolce amico a quattro zampe.

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