San Bernardo: comportamento, cure, alimentazione e tutto ciò che bisogna sapere

Sei proprio sicuro di conoscere tutto sul San Bernardo? Se hai intenzione di adottarne uno, questa piccola guida fa proprio al caso tuo!

In molte parti del mondo lo chiamano “cane santo”, per alti è semplicemente “Barry”. Noi lo conosciamo come San Bernardo, un adorabile e grande cane dai modi gentili, sempre giocoso e amichevole e molto forte e determinato quando occorre.

Un cane del genere porta in famiglia un valore aggiunto, ma non dimentichiamo che adottare un quattro zampe è prima di tutto una responsabilità. Prima di farlo, dobbiamo sempre informarci sulle caratteristiche della razza e le sue esigenze specifiche.

Prendere consapevolezza di tutto questo è fondamentale per consentire a un cane come il San Bernardo di vivere felice. Questa piccola guida vi aiuterà a scoprire questo meraviglioso quattro zampe, dalle sue origini fino a quanta pappa deve mangiare!

Indice

Un po’ di storia

cani san bernardo nel bosco

Molto prima che Beethoven (quello del film) diventasse celebre sul grande schermo, il San Bernardo era famoso per un motivo completamente diverso: salvare vite. Dall’inizio del 18esimo secolo i monaci che vivevano nel nevoso e pericoloso Passo del San Bernardo, situato sulle Alpi tra l’Italia e la Svizzera, usavano questi cani come aiuto nelle loro missioni di salvataggio dopo le tempeste di neve

Nell’arco di quasi 200 anni, circa duemila persone furono salvate grazie all’incredibile senso dell’orientamento e alla resistenza al freddo di questo cane-eroe. Da allora, dopo molti incroci, il San Bernardo è diventato il meraviglioso cane domestico che conosciamo oggi.

Il monaco Bernardo di Menthon

La storia del cane San Bernardo si lega a un luogo particolare: il Gran San Bernardo, un percorso di quasi 80 km che si trova nelle Alpi occidentali a poco più di 2 km sopra il livello del mare. Parliamo di un posto molto pericoloso che resta senza neve soltanto per un paio di mesi all’anno. Potete immaginare, quindi, quanto fosse difficile per i viaggiatori attraversarlo (e lo è tutt’ora).

Per aiutare gli escursionisti in difficoltà, il monaco agostiniano Bernardo di Menthon qui fondò un ospizio e un monastero intorno all’anno 1050. Da quel momento i monaci dell’Ospizio fecero davvero tanto per viaggiatori, dispersi e viandanti e si fecero aiutare da alcuni grossi cani.

Si trattava proprio dei San Bernardo, o meglio dei loro antenati. Erano cani che discendevano da alcuni mastini asiatici portati in Europa dagli Antichi Romani e che fino ad allora vennero impiegati come cani da guardia e da compagnia. Questi cani non erano proprio identici al San Bernardo che conosciamo oggi: erano più piccoli, avevano il mantello più corto e una coda più lunga.

Tra il Seicento e il Settecento alcuni servi chiamati marroniers avevano il compito di accompagnare le persone tra l’ospizio e Bourg-Saint-Pierre, comune del versante svizzero. Poi divenne un’abitudine che i marroniers avessero al loro fianco questi cani mastini, che avevano una grandissima capacità di ritrovare le persone sepolte anche sotto la neve più profonda. Così iniziarono ad addestrarli per inviarli da soli o anche in gruppo a cercare i viaggiatori smarriti o feriti.

Barry, un cane diventato eroe nazionale

Questi antenati del San Bernardo furono a tutti gli effetti i primi cani da salvataggio sulla neve della storia. Erano dei quattro zampe davvero speciali perché non solo riuscivano a fiutare i feriti e i dispersi grazie al loro olfatto, ma si sdraiavano su di essi per tenerli al caldo, evitando che morissero.

E poi erano dei cani incredibilmente intelligenti, al punto che perfino Napoleone decise di servirsene per accompagnare in una spedizione sulle Alpi i suoi 250mila soldati. E durante quella missione tutti gli uomini sopravvissero grazie ai San Bernardo.

Ci sono tante leggende su questo splendido e particolare cane, come quella delle botti di liquore legate al collo che servivano per riscaldare i viandanti (cosa in realtà mai documentata). Ma tra una storia e l’altra ne esistono alcune più che reali, come quella di Barry der Menschenretter. No, non si tratta di una persona ma di un cane che salvò la vita a decine di persone nell’Ottocento, al punto da diventare un eroe nazionale in Svizzera.

Proprio in quel periodo il cane San Bernardo rischiò di estinguersi. Tra il 1816 e il 1818 le tempeste di neve al Passo del San Bernardo furono particolarmente violente e molti cani morirono tra le valanghe durante i lavori di soccorso. Per fortuna alcuni esemplari rimasero in vita e due anni dopo alcuni allevatori ripristinarono la razza.

Storia più recente

Ma come fecero i monaci a salvare il cane San Bernardo? Molto semplicemente cominciarono un’opera di selezione che prevedeva incroci con altri cani, come il Terranova. Volevano provare a rendere il mantello più lungo e resistente al freddo ma purtroppo questa idea gli si ritorse contro. Gli incroci non avevano la stessa capacità di salvataggio dei loro predecessori, così decisero di donarli ai cittadini che abitavano le valli svizzere.

Questo portò a una lunghissima serie di allevamenti più o meno sensati, come ad esempio gli incroci con i mastini inglesi, quelli che hanno conferito al San Bernardo l’aspetto attuale. Alla fine dell’Ottocento, poi, Heinrich Schumacher portò questi cani in Inghilterra, Russia e Stati Uniti, dove in breve tempo divennero celebri.

E il riconoscimento ufficiale della razza? A lungo questo cane non ebbe neanche un nome ben preciso. C’era chi lo chiamava Cane dell’Ospizio, chi invece lo chiamava semplicemente Cane da Montagna, altri lo chiamavano Mastino di San Bernardo o delle Alpi e persino Cane Barry, in onore dell’eroe nazionale svizzero. Alla fine il Kennel Club della Svizzera diede il riconoscimento ufficiale e la razza da quel momento si chiamò semplicemente San Bernardo.

La Fondazione Barry

Fino al settembre 2004, 18 cani San Bernardo appartenevano ancora all’Ospizio. Poi nel 2005 fu fondata la Fondazione Barry che ha rilevato il canile dei monaci e oggi è a tutti gli effetti proprietaria del più antico allevamento al mondo del cane San Bernardo.

Oggi il canile della Fondazione Barry (Barryland) si trova a Martingy, un villaggio ai piedi del Passo del Gran San Bernardo, e giorno dopo giorno si occupa di preservare questi meravigliosi cani, discendenti dai San Bernardo originali.

Aspetto e caratteristiche

san bernardo tra i fiori

Impossibile non conoscere il cane San Bernardo! Un gigantesco concentrato di morbidezza e tenerezza a cui difficilmente si può resistere. Quando scegliamo di adottare un quattro zampe dobbiamo informarci su ciò di cui ha bisogno (ovviamente), ma non dobbiamo neanche dimenticare di fare la domanda essenziale: come diventerà da grande?

Il San Bernardo è un cane di taglia grande, massiccio e muscoloso. Perciò prima di portarlo in casa pensateci bene e cercate di capire se sarete in grado di dargli l’ambiente di cui ha bisogno e di rispondere alle sue esigenze. Premesso ciò, sappiate che i cuccioli pesano mediamente tra i 500 e gli 800 grammi alla nascita e nei primi tre anni di vita si sviluppano del tutto, raggiungendo un’altezza di circa 80 cm. Le femmine sono leggermente più piccole rispetto ai maschi, ma la differenza è minima: il San Bernardo in media raggiunge anche i 90 kg.

Testa e muso

Il San Bernardo ha un muso che ricorda a tutti gli effetti quello dei mastini, con il cranio massiccio e imponente e una grossa bocca con il tartufo grande e leggermente schiacciato. Ha occhi grandi e scuri, ben distanziati tra loro e con un’espressione tranquilla e amichevole, mentre le orecchie sono triangolari e arrotondate, penzolanti in avanti.

In generale il San Bernardo ha un aspetto equilibrato, nonostante la mole imponente. È un cane forte e vigoroso, ma allo stesso tempo non è sgraziato né troppo appesantito. Insomma, è proprio un quattro zampe meraviglioso!

Mantello

Come abbiamo visto nei cenni storici, inizialmente il San Bernardo era un cane a pelo corto e furono i monaci nell’Ottocento a iniziare degli incroci per allungarne il mantello. È per via di questa attività di selezione che oggi esistono due diverse varianti di San Bernardo: quello a pelo lungo e quello a pelo corto. La razza ovviamente è sempre la stessa e anzi, come vi confermeranno gli allevatori più esperti, le due varianti vanno periodicamente incrociate tra loro (ogni tre generazioni) per preservarne le caratteristiche essenziali.

Il San Bernardo a pelo lungo ovviamente è un cane un po’ più impegnativo rispetto a quello a pelo corto. Entrambe le varianti fanno la muta due volte l’anno, in primavera e in autunno, e perdono molto pelo per adeguarsi al cambio stagione. I colori standard del mantello sono bianco e rosso, ma mai monocolore o senza il caratteristico bianco su petto, zampe, punta della coda, naso, fronte e una chiazza sulla luna.

Carattere e temperamento del San Bernardo

sguardo dolce del cane

Il San Bernardo è un cane buono e questa è una certezza. Anche se all’apparenza è un grande e imponente quattro zampe, dal suo sguardo traspaiono una dolcezza e una gentilezza fuori dal comune. È un cane che in maniera del tutto naturale è propenso ad essere amico di tutti, ma attenzione però: non dimenticate che ha una naturale vena territoriale che lo spinge a proteggere il territorio e la famiglia.

Quando è necessario si dimostra un ottimo cane da guardia, specialmente se ha a che fare con persone che mostrano paura nei suoi confronti. La reazione istintiva di protezione a quel punto è naturale ma quel che può fare al massimo è abbaiare per cercare di scacciare il “pericolo”. E un San Bernardo che abbaia si fa sentire, eccome!

Un cane come il San Bernardo non ha problemi a relazionarsi con le persone, anche con chi non appartiene strettamente al suo nucleo familiare. Ovviamente sta a noi introdurlo alle nuove presenze in modo appropriato, ma sappiate che non si tirerà indietro per coccole e carezze con la gente di cui si fida.

San Bernardo e bambini

Sapevate che il San Bernardo viene chiamato cane-baby sitter? Ebbene sì, questo dolcissimo quattro zampe ha una particolare predilezione per i bambini e li tratta come se fossero suoi cuccioli. Li tiene d’occhio affinché non si facciano male, è un ottimo compagno di giochi e soprattutto le femmine mostrano una cura quasi commovente nei loro riguardi, cercando persino di non fargli male con il proprio peso.

Tutto ciò idealmente vale per tutti i San Bernardo, ma ricordate sempre che i bambini devono comportarsi bene con i propri cani. Non possiamo lasciare che li trattino come peluche o giocattoli e dobbiamo educarli al meglio, insegnandogli che non bisogna abusare della loro pazienza. Per quanto un San Bernardo possa essere calmo e tranquillo, è logico che non si debba superare il limite.

Il San Bernardo può vivere in appartamento?

san bernardo in giardino

Bella domanda che – ammettetelo – vi è venuta in mente almeno una volta. Essendo il San Bernardo un cane tanto grande e imponente, può vivere in casa insieme alla sua famiglia? La risposta vi sorprenderà: in realtà, a dispetto delle sue fattezze, il San Bernardo può vivere dentro una casa, anche un appartamento.

Si tratta di un cane tranquillo che non sta molto in attività durante la giornata quindi sì, assicurandogli i giusti spazi può vivere in casa. Naturalmente ciò non vuol dire che non abbia bisogno di stare all’aria aperta e di fare movimento!

In casa il problema potrebbe nascere per un altro motivo: è un cane che sbava! Lo fa generalmente meno di altre razze canine, però non prendete questo dettaglio sotto gamba qualora decideste di adottare un San Bernardo. Se fa molto caldo o se è eccitato, anche quando mangia la pappa tende a sbavare parecchio.

La casa ideale

Allora dove dovrebbe vivere un San Bernardo per stare bene? Questo cane vive bene in casa con la propria famiglia ma l’ideale sarebbe avere a disposizione un giardino o un cortile abbastanza spaziosi da consentirgli di passeggiare e giocare. Ricordate che il San Bernardo è un cane grande e maestoso e non dobbiamo mai lasciarlo libero, senza guinzaglio o fuori dal recinto. Assicuratevi che il giardino sia messo in sicurezza, per il suo bene ma anche per quello degli altri.

Ci sono padroncini che scelgono di far vivere il proprio San Bernardo all’aperto, quindi non dentro casa. Non allarmatevi perché non è una decisione così sbagliata. I cani San Bernardo sono abituati alle temperature molto rigide, quindi l’inverno per loro non è un problema. Dovete stare attenti piuttosto in estate, quando fa molto caldo e le alte temperature potrebbero farlo stare male. Per il resto basta assicurargli una cuccia da esterni comoda e spaziosa che sia calda in inverno e fresca in estate (meglio se di legno), con una bella ciotola di acqua fresca e pulita sempre a disposizione.

Addestramento del San Bernardo

addestratore

Per quanto possa essere di indole buona, un San Bernardo resta pur sempre un cane grande. Perciò è fondamentale educarlo e addestrarlo per bene, in modo che capisca quali sono i comportamenti giusti da seguire e quali, invece, deve evitare in modo da non avere problemi in futuro.

La bella notizia è che il San Bernardo è ben felice di imparare e seguire il suo padroncino, anche da cucciolo. E allora se volete un cane ben educato iniziate a insegnargli tutti i comandi di base sin da piccolo, cominciando da cose semplici come abituarlo a collare e guinzaglio, tanto per fare un esempio. Da grande sarà importantissimo che sia abituato a camminare al guinzaglio senza tirare. Pensate che disastro farsi trascinare da un cane di 80 kg!

E poi c’è la socializzazione, anche questa consigliata già in età precoce. Dai 3-4 mesi il cucciolo di San Bernardo deve iniziare ad abituarsi alla presenza di persone estranee e di altri cani, perciò non c’è niente di meglio di un bel parco o dei giardinetti per fare nuove amicizie!

Quanto mangia un San Bernardo?

muso del san bernardo

L’alimentazione è fondamentale per qualsiasi essere vivente. Lo è per noi bipedi, ma anche per i quattro zampe: dal modo in cui un cane mangia, dalle quantità e dalla qualità dei suoi pasti dipende la sua buona salute. Uno dei luoghi comuni più diffusi sul San Bernardo lo dipinge come un gran mangione che spazzola via tutto ciò che gli capiti a tiro. Sbagliato!

Se abituato in modo adeguato sin da cucciolo, il San Bernardo non è un cane così vorace e mangia semplicemente i pasti di qualsiasi altro cane di taglia così grande. Certo, la spesa è superiore rispetto a un Pinscher, ma è un’eventualità a cui va incontro chiunque decida di adottare un quattro zampe di una certa dimensione. Anche qui, poi, si rischia di cadere in luoghi comuni e dicerie senza fondamento: il San Bernardo è un cane che si muove poco, molto tranquillo e quindi non ha un dispendio di energie tale da richiedere tonnellate di pappa.

Volete un esempio concreto? Un Pastore Tedesco di circa 40 kg mangia ogni giorno in media 400 gr di crocchette. Un San Bernardo che pesa il doppio, invece, ha bisogno di 600 gr di crocchette in media. Quindi mangia più o meno la stessa quantità di cibo rispetto a un cane che pesa di meno!

Salute e cure

occhi del san bernardo

Il San Bernardo è un cane forte e resistente, che gode di buona salute e ha un’aspettativa di vita che rientra assolutamente nella media. Facciamo però attenzione all’ambiente in cui vive, che può influenzare le sue condizioni fisiche: vive bene in montagna con un clima fresco. Sa adattarsi bene ad altre temperatura, ma soffre il caldo e dobbiamo assicurarci che abbia sempre a disposizione ombra e acqua in estate. La cosa fondamentale è evitare gli sbalzi di temperatura troppo drastici, inclusi quelli da condizionatore d’aria.

La razza di per sé è sana ma non è estranea a patologie specifiche, legate alla costituzione e alle caratteristiche degli esemplari. Ad esempio non è raro che sia predisposto a displasia dell’anca o del gomito e, come molti cani di taglia grande, anche alla torsione gastrica. È un cane predisposto anche a problemi di cuore, come la cardiomiopatia dilatativa, e a problemi agli occhi, come la cataratta. In casi più rari gli esemplari possono soffrire di allergie alimentari e da contatto o di attacchi epilettici.

Toelettatura del San Bernardo

cani san bernardo in spiaggia

Per un cane grande ci vuole una grande toelettatura! È inevitabile che un cane come il San Bernardo sia più impegnativo rispetto a cani di mole più piccola, ma imparare a prendersene cura nel modo giusto è essenziale se vogliamo assicurarci che viva in modo sano e felice. Come tutti i cani ha bisogno che periodicamente gli si taglino le unghie, che si puliscano i denti e che faccia il bagnetto.

Un’attenzione particolare va riservata alle orecchie, perché è un cane predisposto a sviluppare le otiti e, quando diventa anziano, perfino sordità. Quindi vanno pulite regolarmente, almeno una volta alla settimana, in modo che non prolifichino i batteri e per rimuovere eventuale cerume.

La cura del mantello è un’altra parte importante della toelettatura del San Bernardo, essenziale per eliminare il pelo in eccesso ma soprattutto per mantenerlo morbido e lucido, stimolando la circolazione cutanea e distribuendo in modo omogeneo il grasso naturale del pelo. Per spazzolarlo occorrono alcuni attrezzi specifici: spazzola a setole dure, cardatore, pettine a denti larghi, forbicine per sfoltire.

Avendo un folto sottopelo e un pelo di guardia altrettanto sviluppato (specialmente i cani a pelo lungo), pensateci bene e se lo ritenete opportuno affidatevi a un toelettatore professionista.

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