Bracco Italiano, tutto su questa razza: carattere, curiosità, consigli e cure

Nato come cane da caccia, oggi il Bracco Italiano è una delle compagnie più preziose e amorevoli che si possano desiderare. Ma c'è molto di più...

Un’eccellenza di casa nostra e uno dei quattro zampe più belli e adorabili che ci siano: il Bracco Italiano è un cane molto amato da grandi e piccini, dal carattere dolce e sensibile.

Sin dalle sue origini è stato impiegato nella caccia, date le sue innate abilità. Del resto si tratta di un piccolo segugio, capace di scovare le prede anche nelle situazioni più difficili, per poi segnalarle al padroncino (tipico dei cani da ferma).

Prima di adottare qualsiasi quattro zampe è meglio fare qualche ricerchina e scoprire tutto sulla razza e le sue caratteristiche. Qui potrete conoscere a fondo il Bracco Italiano…scoprirete che è un cane davvero eccezionale!

Indice

Un po’ di storia

bracco italiano sul lago

Un cane di antica e nobile stirpe, Il Bracco Italiano come testimoniano gli scritti di Senofonte era già ampiamente diffuso nella Magna Grecia. In Italia già nel Medioevo era accettato come razza canina a sé stante ma è nel Rinascimento che ha avuto il suo vero e proprio boom.

Fu allevato da famiglie nobili come i Medici e i Gonzaga, anzi gli esemplari del loro allevamento erano molto ricercati. Il Bracco Italiano era una razza canina così pregiata al punto che questi esemplari erano considerati dei regali perfetti per i reali del tempo. Alcuni documenti attestano che la corte di Francia ricevette in dono dei Bracchi Italiani nel 1527, tanto per fare un esempio.

La razza si diffuse in tutta Europa durante il periodo rinascimentale, quando la caccia alla selvaggina pennuta era uno sport molto apprezzato, naturalmente sempre prerogativa dell’aristocrazia. Dalla fine del XIX secolo all’inizio del XX secolo c’è stato un calo numerico di questi esemplari, ma grazie all’entusiasmo dell’allevatore Ferdinand Delour de Ferrabouc il Bracco Italiano si salvò dall’estinzione.

Sempre a questo grande appassionato si devono le prime bozze dello standard di razza, poi approvato definitivamente dall’ENCI nel febbraio 1949. Nove mesi dopo nello stesso anno fu fondata la Società Amatori Bracco Italiano (S.A.B.I.).

Come è nato il Bracco Italiano

Ad oggi le origini del Bracco Italiano non sono del tutto chiare, ma secondo una teoria potrebbe essersi sviluppato a partire dall’incrocio tra l’antichissimo Segugio egiziano e il Mastino Persiano. Un’altra ipotesi sostiene, invece, che questa razza sia nata dall’incrocio tra il Segugio Italiano e il Mastino Asiatico. Non potremmo mai averne la certezza, ma sappiamo molto di più sullo sviluppo più recente della razza canina.

Quando nel XIX secolo il Bracco Italiano stava attraversando un lungo periodo di crisi, fino alla quasi totale estinzione, esistevano principalmente due varianti di questo cane. Quella piemontese era di colore bianco e arancio, con una corporatura più piccola e leggera, adatta alla caccia nelle paludi. L’altra era quella lombarda, dal fisico più pesante e massiccio e di colore diverso (un mix di bianco e castagno) e fortissima nel lavoro in montagna.

Gli allevatori del tempo lavorarono instancabilmente per salvare il Bracco Italiano dall’estinzione, così cominciarono a incrociare questi due tipi di cane finché non ottennero esemplari di Bracco Italiano con le caratteristiche che conosciamo oggi.

Un provetto cane da caccia

Il successo del Bracco Italiano nei secoli si deve alla sua grande abilità nella caccia, soprattutto di quella alla piccola selvaggina alata. Inizialmente lavorava “guidando” gli uccelli nelle reti dei cacciatori, poi cambiando i metodi di caccia (con l’introduzione dei fucili) si adattò, diventando un provetto cane da ferma, cioè un cane che non insegue la preda ma la segnala al cacciatore.

Ancora oggi il Bracco Italiano è considerato uno dei migliori cani da caccia che ci siano, anzi probabilmente è il più popolare tra le razze canine italiane di questo tipo. Nel 1937 fu redatto lo Standard di Lavoro (aggiornato nel 2011), che descrive alla perfezione lo stile di lavoro sia fisico che mentale del Bracco Italiano. Qui ve ne proponiamo un piccolo estratto:

«L’andatura è di trotto lungo e veloce, ammessa qualche fase di galoppo, giustificata da situazioni oggettive. Ma l’andatura di rigore, quando affronta il quesito olfattivo, è di trotto.(…) Il portamento nell’assieme è nobile, imponente, vigile, ma calmo, ben eretto e lievemente proteso in avanti, il collo un po’ montante e la testa eretta, con canna nasale rivolta verso il basso

Dall’Italia al Regno Unito (e oltre)

Il Bracco Italiano è stato a lungo un’esclusiva dell’Italia, o meglio dei nobili italiani. Ma come abbiamo visto pian piano iniziò a diffondersi anche nel resto d’Europa, in quando veniva portato in dono alle famiglie reali. Per arrivare nel Regno Unito e negli Stati Uniti d’America, però, ne è passato di tempo: pensate che il primo esemplare arrivò in UK soltanto nel 1989!

Aspetto e caratteristiche

due esemplari di bracco italiano

Il Bracco Italiano è un cane di media taglia, dall’aspetto solido e robusto ma allo stesso tempo molto elegante e ben proporzionato. Somiglia alla gran parte dei Pointer (i cani da ferma inglesi, per intenderci) ma è più muscoloso e meno agile, infatti è il meno veloce tra i cani di questo tipo.

L’aspetto degli esemplari di questa razza è inconfondibile, caratterizzato da una testa prominente e “importante”. Una grande mascella, le orecchie che cadono lungo i lati del muso, un tartufo grosso e prominente di colore marrone o rosato, così si presenta il “volto” del Bracco Italiano. Ma il suo punto di forza sono gli occhi, piccoli e distanziati e con uno sguardo che sprizza amore e gentilezza. Non si può che restarne ammaliati!

Ma quanto è grande un Bracco Italiano? Come sempre c’è una differenza minima tra le femmine e i maschi: entrambi pesano in media tra i 25 e i 40 kg, ma le prime non superano un’altezza al garrese di 60 cm mentre i secondi sono leggermente più alti, fino a 70 cm circa.

Mantello e colori

In questo corpo robusto, muscoloso e con arti forti e lunghi cresce un mantello davvero bellissimo: corto, fitto e lucente – più fine e raso su testa, orecchie, sulla parte anteriore degli arti e sui piedi. Lo standard di razza del Bracco Italiano ammette soltanto queste colorazioni: bianco; bianco con macchie più o meno grandi di colore arancio o ambra; bianco con macchie più o meno grandi di colore marrone; melato (bianco punteggiato di arancio pallido); bianco punteggiato di marrone (roano-marrone); marrone di tonalità calda (tonaca di frate).

Carattere e temperamento

muso del bracco italiano

Il Bracco Italiano è un cane dal carattere calmo, pacato e sensibile, un quattro zampe dall’indole gentile che è capace di socializzare praticamente con tutti. Naturalmente finché non viene infastidito!

In genere quando si parla di cani da lavoro viene fuori sempre quella indipendenza che li caratterizza, abituati come sono a svolgere un compito. Eppure il Bracco Italiano fa eccezione perché, oltre a eccellere come cane da ferma, riesce a essere un ottimo compagno di vita per il proprio padroncino e per la vita in casa.

Il cane da caccia più affettuoso

Molte razze di cani da caccia sono ottime nel loro lavoro, ma in genere non sono la scelta migliore per la compagnia. Il Bracco Italiano è unico nel suo genere perché quando entra a far parte di una famiglia ne diventa un membro a tutti gli effetti. Non è un caso che oggi, dopo tanto tempo, gli esemplari di questa razza canina vengano scelti esclusivamente come cani da compagnia, e non come cani da caccia!

Il Bracco Italiano si lega talmente tanto al padroncino al punto da seguirlo praticamente ovunque, senza perdere mai occasione per dimostrargli tutto il suo affetto. Uno dei cani da caccia e da lavoro più affettuosi che ci siano, a detta di chi li conosce perfino un po’ appiccicoso!

Un cane molto silenzioso

Uno dei fatti più divertenti e sorprendenti di Bracco Italiano è che praticamente non abbaia mai. E ciò comporta soltanto una cosa: come cane da guardia è pessimo! Ma non è di certo un difetto, specialmente se vogliamo tenerlo in casa e cerchiamo una razza canina che non sia troppo sonora (e che potrebbe disturbare tutto il vicinato).

La vita in famiglia

Quando caccia il Bracco Italiano è un vero spettacolo, un quattro zampe instancabile e dedito a svolgere il suo compito con una classe e un impegno davvero ammirevoli. Ma a fronte di questa sua indole da cacciatore, sappiate che non disdegna affatto la tranquillità famigliare, una vita in casa che preveda momenti di relax e coccole in compagnia dei propri amici umani. Facciamo attenzione soltanto ai bambini, che spesso sono “poco delicati” con i quattro zampe: il Bracco Italiano ha pazienza da vendere, ma cerchiamo di metterlo a suo agio (insegnando ai bambini a essere rispettosi).

Il Bracco Italiano e gli altri animali

Una delle domande che ci poniamo sempre quando abbiamo intenzione di adottare un cagnolino è che rapporto abbia con gli altri animali. Un’informazione non da poco, che ci aiuta a capire se potrebbero esserci problemi di convivenza qualora avessimo già in casa altri cani oppure un gatto o un altro animale d’affezione.

Ebbene, il Bracco Italiano è uno di quei cani che non ha problemi a socializzare con i suoi simili, specialmente se abituato sin da cucciolo alla loro presenza, tuttavia dato il suo attaccamento al padroncino tende a voler essere il “primo della classe” in casa propria. Per i gatti il discorso cambia un po’, perché il Bracco Italiano è istintivamente portato a vedere gli animali più piccoli come potenziali prede. Anche in questo caso se è abituato alla presenza del gatto sin da cucciolo e li abbiamo introdotti nel modo giusto, non dovrebbero esserci particolari problemi.

Addestramento del Bracco Italiano

bracco italiano al guinzaglio

Il Bracco italiano è un cane molto intelligente, caratteristica che lo rende facile da addestrare seppur con i metodi giusti. Quando parliamo di addestramento spesso rischiamo di essere un tantino superficiali, sminuendo l’importanza del processo educativo per il Bracco come per qualsiasi altro quattro zampe. Non cadiamo in questo errore e cerchiamo piuttosto di capire qual è l’approccio migliore con un cane di questa razza. Soltanto così potremmo ottenere da lui il meglio e consentirgli di esprimersi in tutto il suo splendore, non soltanto in ambito venatorio ma nella vita di tutti i giorni.

L’addestramento del Bracco Italiano deve essere costante, senza toni perentori ma pur sempre fermi in modo da far recepire al cane i comandi e consentirgli di eseguire le azioni al meglio. Tendenzialmente non è un problema insegnare qualcosa a un cane di questa razza, considerato anche il rapporto speciale che instaura con il suo padroncino, quasi simbiotico.

Va trattato con gentilezza

Tutti gli addestratori e gli esperti di Bracco Italiano vi diranno sempre la stessa cosa: questo cane non può essere trattato a casaccio, perciò toglietevi dalla testa di usare con lui comandi imperiosi, urla o addirittura punizioni. Il Bracco Italiano è un cane che vuole essere trattato come un amico, non come qualcuno da “sfruttare” per un lavoro o come uno stupido che non è in grado di capire niente.

Per questo non è un cane adatto a chiunque e prima di adottarne uno cercate di capire se potreste essere le persone adatte a lui. Il Bracco Italiano ha bisogno di maniere dolci, di carezze e di essere rassicurato, mai sgridato o punito. In questo caso rischiamo di ottenere nel tempo un quattro zampe troppo timido, anzi spaventato e sempre timoroso, soprattutto nei confronti delle persone.

Socializzazione del cucciolo

Come diciamo sempre, i cuccioli dovrebbero essere socializzati sin dalla più tenera età. E non si tratta di una frase fatta da ripetere a pappagallo, ma una certezza oltre che un reale strumento che consente al cane di esprimersi al meglio. Il Bracco Italiano è per sua natura un cane docile, buono, che si fida delle persone al punto da diventare amico di tutti. Se così non è, evidentemente abbiamo sbagliato qualcosa nei primi mesi di vita.

Quando un cucciolo salta la socializzazione, quindi non viene mai portato tra la gente o non vede mai altro al di fuori delle mura domestiche, non sente rumori o non si abitua al traffico cittadino (se viviamo in città) rischia la cosiddetta “sindrome da canile”. In poche parole non avendo mai interagito con le persone e non avendo mai avuto la possibilità di ambientarsi in ambienti più confusionari e rumorosi, si troverà profondamente a disagio in queste situazioni una volta cresciuto.

Ha bisogno di movimento

Se è vero che il Bracco Italiano, come abbiamo visto, non disdegna i momenti di relax in casa, d’altra parte non dobbiamo mai dimenticare di assicurargli una certa quantità di attività fisica giornaliera. L’esercizio all’aria aperta gli serve per mantenersi in forma ma soprattutto per stimolare la mente, cosa che per un cane da lavoro è davvero essenziale.

La noia, l’ansia, l’inattività oltre a mettere a rischio la salute del cane (prima di tutto muscoli e articolazioni) sono acerrime nemiche del suo umore e posso seriamente portarlo ad avere comportamenti distruttivi, anche nei suoi stessi confronti. Ovviamente le esigenze di esercizio dipendono dall’età del Bracco Italiano e dal suo stato di salute, ma in generale non è un cane per cui sono sufficienti un paio di brevi passeggiate.

Salute e cure

cane che cammina sull'erba

Il Bracco Italiano è un cane che non soffre di particolari malattie o disturbi, tendenzialmente quel che diremmo un quattro zampe robusto e forte. Vive mediamente tra i 12 e i 14 anni e si differenzia dalla gran parte delle altre razze canine proprio perché non eredita “tare” genetiche che potrebbero portarlo a sviluppare malattie più o meno gravi. Ma ciò non esclude alcuni disturbi tipici della razza, come la displasia dell’anca e del gomito che sono tipiche della gran parte dei cani da caccia, A queste si aggiungono l’artrite, che sviluppa talvolta con l’avanzare dell’età, e la torsione gastrica, causata dall’eccesso di cibo o di acqua consumati troppo in fretta o dopo un intenso allenamento.

Il Bracco Italiano, però, ha un punto debole: la pelle. Questa si presenta davvero molto grassa e quindi rende il cane predisposto a infezioni e patologie dermatologiche, come la dermatite seborroica tanto per citarne una. Ecco perché si consiglia di fare regolari bagni al Bracco Italiano, utilizzando solo ed esclusivamente prodotti delicati sulla pelle che evitino il rischio di escoriazioni o dermatiti.

Alimentazione

cane in giardino

Prendersi cura di un cane vuol dire anche (se non soprattutto) curarne l’alimentazione in modo adeguato. Cosa fondamentale, specialmente se il cane svolge delle particolari attività, come capita al Bracco Italiano che ancora oggi è impiegato come cane da caccia. Quando scegliamo crocchette, scatolette di umido o cuciniamo da soli i pasti per il cane, dobbiamo sempre tener conto della sua età, dello stile di vita e degli eventuali problemi o disturbi di cui soffre. Tutto naturalmente con il prezioso aiuto del veterinario!

Essendo un cane possente, in genere si consiglia di dare al Bracco Italiano una pappa appropriata come le crocchette che contengono condroprotettori (ovvero integratori che preservano la salute delle cartilagini e delle ossa), naturalmente quelle destinate ai cuccioli almeno all’inizio. Raggiunti i 12 mesi possiamo passare alle crocchette o scatolette di umido per cani adulti, sempre tenendo conto della quantità di movimento che compie.

Non possiamo darvi qui dei valori assoluti, perché la dieta del cane si deve concordare di volta in volta con l’aiuto del veterinario ed è diversa da un esemplare all’altro. Tuttavia in media dobbiamo considerare due pasti al giorno ad alto contenuto proteico, con una bassa percentuale di grassi (buoni) e di fibre. Scegliamo prodotti di alta qualità e che contengano ingredienti di prima scelta, non gli scarti o i derivati della carne.

Toelettatura del Bracco Italiano

cane al guinzaglio

Il Bracco Italiano non ha bisogno di una manutenzione chissà quanto complicata, complice il suo mantello meno “impegnativo” rispetto ad altri quattro zampe. Con un pelo così corto e fine basta anche una sola spazzolata alla settimana, ovviamente con gli accessori adatti: assicuratevi di usare una spazzola morbida che non comprometta la salute della pelle del cane, così come un pettine adatto che non provochi strappi di ciuffi o grovigli. L’unica accortezza particolare riguarda la qualità della pelle del Bracco Italiano, che è molto grassa rispetto a quella della gran parte dei suoi simili. Per questo dobbiamo fare bagnetti regolari con prodotti che non siano troppo aggressivi e che mantengano un PH equilibrato, evitando eccesso di sebo.

Curiosità

tanti esemplari di bracco italiano

Forse non tutti sanno che il Bracco Italiano è protagonista di un sonetto di Dante, ovvero il Sonar Bracchetti, dove l’autore fa riferimento proprio a un cane da caccia di origine italiana. E a proposito di “Bracchetto”, questo nome soprattutto in Italia crea spesso un grosso equivoco. Il Bracchetto più famoso di sempre è il cane Snoopy di Charles M. Schultz, protagonista nelle strisce dei Peanuts insieme al suo amico umano Charlie Brown e al suo giallo amico pennuto Woodstock. Ebbene, chiamandolo Bracchetto molti sono convinti che si tratti di un Bracco Italiano appunto, quando non è così: Snoopy è un esemplare di Beagle!

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